"... avevo scoperto l'abisso della rassegnazione, la virtù del distacco, il piacere del pensare pulito, l'ebbrezza della creazione politica, il fremito dell'apparire delle cose impossibili..." Altiero Spinelli

Uno spazio di condivisione per sviluppare comunità

Paul Klee

 

L'associazione "territoriali#europei" verrà presentata sabato 14 marzo 2015 (ore 9.30 - 12.30) a Trento (Sanbapolis)

di Alessandro Dalla Torre

(6 marzo 2015) Uno spazio di condivisione per sviluppare comunità: questa è la dimensione che esprime l’identità ed il fine dell’associazione politica e culturale “territoriali#europei”. Il profilo “territoriale” di tale dimensione identifica e misura l’estensione dell’istanza politica dell’associazione. Un’estensione reale che dal territorio, anche interiore, che abitiamo e ci abita si apre alle manifestazioni plurali del nostro essere sociale ed associato, passando per la trama di manufatti e ambiente naturale che, nel quotidiano, mettono in relazione la nostra condizione urbana e locale con l’universo che ci circonda. Il profilo “europeo” della dimensione che esprime il carattere dell’associazione identifica e misura, invece, l’estensione della sua istanza culturale. Un’estensione ideale che prende le mosse da e per qualcosa che, nella sua piena accezione federalista, rimane ancora da conseguire ed è per ciò in grado di ispirare ed orientare un impegno ed un programma ancorati alle categorie del futuro e quindi oggetto privilegiato di studio, ricerca e sperimentazione sociale ed istituzionale.

Territorialità come riferimento di senso – ma anche di non-senso – ed Europa come modello esigente ma ancora incompiuto e da costruire; questi sono dunque i termini intorno ai quali l’associazione “territoriali#europei” si propone quale occasione per attivare e condividere idee, progetti e strategie per lo sviluppo di comunità. Nella prospettiva dell’associazione, sviluppare comunità non significa sbrogliare l’irriducibilità con cui la modernità ha risolto il nesso tra l’individuo, lo Stato e le articolazioni di quest’ultimo.

Di quella irriducibilità – della “inaudita solitudine” che essa genera tra gli individui e della “verticalità indifferente” di cui essa ammanta le istituzioni – lo sviluppo di comunità coglie però il limite aprendo ad una molteplicità di soluzioni che le esperienze di condivisione nel campo della conoscenza, della sviluppo, della socialità e della tutela delle risorse naturali – anche grazie alla tecnologia – già stanno sperimentando. Che, infine, l’iniziativa dell’associazione “Territoriali#Europei” prenda le mosse dal Trentino non è affatto casuale.

Le vicende storiche di questo territorio, e con esso di tutta la marca confinaria a sud e a nord del Brennero, dimostrano – anche a dispetto delle diverse stagioni politiche che nel tempo si sono succedute – la possibilità di architetture istituzionali e modelli di governo rispetto ai quali le istanze delle comunità originarie hanno trovato e ancora trovano un compiuto riconoscimento fino al punto di identificarne lo stesso statuto materiale.

Da questa possibilità, per altro mai definitivamente acquisita, dipende la qualità del nostro futuro. Un futuro che non può rappresentare la “discarica del presente” e che chiama ad un appassionato impegno civile.

 

0 commenti all'articolo - torna indietro

il tuo nick name*
url la tua email (non verrà pubblicata)*