"... avevo scoperto l'abisso della rassegnazione, la virtù del distacco, il piacere del pensare pulito, l'ebbrezza della creazione politica, il fremito dell'apparire delle cose impossibili..." Altiero Spinelli

Balcani

L'Europa dei destini incrociati alla notte dei musei
Destini incrociati

Vi segnalo che in occasione della “Notte dei Musei”, sabato 17 maggio dalle ore 20.00 alle 22.30, il S.A.S.S., Spazio Archeologico Sotterraneo del Sas, sotto piazza Cesare Battisti a Trento, effettuerà un’apertura straordinaria serale con ingresso libero e visite guidate gratuite al sito e alla mostra “L’Europa dei destini incrociati. Storie di cittadini in movimento tra Balcani, Italia e Germania”.

Anteprima, il trailer

https://www.youtube.com/watch?v=wc1tUS9RGBg&feature=player_detailpage

Alluvione nei Balcani, piove sul bagnato
Zenica, Bosnia Herzegovina

(19 maggio 2014) Giorni e giorni di piogge torrenziali hanno provocato un alluvione in Bosnia Herzegovina e in Serbia che non ha precedenti almeno negli ultimi 120 anni. Sono già stati accertate decine di vittime nella Bosnia nord orientale e centrale e nella Serbia Occidentale, oltre ai feriti e a migliaia di sfollati.

Centinaia di villaggi sono rimasti isolati a causa delle esondazioni di diversi fiumi, tra cui la Miljacka che attraversa la capitale bosniaca. La protezione civile e i vigili del fuoco forniscono viveri e medicine alla famiglie bloccate in casa.

Un aggiornamento costante della situazione lo potete trovare sul sito di Osservatorio Balcani Caucaso www.balcanicaucaso.org attraverso i reportage dei corrispondenti dai paesi coinvolti da questa nuova tragedia.

Europa e nuova cittadinanza
Il cartello sulla strada dell\'acqua

Il 16 maggio viene inaugurata a Trento la mostra multimediale diffusa "L'Europa dei destini incrociati. Storie di cittadini in movimento tra Balcani, Italia e Germania", su organizzazione dell'Associazione Trentino con i Balcani (ATB).

Venerdì 16 maggio a Trento presso lo Spazio Archeologico Sotterraneo del SAS (Piazza Cesare Battisti, ore 17.30) si inaugura la mostra multimediale diffusa "L'Europa dei Destini incrociati. Storie di cittadini in movimento tra Balcani, Italia e Germania", realizzata dall'Associazione Trentino con i Balcani (ATB).

All'inaugurazione intervengono sul tema Europa e nuova cittadinanza: Sara Ferrari - Assessore all'Università, ricerca, politiche giovanili, pari opportunità e cooperazione allo sviluppo della Provincia Autonoma di Trento, Ugo Morelli – professore di psicologia del lavoro e dell'organizzazione e di psicologia della creatività e dell'innovazione e Melita Richter - professoressa di sociologia, saggista e mediatrice culturale.

La neve nera
L\'Arciduca Francesco Ferdinando e la moglie Sofia mentre escono dalla Biblioteca, il 28 giugno 1914

Ieri 9 maggio, giorno dell'Europa, è stata riaperta dopo molti anni di ristrutturazione, la Vijećnica, la Biblioteca Nazionale di Sarajevo, che venne distrutta dell'agosto del 1992 all'inizio dell'assedio di quella città. E' un avvenimento importante, non solo per la città di Sarajevo ma per ogni cittadino europeo, o almeno così dovrebbe essere. Per ricordare questa tragedia, vi voglio riproporre il capitolo “La neve nera” tratto dal libro “Le stelle che stanno giù” (Edizioni Spartaco) di Azra Nuhefendić, corrispondente di Osservatorio Balcani Caucaso.

di Azra Nuhefendić

La Vijećnica è il simbolo della distruzione di Sarajevo e della Bosnia Erzegovina. Custodiva, prima della guerra, un milione e mezzo di libri, tra i quali 155.000 esemplari rari e preziosi e 478 manoscritti. Era l'unico archivio nazionale di tutti i periodici pubblicati in, o sulla Bosnia Erzegovina. Dopo tre giorni di rogo, dalla Biblioteca bruciata sono rimasti solo lo scheletro di mattoni e dieci tonnellate di cenere.

"Una grande catastrofe culturale", cosi il Consiglio di Europa ha definito la distruzione della Biblioteca Nazionale di Sarajevo. "La pazzia visibile", così il quotidiano inglese "The Times" intitolava l'articolo sulla devastazione della Vijećnica.

Il 25 agosto 1992, poco dopo la mezzanotte, i nazionalisti serbi spararono le prime bombe incendiarie sulla Vijećnica dalle colline che circondano la città. La Biblioteca Nazionale fu bombardata per tre giornate intere. La precisione dei lanci non lasciava dubbio che il bersaglio fosse proprio la Vijećnica.

Priorità per la presidenza italiana dell’UE: la macroregione adriatico-ionica e i Balcani
Paul Klee

Centro europeo di eccellenza Jean Monnet - Università di Trento - Osservatorio Balcani Caucaso

Priorità per la presidenza italiana della UE: la macroregione adriatico-ionica e i Balcani 

Trento, Facoltà di Sociologia, martedì 6 maggio 2014, ore 10.00.

Conferenza che intende discutere della strategia europea per la macro-regione Adriatico-ionica (EUSAIR), tappa importante dell'ormai prossimo semestre di presidenza italiana dell'Unione Europea

Saluti: Sara Ferrari, assessora provinciale all'università e alla ricerca

Intervengono: Andrea Stocchiero, Ricercatore del CeSPI - Centro Studi Politiche Internazionali, Roma; Luisa Chiodi, Direttrice scientifica di OBC; Barbara Forni, Rappresentanza del Parlamento Europeo in Italia.

Modera: Roberto Belloni, Centro Jean Monnet, Università degli Studi di Trento

Quando volgemmo il nostro sguardo altrove... Rinasce la Vijećnica.
La Vijecnica restaurata

(10 maggio 2014) Quando, in quei giorni di fine agosto del 1992, venne incendiata la Vijećnica, la Biblioteca nazionale di Sarajevo, l'Europa volse il suo sguardo altrove. Non solo i potenti, sia chiaro, anche i cittadini europei - che evidentemente ancora non lo erano (e non lo sono) - pensarono che quella cosa non li riguardasse più di tanto.

Come avvenne per i successivi tre anni e mezzo, quello che accadeva di là del mare non li turbava affatto, chiusi nei propri luoghi comuni che descrivevano quella tragedia come l'ennesimo capitolo della ferocia tipica di quella gente, guerre etniche e arcaiche – si diceva – che nemmeno il quotidiano stillicidio di morte riusciva a turbare più di tanto.

Ritorno a casa
La copertina del libro

Natasha Radoji-Kane

Ritorno a casa

Adelphi, 2003

 

Halid ha molti conti in sospeso. Dalle trincee di Sarajevo è tornato con una reputazione da eroe, un incubo ricorrente e parecchio denaro di origine poco chiara. Per sbarazzarsi della prima gli basterà una battuta di caccia con due amici d'infanzia, finita sparando con armi da guerra agli unici animali sopravvissuti nei boschi intorno al villaggio – i gufi. Per non vedere più quella ragazza cadere al rallentatore, colpita a morte, sarà forse sufficiente smettere di dormire. Ma liberarsi del denaro, o moltiplicarlo – ed è il denaro con cui Halid vorrebbe riscattare il suo amore di un tempo, ora ostaggio di una donna e di una storia crudele – risulta più difficile. L'unica soluzione sarà rischiare tutto in un'estenuante partita a carte, fra puttane adolescenti e violinisti impazziti, contro l'avversario più temibile, il re degli zingari locali. Il ritorno a casa di Halid si consuma così in tre giorni freddi, fangosi e febbrili, che in questo suo primo, straordinario libro Natasha Radoji-Kane racconta attenendosi rigorosamente ai fatti e lasciando che dai gesti, dalle parole e dai silenzi dei personaggi si sprigioni il fantasma di un paesaggio – la Bosnia consumata dall'odio e da una guerra inesauribile – molto più vicino a noi di quanto vorremmo ammettere.

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