"... avevo scoperto l'abisso della rassegnazione, la virtù del distacco, il piacere del pensare pulito, l'ebbrezza della creazione politica, il fremito dell'apparire delle cose impossibili..." Altiero Spinelli

Formazione

Il bisogno di una narrazione europea
Un momento della tavola rotonda conclusiva della scuola di primavera

(3 maggio 2014) Si è conclusa la spring school “Territoriali ed europei”. Credo di poter dire che andata molto bene, per la qualità dei relatori, l'apporto venuto dagli artisti invitati, la partecipazione tanto nelle serate pubbliche quanto nei momenti formativi, il clima che ha accompagnato ogni momento di queste quattro giornate...

 

Siamo riusciti a tenere la scuola di primavera in piena campagna elettorale senza che questo potesse condizionare o diventare elemento di divisione. La forza dei contenuti e delle idee, certamente. E, insieme, la consapevolezza condivisa dell'inadeguatezza delle attuali espressioni politiche che pur in campagna elettorale riescono a non parlare dell'Europa. C'è invece una narrazione europea che dovrà prendere corpo nel tempo a venire, sperando che le elezioni del 25 maggio non segnino, nella partecipazione come nel voto, la fine prematura del sogno europeo.

Un mo(n)do giusto. Laboratori del ri-uso
il logo del percorso

Venerdì 16 maggio (ore 15.00) si svolgerà a Sanzeno un convegno interessante e per certi versi inedito nel quale si affronterà il tema del ri-uso prendendo in esame le possibili declinazioni di questo concetto. Sullo sfondo della cultura del limite, il convegno propone tre chiavi di lettura proposte da Carlo Buzzi (il concetto di “tempo” e le sue trasformazioni), da Michele Nardelli (la conflittualità sociale e la sua incidenza sulla società) e da padre Fabio Scarsato (il rapporto tra il pensiero religioso e l’ambiente naturale). 

In allegato la presentazione e il programma. 

Dove spira il vento della secessione, scoprirsi cittadini europei
Antico ulivo depredato

"Zero per cento razzismo, cento per cento identità" è lo slogan che campeggia sui manifesti a sostegno del referendum per l'indipendenza. Nel Veneto della secessione, con un gruppo di venti giovani a parlare di Europa e di un tempo segnato dal rancore e dall'incerezza del futuro. E di una politica che fatica a dare risposte originali, incapace di elaborare il passato e di raccontare il presente, priva di visione europea, piegata alla logica del rincorrere il consenso.

Costruendo cittadinanza attiva
Il muro e la trabant

Una "tre giorni" di formazione, informazione e convivialità rivolta ai giovani di Dolo e dintorni sul nostro tempo, con uno sguardo al Novecento e all'Europa. Su questi temi mi è stato chiesto di portare una riflessione ed ho accettato volentieri di condividere con questi ragazzi qualche "pensiero di mezzo". 

Per i lettori più affezionati del mio blog, la "topolino amaranto" del racconto di un paese che può rinascere nella valorizzazione delle intelligenze e dei saperi che i corpi intermedi faticano a vedere e senza aver bisogno di "uomini della provvidenza" è in movimento. 

Eurovisioni. L'indignazione, il rebetiko e una nuova idea di contratto sociale.
la locandina
Scuola di formazione politica “Territoriali ed europei”

Eurovisioni. L'indignazione, il rebetiko e una nuova idea di contratto sociale

L'Europa non è il problema, bensì la chiave per affrontare un nuovo contesto.

Trento - 30 aprile, 1, 2, 3 maggio 2014

Il disegno di un'Europa politica sta vivendo un forte appannamento. Le sue istituzioni sono viste da molti come un apparato burocratico ed un insieme di regole dettate dai poteri finanziari. Il suo allargamento è stato spesso vissuto dai cittadini dei paesi più forti come un'insidia al proprio status piuttosto che la costruzione di una casa comune. Gli stati nazionali cavalcano l'onda della paura per evitare di cedere verso l'Europa (e verso i territori) quote crescenti di sovranità. La politica si attarda a cercare soluzioni a carattere nazionale, quando invece la cifra dei problemi appare sempre più di natura sovranazionale e territoriale.

Il problema sembra essere quello di tutelare al meglio gli interessi nazionali in Europa, ma così facendo non si costruisce l'Europa come soggettività politica, sociale e culturale, la si indebolisce piuttosto. Questo è l'orizzonte nel quale gli stati nazionali più forti ripropongono la loro leadership sull'Europa e questo, a guardar bene, ci racconta di quanto poco si sia fatto tesoro delle lezioni del Novecento. Tanto che l'idea di un'Europa politica nasce come progetto di pace, nel superamento in senso federalista degli stati nazionali e della loro tendenza all'egemonismo.

Troppa storia in troppo poca geografia
Betlemme inizio \'900

Dicembre 2013 - Maggio 2014

Progetto per una maggiore conoscenza del Medio Oriente e per la formazione di giovani volontari in tre fasi: ciclo di conferenze e gruppi di lavoro; viaggio-studio in Israele/Palestina; progettazione e realizzazione di interventi informativi sul territorio e nelle scuole.

Seminario formativo: Elaborare i conflitti. Memoria, narrazione, riconciliazione. Relatore Michele Nardelli

(R)innovare la cooperazione
Guerre moderne

(R)innovare la cooperazione internazionale: simulare la stesura di un testo/processo di cooperazione internazionale

Seminario formativo con Michele Nardelli

Il presente seminario è finalizzato alla stesura, in gruppi di massimo 3 persone, di un progetto di cooperazione. Il miglior lavoro verrà premiato con l'invio del gruppo vincitore in un progetto nei paesi in via di sviluppo.

È inoltre prevista la partecipazione a un convegno previsto per inizio aprile 2014, dal titolo "Cooperazione internazionale e Cittadinanza attiva: processi di cooperazione tra passato e presente" che si terrà presso "Casa Soggiorno Alpino. Borgo Saragona 24, Laggio di Vigo di Cadore (Belluno). A questo Convegno interverranno i seguenti relatori: prof. Mauro Cereghini, il dott. Gianni Ruffini e il dott. Jean-Leonard Touadì.

Rivolto agli studenti dell'Ateneo, è particolarmente consigliato agli iscritti alla laurea triennale in Studi Internazionali. La partecipazione al seminario per almeno il 75 % delle ore di lezione e lo svolgimento del lavoro assegnato dal docente determineranno l'attribuzione di 2 CFU (crediti formativi universitari).

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