"... avevo scoperto l'abisso della rassegnazione, la virtù del distacco, il piacere del pensare pulito, l'ebbrezza della creazione politica, il fremito dell'apparire delle cose impossibili..." Altiero Spinelli

Migrazioni

«Modena, stazione di Modena. Per il futuro si cambia»
Modena, la sala del convegno

Giovedì scorso sono stato a Modena, nella sala della Fondazione Teatro San Carlo, un po' il cuore antico della città, per il Convegno dal titolo suggestivo “Modena, stazione di Modena”.

I migranti arrivano in treno e queste sono le parole con le quali vengono accolti. Loro però non sanno che cosa li aspetta, o forse sì perché Modena è una città ricca e dunque forse si aspettano di condividere un po' di quella ricchezza. Ma 400 ospiti diventano invece un problema. Numeri irrilevanti se rapportati alla popolazione, agli sportelli bancari e agli altri presunti indicatori del benessere, ma non per un immaginario collettivo che si auto alimenta di paure (e di quel che la gente vuol sentirsi dire) che i talk show televisivi spargono a piene mani pur di fare audience. ...

Modena, stazione di Modena
Il manifesto dell\'evento

MODENA, STAZIONE DI MODENA

per il futuro si cambia

 

Testimonianze, approfondimenti e dialoghi per orientarci sui fenomeni migratori ed elaborare una nuova cultura dell’accoglienza

 

26 novembre 2015 dalle 15.00 alle 20.00

presso Teatro della Fondazione Collegio San Carlo

via San Carlo, 5 - Modena

 

La settimana dell'accoglienza
Il logo dell\'iniziativa
"La Settimana dell’Accoglienza: insieme per generare valore sociale" si terrà dal 10 al 18 ottobre 2015. Promossa dalla Federazione regionale del Trentino-Alto Adige/Südtirol del Coordinamento nazionale comunità di accoglienza (CNCA), l'iniziativa propone una “settimana” speciale, un primo grande evento informativo e di sensibilizzazione a livello regionale sul tema dell'accoglienza inteso in tutte le sue declinazioni.

Al seguente link trovate il ricco programma:
http://www.cnca.it/images/stories/segreteria/Settimana_accoglienza.pdf

Lo scopo è far crescere nella nostra comunità la cultura dell’accoglienza, in tutti i suoi aspetti. Non mancheranno sia momenti culturali e di intrattenimento artistico, aperti alla cittadinanza, con esperti di livello nazionale sul tema del welfare e delle politiche di accoglienza, sia occasioni formative e di scambio di esperienze professionali e di volontariato.

I vari eventi sono promossi dalle associazioni e cooperative del Cnca del Trentino-Alto Adige: A.M.A., Apas, Volontarinstrada, Volontarius, Cooperativa Arcobaleno, Cooperativa Arianna, Cooperativa La Rete, Cooperativa Progetto 92, Cooperativa Punto d’Incontro, Cooperativa Samuele, Cooperativa Villa S. Ignazio.

INFO: segreteria.taa@cnca.it | 388 802 9445 Lisa | 0461 239640 Sandra | #settimanadellaccoglienza

 

Memoria per una città accogliente
Istanbul, mercato spezie

di Adel Jabbar

(13 ottobre 2015) Nello scorrere del tempo l'intreccio di saperi, di conoscenze e di esperienze ha spesso costituito lo sfondo alla nascita delle città. Le città rappresentano la prova delle tante storie che le hanno plasmate, lasciando tracce nello stile urbanistico, nell’arredo urbano, nel patrimonio artistico, nella gastronomia, nell’uso dei tessuti, nelle lingue e nelle credenze.

Tramite la conoscenza sedimentata nello spazio urbano è possibile indagare il passaggio e i lasciti del tempo. Le città sono come dei cantastorie narranti le vicende delle genti che le hanno abitate, attraverso i segni visibili di innumerevoli cimeli e di vaste eredità. Segni che compongono quella che viene chiamata memoria, anche se spesso tale memoria viene presentata e letta secondo interpretazioni parziali, in cui prevalgono visioni ideologiche a edificare un ben precisa coscienza collettiva, più funzionale alla congettura del presente che alla vera conoscenza della complessità della storia.

Bolzano frontiera d'Europa. Profughi, migranti, confini spinati
barche

  

Il 3 ottobre 2013 morivano al largo dell'isola di Lampedusa 366 persone, a due anni da questa tragedia e di fronte al flusso ininterrotto e sempre crescente di profughi verso l'Europa, la Commissione diritti umani del Senato, in collaborazione con il Comune e la Provincia di Bolzano, realizzano una giornata dedicata alla memoria delle vittime.

Un'occasione per riflettere su forme idonee di solidarietà, come componente sostanziale dell'identità europea, alla luce del trasferimento nel nostro continente di migliaia di donne, uomini, bambini in cerca di sicurezza e protezione, promossa in uno dei luoghi simbolo di questi mesi, la stazione di Bolzano, da cui le persone in fuga continuano a transitare, trovando ristoro e conforto grazie al contributo delle istituzioni e delle associazioni di volontariato.

Locandina e programma dell'evento

Migranti, profughi, guerre... la marcia delle donne e degli uomini scalzi
Foto di Luigi Ottani

di Massimiliano Pilati *

“Non è pensabile fermare chi scappa dalle ingiustizie, al contrario aiutarli significa lottare contro quelle ingiustizie. Dare asilo a chi scappa dalle guerre, significa ripudiare la guerra e costruire la pace. Dare rifugio a chi scappa dalle discriminazioni religiose, etniche o di genere, significa lottare per i diritti e le libertà di tutte e tutti. Dare accoglienza a chi fugge dalla povertà, significa non accettare le sempre crescenti disuguaglianze economiche e promuovere una maggiore redistribuzione di ricchezze.”

La frase riportata sopra fa parte del manifesto di convocazione della marcia delle donne e degli uomini scalzi che si terrà venerdì 11 settembre a Venezia e, in contemporanea, in molte altre città italiane. Il Consiglio del Forum Trentino per la Pace e i Diritti Umani riunitosi lunedì 7 settembre ha deciso di fare proprio l’appello lanciato da Venezia e di partecipare alla marcia che si terrà anche a Trento venerdì 11 settembre alle ore 18 con partenza in Piazza Duomo. Con noi sfileranno altre realtà trentine tra cui l’Arci, i sindacati, l’unione degli studenti universitari, l’Associazione nazionale educatori professionali, i gruppi trentini di Emergency e di Amnesty international, il Coordinamento Nazionale delle Comunità di accoglienza del Trentino Alto Adige, l’associazione Ya Basta e molte altre realtà e singoli cittadini sensibili al dramma che stanno vivendo migliaia di persone in fuga da guerra e povertà in tutto il mondo.

 

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Indignazione e spaesamento. Impotenza e azione. 1% vs 99%. Paradigmi da cambiare radicalmente. Confini inutili.
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di Federico Zappini

(6 settembre 2015) Non mi va di passare per cinico perché non condivido convintamente la foto del piccolo Aylan Kurdi, morto a tre anni naufragando sulla spiaggia di Bodrum, in Turchia. Non riesco ad appassionarmi alla discussione sulla correttezza (deontologica, politica, ecc.) della scelta di pubblicare quell’immagine sulle prime pagine dei quotidiani e non mi sogno nemmeno di giudicare chi ha deciso di contribuire a rendere virale online postandola sulle proprie bacheche Facebook e Twitter. Indignarsi è legittimo, addirittura vitale laddove significa non accettare il fluire, spesso tragico, degli eventi che ci circondano.

Mi chiedo però se vale questo metro di valutazione. Se solo una persona in più dopo la tragica fine di Aylan – e la sua trasmissione a media unificati – si dirà sensibilizzata allora aver affondato quel pugno comunicativo sarà giustificato? Non sono del tutto convinto di questa interpretazione, o meglio la trovo gravemente insufficiente. Se solo gli scatti che hanno fermato su pellicola le immani tragedie del Novecento avessero davvero agito in questa maniera (da catalizzatori di attenzione e riflessione, da pungoli accuminati per coscienze dormienti, da monito di fronte al ripetersi ciclico della storia) oggi probabilmente non ci troveremo nella condizione di aver iniziato un nuovo “secolo degli assassini” subito dopo esserci detti che quello precedente sarebbe stato l’ultimo, irripetibile. Altro che “restiamo umani”… Quest’incapacità conclamata di imparare dal passato ci dice che si è ampliata a dismisura la platea dei (dis)umani o forse — è questa l’ipotesi che io sostengo — abbiamo sottovalutato la violenza potenziale che pulsa dentro ognuno di noi, che ci definiamo orgogliosamente umani, o più semplicemente buoni.

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