"... avevo scoperto l'abisso della rassegnazione, la virtù del distacco, il piacere del pensare pulito, l'ebbrezza della creazione politica, il fremito dell'apparire delle cose impossibili..." Altiero Spinelli

Pace e diritti umani

Il conflitto generativo
La copertina

 

Ugo Morelli

Il conflitto generativo

Città nuova, 2014

 

È possibile guardare e vivere il conflitto come fatto positivo? Nel suo saggio “Il conflitto generativo” pubblicato da Città Nuova, Ugo Morelli ci introduce ad approccio nuovo ed originale.

Nel linguaggio di ogni giorno e non solo, quando si dice conflitto si intende guerra. Guerra e violenza, pertanto, restano egemoni su vari piani e in particolare nel linguaggio ordinario e nella narrazione storica. Sono proprio la parola “conflitto” e le fenomenologie che essa indica a non avere cittadinanza nel linguaggio e nella prassi. Il conflitto, infatti, è costantemente confuso con la guerra. Quando si dice conflitto, di solito, si intende guerra, indifferentemente.

Non emerge una domanda di conoscenza rispetto alla distinzione tra guerra e conflitto. Né si afferma ancora il bisogno di conoscere rispetto agli incontri tra differenze, culture, interessi, individuazioni e appartenenze diverse, orientamenti e spiegazioni del mondo. Tende anzi a prevalere la negazione. Eppure la conoscenza potrebbe essere la via per riconoscere la generatività del conflitto e la sua distinzione con l’antagonismo e la guerra, con le conseguenti opportunità per la creazione della cooperazione e della pace. 

F 35: ancora acquisti senza avvisi
guerre umanitarie

Altri milioni buttati per il caccia dello spreco

Nonostante la discussione in corso in Parlamento e presso l’opinione pubblica il Ministero della Difesa prosegue nella sua marcia di acquisizione dei caccia F-35, addirittura confermando contratti sul lotto numero 9 (da definirsi solo nel 2015). Tutto questo mentre il Governo Renzi sembrava sul punto di ripensare il programma e il Documento presentato dal PD chiedeva una sospensione dei contratti.

(28 marzo 2014) Per “Taglia le ali alle armi” si tratta di un comportamento inaccettabile e che dimostra come le pressioni di chi vuole mantenere alte le spese militari scavalchino qualsiasi sensata considerazione sui caccia F-35.

Afghanistan: ieri, oggi, domani
1989, l\'armata rossa lascia l\'Afghanistan

Nella cornice della Sala Aurora di Palazzo Trentini, a Trento, il Cantiere Afghanistan 2014 propone un confronto dal titolo: Afghanistan: ieri, oggi, domani…

l'uscita delle truppe internazionali, le difficoltà economiche. Afghanistan è il momento di elaborare il passato, prendere in mano il presente e immaginare il futuro.

Ne parliamo con Michele Nardelli, Felicetta Ferraro (Casa Editrice Ponte33) e Bashir Ahang (giornalista).

Durante la serata verrà presentato un video realizzato in Afghanistan da Andrea Bernardi (corrispondente Unimondo).

 

Buona giornata popolo Rom
La bandiera dei rom al Colle di Miravalle
“Bahtalo romano dives” significa “buona giornata del popolo rom”. L'8 aprile si celebra la Giornata internazionale di rom e sinti.

L’8 aprile 1971 a Londra si svolse il primo congresso mondiale dei rom. In quell’occasione venne fondata l’International romani union (Irm), si scelse come inno “Jelem Jelem”, composto da Janko Jovanovic, e una bandiera a strisce orizzontali, in alto il colore del cielo, l’azzurro, e in basso il colore della terra, il verde. Al centro una ruota di carro rossa.

Non amo le giornate internazionali dedicate a temi di grande valore, ne colgo l'ipocrisia del non farsene carico in ogni frammento del nostro tempo. Ma se a qualcosa possono servire, ad aprire gli occhi di qualcuno sul dolore quotidiano, in questo caso di un popolo senza terra che non ha mai fatto guerra a nessuno, allora ben vengano e quindi "bahtalo romano dives".

 

Khorakhanè *

(a forza di essere vento)

dall'album “Anime Salve” (1996) di Fabrizio De Andrè

http://www.musictory.it/musica/Fabrizio+De+Andrè/Khorakhanè

 

Il cuore rallenta la testa cammina
in quel pozzo di piscio e cemento
a quel campo strappato dal vento
a forza di essere vento

Porto il nome di tutti i battesimi
ogni nome il sigillo di un lasciapassare
per un guado una terra una nuvola un canto
un diamante nascosto nel pane
per un solo dolcissimo umore del sangue
per la stessa ragione del viaggio viaggiare

La scelta
Il manifesto dello spettacolo

Ci sono spettacoli che nascono per intrattenere, spettacoli che nascono per divertire, spettacoli che nascono per emozionare. Questo spettacolo - a noi piace definirlo “documentario in formato teatrale” - nasce unicamente e solo con uno scopo: quello di ricordare, di “fare memoria"

Docenti Senza Frontiere e Trentino con i Balcani, con il patrocinio di Rai Radio Televisione Italiana per il Sociale, Amnesty International, è lieta di invitarti allo spettacolo teatrale

La Scelta

(e tu cosa avresti fatto?)

di Marco Cortesi e Mara Moschini

Ascolterete quattro storie vere. E nell’epoca dei reality, dove tutto è vero e falso allo stesso tempo, dove ti chiedi: «dove inizia il vero e dove finisce il falso»... ecco in quest’epoca il nostro “vero” è un “vero” un po’ speciale, perché sono quattro storie “vere per davvero”! Quattro storie provenienti da uno dei conflitti più drammatici, sanguinosi, assurdi, ma allo stesso tempo più dimenticati che l’essere umano abbia mai combattuto...” I recenti eventi ai confini dell’Europa orientale riportano alla nostra attenzione l’importanza di supportare e promuovere iniziative educative e culturali che sostengano azioni di democrazia, libertà e pace.

vedi trailer

 

Festeggiamenti per il Nowruz
Nowruz
Cantiere Afghanistan 2014

Celebrando il Capodanno Afghano/Persiano, per lasciare per una volta spazio alla cultura, all’arte e alla musica di un paese in guerra da troppo tempo. Festeggeremo proponendo una selezione di musiche, immagini e sapori dall’Afghanistan.

Tagliare le spese militari, finalmente se ne parla.
Le lettere diventate il simbolo della campagna contro l\'acquisto degli F35
(20 marzo 2014) Non è esattamente un cambio di paradigma, ma il fatto che dopo anni nei quali questa sciagurata scelta appariva intoccabile finalmente si metta in discussione il tabù degli F35 (e più in generale delle spese militari) mi sembra un fatto di rilievo.

Qualche crepa si era aperta già qualche mese fa con con la scelta del governo Letta di ridimensionare la commessa dei superbombardieri, portandoli da 131 a 91. Ma, in buona sostanza, il quadro non cambiava, tanto che la lobby militar-industriale ha proseguito nel suo cercare di fare proseliti con la portaerei Cavour a magnificare le sorti dell'industria militare italiana.