Cultura

martedì, 21 aprile 2026 ore 18:30

Il re del nulla
La copertina del libro

Nell'ambito della rassegna "Aprile in libreria"

Martedì 21 aprile 2026, alle ore 18.30

presentazione del libro

 

"Il re del nulla"

(Albatros, 2025)

 

Con gli autori Paola Marcolini e Razi Mohebi

dialogherà Michele Nardelli

 

Bolzano, Nuova Libreria Cappelli, Corso Libertà 2

 

Bolzano, Nuova Libreria Cappelli, Corso della Libertà 2

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venerdì, 24 aprile 2026 ore 18:00

Emilio Molinari. La fabbrica, la politica, i beni comuni.
La copertina del libro

Venerdì 24 aprile 2026, alle ore 18.00

presso la Sala del Romanino, nel Convento di S. Cristo a Brescia (via Piamarta 9)

presentazione dell'autobiografia di Emilio Molinari

 

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EMILIO MOLINARI

la fabbrica, la politica, i beni comuni

(Redstarpress, 2025)

 

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Con le testimonianze di padre Mario Menin, Camilla Bianchi, Agostino Zanotti, Michele Nardelli, Mario Fappani, Duccio Facchini, Beatrice Zambiasi, Fiorenzo Paruta.

Sarà presente Tina Mastrolonardo Molinari, compagna di una vita.

 

Brescia, Convento di S.Cristo, via Piamarta 9

sabato, 21 marzo 2026 ore 10:00

Comunità di studio «Cerchiamo ancora»
Albert Camus

Sabato 21 marzo 2026, dalle ore 10.00 alle ore 13.00

presso la Bookique di Trento

il sesto incontro della Comunità di studio

"Cerchiamo ancora"

 

Il percorso ha sin qui coinvolto una ventina di partecipanti che stanno lavorando sul libro di Filippo La Porta "Maestri irregolari" che lo voglio ricordare sono Hannah Arendt, Albert Camus, Nicola Chiaromonte, Arthur Koestler, Ivan Illich, Cristopher Lasch, Carlo Levi, George Orwell, Pier Paolo Pasolini, Ignazio Silone, Simone Weil

Sin qui negli incontri mensili abbiamo affrontato i tratti che hanno accomunato questi intellettuali. Analisi che vorremmo concludere già nel prossimo incontro o in quello successivo. Ci proponiamo poi di analizzarne alcune di queste figure, come proposta di approfondimento di una loro opera e della loro biografia, attraverso un lavoro di gruppo.

Se qualcuno ha il desiderio di aggregarsi, ci si può sintonizzare anche in corso d'opera.

Trento, Bookique, via Torre d'Augusto

La lettera di convocazione

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martedì, 3 marzo 2026 ore 18:00

Il re del nulla. Presentazione a Trento del libro di Paola Marcolini e Razi Mohebi
La prima di copertina del libro

Afghanistan, anni Settanta. Montagne illuminate da colpi di arma da fuoco e valli attraversate da spari, tra invasioni sovietiche e insurrezioni dei Mujaheddin: questo il teatro dell’infanzia di un bambino che osserva con occhi attenti. Ancora non lo sa, ma quegli occhi curiosi diventeranno lo sguardo di un pittore e regista. Tra i filari di albicocchi, le feste di ritorno dei padri e le magie del Charda Pal, Razi cresce immerso in rituali antichi e nella crudezza di un tempo sospeso tra bellezza e terrore. La vita quotidiana si intreccia con i movimenti bruschi sulla scacchiera geopolitica mondiale, stravolgendo il destino delle famiglie e di intere nazioni.

Il re del nulla racconta il percorso di formazione di un artista diventato testimone di una storia più grande di lui, tra aneddoti familiari, segreti, paesaggi mitici, fragilità e coraggio. Un racconto intenso di come si impari a sopravvivere, a comprendere la realtà e a dipingerne i colori, nonostante i conflitti, le privazioni e i misteri dell’esistenza. Un memoir sia intimo sia universale, che restituisce al lettore il fragore e la meraviglia di un tempo lontano e insieme vicino, dove si fondono innocenza e consapevolezza.

Martedì 3 marzo 2026, alle ore 18.00

presso la Libreria due punti, Trento, via san Martino 78

presentazione del libro di

Razi Mohebi e Paola Marcolini

“IL RE DEL NULLA” (Albatros, 2026)

Gli autori saranno in dialogo con Michele Nardelli

 

Trento, Libreria due punti, Via San Martino 78

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sabato, 21 febbraio 2026 ore 10:00

Comunità di studio «Cerchiamo ancora»
Hannah Arendt

Care amiche e cari amici,

siamo così giunti al quinto incontro della Comunità di studio “Cerchiamo ancora”. Non so ancora se una vera e propria comunità si stia formando, di certo posso dire che il confronto fra i partecipanti viene preso sul serio (ma non troppo ed è bene così), è sempre stimolante anche quando gli spunti da cui partiamo appaiono controversi (come è stato nell'ultimo incontro attorno al capoverso “Fratelli maggiori”), l'intreccio fra passato e presente non manca, nemmeno le opinioni diverse mancano, senza che questo generi contrapposizione alcuna. Le due ore e mezza che ci siamo sin qui dati per i nostri incontri volano via in un battibaleno e, a me pare, piacevolmente.

Vengo dunque al prossimo incontro, che abbiamo previsto per sabato 21 febbraio, sempre a partire dalle ore 10.00 alle 12.30 del mattino. Che avrà come campo di discussione il paragrafo “Irriducibilmente individui”.

Niente a che fare con l'individualismo, quanto piuttosto con quello che Hannah Arendt indicava come “il pensare da sé”, la necessità di uno sguardo esigente e non banale sul proprio tempo, cercandone i segni in ciò che osserviamo ogni giorno e al quale spesso non diamo significato. Una postura che poi corrisponde all'autonomia (di pensiero, innanzitutto) e dunque all'assunzione di responsabilità che non può che essere individuale.

Trento, Bookique, via Torre d'Augusto

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L'uomo in rivolta
La copertina del Libro

Albert Camus

L'uomo in rivolta

Bompiani, 1957

 

«Il giorno ... che la rivoluzione cesarea ha trionfato dello spirito sindacalista e libertario, il pensiero rivoluzionario ha perduto, in se stesso, un contrappeso di cui non si può, senza scadere, privarsi. Questo contrappeso, questo spirito che misura la vita, è il medesimo che anima la lunga tradizione di quello che si può chiamare pensiero solare, nel quale, dai Greci in poi, la natura è sempre stata equilibrata al divenire. La storia della prima Internazionale in cui il socialismo tedesco lotta senza posa contro il pensiero libertario dei Francesi, degli Spagnoli, degli Italiani, è la storia delle lotte tra ideologia tedesca e spirito mediterraneo. Comune contro stato, società concreta contro società assolutista, libertà riflessiva contro tirannia razionale, l'individualismo altruista infine contro la colonizzazione delle masse, sono allora le antinomie che traducono, una volta di più, il lungo affrontarsi di misura e dismisura che anima la storia dell'Occidente, dall'antichità classica in poi. ... L'Europa non è mai stata altrimenti che in questa lotta fra meriggio e mezzanotte».

Il saggio di Albert Camus che nel 1951 segna la sua rottura con Jean Paul Sartre e lo storicismo: «Nel suo sforzo maggiore, l'uomo può soltanto proporsi di diminuire aritmeticamente il dolore del mondo». Nel mio percorso di ricerca attorno all'idea di un "pensiero meridiano", un testo che col tempo si rivela sempre più cruciale.

Lo sport, il corpo, la bellezza, l'eros e le macerie olimpiche.
Spirito olimpico?

di Diego Cason *

Lo sport è un fenomeno sociale e culturale che mostra i tipi e la qualità delle relazioni collettive di massa, che manifesta gli stili di vita e di comportamento. È un’attività economica che produce e consuma merci di diverso tipo e valore. È anche passione popolare, miglioramento tecnologico e delle prestazioni, competizione agonistica, spettacolo, festa, gioco. La pratica e il consumo di sport risponde a bisogni umani relativi all’uso del tempo “libero”, posto (apparentemente) fuori dalla coazione lavorativa, professionale e sociale quotidiana. Lo sport ha una forte valenza libertaria legata a una visione ludica del tempo. Questa è la sua immagine dominante che ha una formidabile potenza evocativa e un conseguente fascino.

Lo sport ha, però, altre funzioni molto importanti in una società. Ad esempio, la capacità di creare consenso politico e una esorbitante forza propagandistica. È anche uno strumento con il quale si esibisce il proprio status sociale; la pratica e l’interesse per alcuni sport certificano l’appartenenza a classi e ceti sociali diversi. È uno strumento di catarsi del conflitto sociale e formidabile aggregatore di passioni identitarie. Un fenomeno di grande rilevanza materiale, simbolica e affettiva.

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Shah - In - Shah

Ryszard Kapuscinski

Shah - In - Shah

Feltrinelli, 2001

 

Iran, 1980: lo scià Reza Pahlavi è fuggito, Khomeini ha preso il potere. Chiuso nella stanza di un albergo ormai deserto di Teheran, Ryszard Kapuscinski cerca di ricavare un senso dalla massa di appunti, fotografie e registrazioni che ha accumulato durante il suo lungo soggiorno in Iran. In un libro appassionante, in cui la cronaca diviene storia senza perdere nulla della sua umana immediatezza, Kapuscinski ricostruisce il lento ma inesorabile procedere degli avvenimenti che hanno portato alla rivoluzione che diverrà khomeinista.

Un libro da leggere nel susseguirsi di rivoluzioni democratiche finite nel sangue, strategie di destabilizzazione da parte di chi in Occidente non si è ancora rassegnato alla fine del colonialismo e di torbide proteste tipiche di questa oscura postmodernità, che attraversano questo straordinario paese.

Religione, libertà e democrazia

Mohammad Khatami

Religione, libertà e democrazia

Laterza, 1999

 

«... Al domani, al giorno in cui l'umanità passerà oltre la civiltà odierna, giorno che verrà senza alcun dubbio, giungeranno per primi coloro che sin da oggi guardano al futuro possedendo la conoscenza del passato. Non i tradizionalisti, che scelgono l'inflessibilità e rimangono ostaggi del passato; non i modernisti superficiali, che sono prigionieri dell'oggi che predomina e delle sue apparenze».
 
Dall'ex Presidente della Repubblica Islamica dell’Iran un documento di grande rilievo sull’Islam contemporaneo e le sue spinte riformatrici.

giovedì, 20 novembre 2025 ore 18:00

«Cronache delle cronache», l'ultimo regalo di Francesco Prezzi
La locandina dell'evento

Si svolgerà giovedì 20 novembre 2025, alle ore 18.00

presso la Sala Conferenze di Palazzo Benvenuti, in via Belenzani 12 a Trento

la presentazione del volume di Francesco Prezzi

 

"Cronache delle cronache.

Europa, Principati vescovili di Trento e Bressanone, Contea del Tirolo

fra poteri e guerre di conquista (secc. XV - XVI)"

(Edizioni del faro, 2025)

 

a cura di Micaela Bertoldi

 

Dialogano con la curatrice

Erica Mondini e Rodolfo Taiani

Trento, Palazzo Benvenuti, via Belenzani 12

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sabato, 22 novembre 2025 ore 10:00

Comunità di studio “Cerchiamo ancora” - Il secondo incontro.
Lourmarin (Provenza. L'ultima dimora di Albert Camus

Sabato 22 novembre 2025, ore 10.00 – 12.30

Trento, Bookique – Via Torre d'Augusto

 

Che cosa hanno in comune Hannah Arendt, Albert Camus, Nicola Chiaromonte, Arthur Koestler, Ivan Illich, Chirtopher Lasch, Carlo Levi, George Orwell, Pier Paolo Pasolini, Ignazio Silone e Simone Weil?

Esamineremo questi tratti comuni a partire dall'introduzione che Filippo La Porta ci propone nel libro "Maestri irregolari" (in allegato)

Trento, Bookique, via Torre d'Augusto

L'introduzione

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domenica, 12 ottobre 2025 ore 16:00

Indagare la guerra. La bellezza ci salverà?
La locandina dell'incontro

 

Nell'ambito della Giornata europea degli Amici dei Musei dedicata quest'anno al tema "Arte e Pace. I musei come strumenti di Pace"

 

La Città di Asola, in collaborazione con il Museo Civico, l'Associzione Amici di Palazzo TE e dei Musei Mantovani, FIDAM – Federazione Italiana degli Amici dei Musei


promuovono l'incontro


Indagare la guerra.

La bellezza ci salverà?

 

Se vogliamo costruire una diffusa cultura della pace è necessario abitare i conflitti, conoscerli, elaborarli, saperli contenere, farli evolvere in forma nonviolenta.

 

Conversazione con Michele Nardelli, ricercatore e formatore sui temi della pace.


Domenica 12 ottobre 2025, ore 16.00

Asola (MN), Museo Civico G.Bellini, Via Garibaldi 7

 

Asola, Museo Civico G.Bellini, Via Garibaldi 7

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Trieste 1954: lo spettacolo di Cristicchi dimentica l’anima plurale della città
Trieste, anni '50

di Mauro Cereghini

A Simone Cristicchi va dato il grande merito di avere contribuito a riportare nel dibattito pubblico italiano la memoria dell’esodo istriano-dalmato, e delle sue sofferenze, dopo decenni di colpevole silenzio. Con lo spettacolo Magazzino 18, presentato nel 2013 e circolato a lungo in tutta Italia, ha emozionato e insieme raccontato una vicenda complessa, con le molte sfaccettature che la riguardano. Ha ricevuto anche feroci critiche, ma nel complesso quell’opera aveva una sua compiutezza scenica e – nell’inevitabile riassunto di un testo teatrale – solidità storica.

Dieci anni dopo Cristicchi ci riprova con Trieste 1954, spettacolo che si muove tra la fine della seconda guerra mondiale, con l’occupazione jugoslava della città e poi l’amministrazione affidata agli alleati, e il passaggio alla Repubblica Italiana. Ma stavolta il risultato del lavoro è decisamente inferiore. Nulla da dire sulle capacità artistiche del cantante, né tanto meno dell’altra voce Franca Drioli, che presenta alcune canzoni in triestino, e di coro e orchestra che accompagnano con maestria musicale. Il racconto però dura appena tre quarti d’ora, dopo di che si aggiungono canzoni dal repertorio di Cristicchi. Belle sì, ma con un certo retrogusto di riempitivo…

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venerdì, 3 ottobre 2025 ore 18:00

L'uomo che resta
La prima di copertina del libro

Nell'ambito della XXIII edizione della rassegna di incontri "Tutti i colori della pace"

promossa dal Comune Vallelaghi, dal Forum trentino per la Pace e i Diritti Umani e dalla Biblioteca di Terlago

 

Venerdì 3 ottobre 2025, alle ore 18.00

Terlago, Sala Braidon

 

Presentazione del libro

L’uomo che resta

(Les Flâneurs Edizioni)

 

A parlarne saranno l’autore Marco Niro

in dialogo con Michele Nardelli

 

Un’avventura che si estende per venti millenni, intrecciando passato, presente e futuro, per parlare di cambiamento climatico e cultura del limite.

Terlago, Sala Braidon

La locandina dell'evento

Nazionalismi e 'pulizia etnica' in Bosnia Erzegovina – Prijedor (1990 – 1995)
la prima di copertina del libro

Simone Malavolti

«Nazionalismi e “pulizia etnica” in Bosnia Erzegovina – Prijedor (1990 – 1995)»

Pacini Editore, 2024

«Nazionalismi e “pulizia etnica” in Bosnia Erzegovina – Prijedor (1990 – 1995)» è un libro di grande valore. Un lavoro rigoroso e raro, per la ricerca delle fonti e per l'accuratezza della ricostruzione di un passaggio storico manipolato dalla propaganda nazionalista e da narrazioni separate.

Scavare dentro i conflitti e le guerre non è mai un compito facile, richiede di prendersi una distanza anche emotiva dagli avvenimenti e dalla logica manichea che tende ad identificarsi con una parte. Questo non significa non saper distinguere fra aggressori ed aggrediti, senza però mai dimenticare che la guerra (come la sua fine, chiamata frettolosamente pace) non è mai giusta. In questo scavare dentro i conflitti (e le parole), con Mauro Cereghini parlammo di “equiprossimità”, il riconoscere la tragedia delle vittime a prescindere dalla loro appartenenza nazionale, religiosa o etnica1. A questo compito Simone Malavolti offre un contributo significativo, uno studio di caso per raccontare come sono andate le cose in una delle aree più segnate dalla “pulizia etnica” nella guerra dei dieci anni che ha segnato l'Europa alla fine del secolo scorso.

Per chi ha vissuto quella tragedia in prima persona, questo libro rappresenta una forma di risarcimento, nel riconoscimento del dolore delle vittime ma anche verso chi – a prescindere dalla propria appartenenza – si è opposto al delirio nazionalistico. Anche per questo, richiederebbe di venir tradotto in serbo-croato-bosniaco e presentato nei territori che facevano parte della Jugoslavia. Cosa non facile, se consideriamo che ancor oggi, a distanza di trent'anni dagli avvenimenti raccontati nel libro di Malavolti, ci sono aree nelle quali le autorità locali tendono a boicottare ogni narrazione diversa da quella ufficiale, ovvero quella di chi ha “vinto” nella separazione etnica della Bosnia Erzegovina. Ne sanno qualcosa quei pochi intellettuali che coraggiosamente hanno “tradito” le loro appartenenze o presunte tali.

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