martedì, 21 gennaio 2025 ore 18:00

Incontro di presentazione del libro di Simone Malavolti
«Nazionalismi e “Pulizia Etnica” in Bosnia Erzegovina. Prijedor (1990 - 1995)»
Pacini Editore, 2024
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Martedì 21 gennaio 2025, ore 18.00
presso il Circolo ARCI – Vie Nuove
Viale Giannotti 13 - Firenze
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Un incontro dedicato alla storia e alla memoria di uno dei capitoli più drammatici della dissoluzione jugoslava. Prijedor, teatro di atrocità negli anni ‘90, diventa il centro di un’analisi che intreccia ideologia, violenza, media e geopolitica.
Intervengono
Simone Malavolti, autore e storico specializzato nei paesi jugoslavi
Luca Bravi, Dipartimento Forlilpsi, Unifi, esperto di memoria e Bosnia-Erzegovina
Michele Nardelli, scrittore e co-fondatore dell’Osservatorio Balcani e Caucaso
Partner dell’evento
Istituto Storico Toscano della Resistenza
Pacini Editore
Firenze, Circolo ARCI Vie Nuove, Via Giannotti 13

Heimatpflegeverband - Südtirol/POLITiS
Heimat oder Destination Südtirol?
Tourismus in Maßen statt in Massen
Verlag Arca Edizioni, 2024
L'opera sarà disponibile nelle librerie dell'Alto Adige a partire dalla prossima settimana. In allegato potete trovare la scheda di presentazione e l’indice. Il testo è in tedesco con l'eccezione del capitolo 9 (di cui sono l'autore) che l'editore ha preferito venisse riportato nella sua versione originale in lingua italiana.
(30 agosto 2024) L'Associazione Patrimonio dell'Alto Adige – Heimatpflegeverband (HPV) ha presentato questa mattina al Waltherhaus di Bolzano un libro di particolare attualità che ha come titolo “Heimat oder Destination Südtirol?” (Casa o destinazione Alto Adige?). Come è facile comprendere il tema affrontato è quello dell'overtourism nell'ambito di una visione critica dell'industria turistica in Alto Adige/Südtirol.
Da anni ci sono avvertimenti sul sovraccarico turistico in questa realtà. I molteplici eccessi dell'overtourism sono costantemente un argomento nei media, le conseguenze negative per l'ambiente, il clima, il paesaggio e la qualità della vita investono sempre più le comunità locali.
Se un paese viene commercializzato solo come destinazione turistica, la qualità della vita della popolazione ne risente sotto diversi aspetti. Il turismo di massa di oggi minaccia anche le fondamenta di una regione turistica: il paesaggio culturale e naturale, la tranquillità, il valore ricreativo, l'ospitalità, la tanto invocata "autenticità". Una regione così abusata dai turisti può essere ancora casa? si chiede l'Associazione Patrimonio dell'Alto Adige in un comunicato stampa.

Martedì 18 marzo 2025, ore 18.00
Trento, Biblioteca Universitaria Mesiano
Presentazione del libro di Marco Niro
L'uomo che resta
Les Flaneurs edizioni (2025)
L'autore sarà in dialogo con Simona Bordoni (DICAM)
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Paleolitico. Una piccola banda di cacciatori-raccoglitori tenta di sopravvivere alle morse del gelo. Tra loro ci sono Artzai, un giovane emarginato per via della sua zoppia, e la sua fida amica Helena. Nel ventre di una grotta li attende una scoperta straordinaria, che lascerà un segno nei millenni a venire. Presente. Il clima si surriscalda, ma la maggioranza della popolazione se ne disinteressa, compresi molti studiosi. Solo due archeologi, Bruno e Glenda, riescono a “vedere oltre”. La loro tenacia li conduce a un’antica verità sepolta. Futuro. Nel villaggio di Gilanos, l’umanità sopravvive tra temperature sempre più estreme. La sacerdotessa Clizia guida la comunità in una disperata ricerca di risposte, mentre si domanda cosa sia rimasto dell’uomo e quale ruolo la natura gli riservi. Un’avventura che si estende per venti millenni, intrecciando passato, presente e futuro.

di Ugo Morelli *
(4 gennaio 2025) Ma chi siamo? Questi quattro gatti che si ostinano a farsi venire l’ulcera, derisi o vittime dell’indifferenza dei contemporanei, Cassandre senza audience, impegnati a segnalare che la follia del nostro tempo riguardo alla crisi ambientale, climatica e di vivibilità sul pianeta Terra ci porta all’autodistruzione? Noi tapini che rischiamo persino di fornire assoluzione a chi leggendoci ritiene di aver risolto il problema per la sola adesione formale all’ideologia ambientalista? Qui ci mettiamo insieme in alcuni, noti a doppiozero, come fan e assidui contributori: da Matteo Meschiari a Maurizio Corrado; da Amitav Ghosh a Elizabeth Kolbert; da Paolo Vidali a Mauro Barberis; da molti altri che non cito in questo contributo, a me stesso che scrivo.
Siamo quelli che sono convinti di dover scegliere a fronte della questione: se si tratti di estrarre e catturare ancora qualche risorsa presunta risolutiva, o invece di scoprire finalmente che siamo parte del tutto da cui dipende la nostra stessa esistenza, affrontando quella che Ghosh definisce la grande cecità. Una scelta che fa, forse, la differenza nell’affrontare la nostra condizione umana attuale sulla Terra. Quella condizione di noi terrestri è la nostra territà come la chiama giustamente Matteo Meschiari anche nell’introduzione al libro di Maurizio Corrado, Pleistocity. Frammenti di un discorso ecologico, Terracqua, Reggio Calabria 2024. Con il suo originale e pungente stile narrativo, Meschiari scrive: «Il Tribunale della Storia, chiamiamolo così, è uno strano miscuglio di consapevolezza e di senno di poi, di ramanzine e di buoni propositi. In ogni caso la sua efficacia è uguale a zero, tranne per una cosa: fare la lista di chi ci aveva visto giusto nonostante la nebbia sociale, nonostante la cortina ideologica e il perbenismo del suo tempo.»
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L'amico Mauro Ceruti, ordinario di Filosofia della scienza all'Università IULM di Milano e fra i pionieri dell'elaborazione del pensiero della complessità, mi invia questa breve ma intensa riflessione che voglio condividere con i lettori di questo blog.
Nel panorama attuale di crisi globali, Mauro Ceruti ci invita a riflettere sulla fragilità condivisa dell'umanità e sulla necessità di costruire un nuovo paradigma di fraternità universale. Dal rischio dell'autodistruzione nucleare al cambiamento climatico, fino al ruolo controverso della tecnologia, il filosofo esplora le possibilità di un futuro fondato sulla cultura dell'incontro e sull'ecologia integrale. Come possiamo trasformare le sfide globali in opportunità per una nuova coscienza planetaria.

Lo spettro della barbarie in Europa
Un'intervista a Paolo Rumiz sul suo ultimo libro "Verranno di notte" (Feltrinelli, 2024) *
Alla seconda pagina del suo nuovo libro, Verranno di notte (Feltrinelli), un pamphlet vorticoso, teso e poetico sull'Europa e la notte che le incombe addosso, le guerre che la assediano, il disamore e l'intolleranza che la investono, Paolo Rumiz scrive che l'identità è una parola che «non serve più a dire dove sei e da dove vieni, ma a cercare la rissa e a sdoganare armi; identità, stessa radice di idiotes, che in greco vuol dire "quelli ripiegati su se stessi", che hanno paura della complessità del mondo e non si lasciano fecondare dall'incontro con l'altro». Domenica, nel suo intervento a Viva24, la convention dell'estrema destra a Madrid, organizzata da Vox, Giorgia Meloni ha detto: «Possiamo costruire una Ue migliore e differente, può cambiare identità». Gli stessi che volevano abolire l'Europa, ora vogliono rifondarla. Non è chiaro in nome di cosa. Sono chiari i no, ma non si capisce, come ha scritto Orsina su questo giornale, cosa questa destra globale voglia in positivo. Scrive Rumiz: «La parola contro dilaga, il per è scomparso dal vocabolario».
L'Europa vibra di una guerra ancor sotterranea di tutti contro tutti, e Rumiz lo vede dal confine italo sloveno, dove si è trasferito da tempo, e dove da tempo, di notte, si sveglia agitato e si appunta gli incubi, le visioni, il resto del giorno prima che gli è rimasto addosso e le percezioni, soprattutto le percezioni – scrive di aver imparato a fidarsi molto di più di quelle che delle analisi. Le riporta tutte su questo libro, che è antologia, diario e poema. Dice come le cose sono e come potrebbero essere. E le dice in italiano e in inglese (il libro in inglese è disponibile in ebook su tutte le piattaforme). «Ci tengo: non ho scritto solo per gli italiani: ho scritto per gli europei».
sabato, 16 novembre 2024 ore 17:00

Nel settembre 1957 usciva “Viaggio in Italia”, del giornalista e scrittore vicentino Guido Piovene, un libro sul “Bel Paese” non ancora del tutto uscito da una guerra devastante, raccontandone le impronte e la fatica ma anche i segni e le potenzialità.
Settant'anni dopo quel “viaggio”, due curiosi interpreti del nostro tempo, Tonino Perna e Pino Ippolito Armino, ripercorrono le città e i territori in un nuovo “Viaggio in Italia” (Altreconomia, 2024) per capire com'è cambiato e dove sta andando questo Paese, il cui destino non può prescindere da uno scenario europeo e mediterraneo.
Il libro di Tonino Perna e Pino Ippolito Armino viene presentato
a Trento, presso la Sala del Falconetto, Palazzo Geremia, Via Belenzani,
Sabato 16 novembre 2024, alle ore 17.00
In dialogo con gli autori ci saranno
Franco Ianeselli, sindaco di Trento
Michele Nardelli, scrittore e formatore
Sara Zanatta, ricercatrice, Fondazione Museo storico del Trentino
Trento, Palazzo Geremia, Sala del Falconetto, via Belenzani

Albert Camus
L'uomo in rivolta
Bompiani, 1957
«Il giorno ... che la rivoluzione cesarea ha trionfato dello spirito sindacalista e libertario, il pensiero rivoluzionario ha perduto, in se stesso, un contrappeso di cui non si può, senza scadere, privarsi. Questo contrappeso, questo spirito che misura la vita, è il medesimo che anima la lunga tradizione di quello che si può chiamare pensiero solare, nel quale, dai Greci in poi, la natura è sempre stata equilibrata al divenire. La storia della prima Internazionale in cui il socialismo tedesco lotta senza posa contro il pensiero libertario dei Francesi, degli Spagnoli, degli Italiani, è la storia delle lotte tra ideologia tedesca e spirito mediterraneo. Comune contro stato, società concreta contro società assolutista, libertà riflessiva contro tirannia razionale, l'individualismo altruista infine contro la colonizzazione delle masse, sono allora le antinomie che traducono, una volta di più, il lungo affrontarsi di misura e dismisura che anima la storia dell'Occidente, dall'antichità classica in poi. ... L'Europa non è mai stata altrimenti che in questa lotta fra meriggio e mezzanotte».
Il saggio di Albert Camus che nel 1951 segna la sua rottura con Jean Paul Sartre e lo storicismo: «Nel suo sforzo maggiore, l'uomo può soltanto proporsi di diminuire aritmeticamente il dolore del mondo». Nel mio percorso di ricerca attorno all'idea di un "pensiero meridiano", un testo che col tempo si rivela sempre più cruciale.
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di Simone Casalini *
La pace è diventata un pensiero debole nelle nostre coscienze e una pratica che si è sempre di più astratta dalla vita quotidiana. Esiste, quando resiste, nella formula retorica e moralistica, ma la sua cultura è stata gradualmente smontata.
La pace non è solo contrasto e ripudio delle guerre, «prevenzione politica e culturale» (Alex Langer), ma deve essere uno stile di vita. Ci sono conflitti invisibili collocati nelle dimensioni più minute o evidenti della nostra esistenza (il lavoro, il contesto sociale, il condominio, lo sport, le relazioni, il potere) che disattendono molti dei nostri valori e principi. Che rendono accettabile la discriminazione, il sopruso, la violenza, l’equivoco.
La pace – nelle sue molteplici declinazioni: confronto, immedesimazione, costruzione, composizione – ci riguarda e ci chiama a scelte in ogni fase della giornata anche quando crediamo di averla rimossa.

Maria Rosa Menocal
Principi, poeti e visir
Il Saggiatore, 2003
Nel 755 d.C. Adb al-Rahman, ultimo erede di una dinastia sconfitta, dopo essere fuggito da Damasco approdò nella penisola iberica dove unificò le popolazioni arabe già presenti e fondò un califfato indipendente, al.Andalus. Nel Medioevo il nuovo regno rappresentò un'isola di tolleranza dove musulmani, ebrei e cristiani poterono convivere pacificamente e creare una cultura unica al mondo.
Con Abd al-Rahman venne ripreso anche oltre mare il movimento delle traduzioni nato a Damasco nel VI secolo prima e proseguito poi a Baghdad: così arrivarono in Europa le traduzioni delle opere di Aristotele e di Platone, i saperi dell'alchimia, della matematica e dell'astronomia, la tradizione della poesia araba preislamica e delle canzoni d'amore.

A scuola di complessità ibridando i saperi del nuovo umanesimo
di Mauro Ceruti *
Non c’è alcun dubbio che la scuola viva una crisi profonda. «La scuola prepara i ragazzi a vivere in un mondo che non esiste», ebbe a dire a suo tempo Albert Camus, e questo vale a maggior ragione oggi, sebbene in forme molto diverse.
Sono proprio le nuove generazioni «iperconnesse» a percepire e segnalare, con le loro inquietudini e i loro disagi, la “sconnessione” del sistema scolastico con la realtà dei problemi sociali e vitali del nostro tempo. Un malessere che fagocita gli studenti e, per osmosi, anche gli insegnanti, ostacolati sempre più nei loro compiti di ascolto educativo da una pletora insensata di adempimenti burocratici.
La diffusione straordinaria di nuovi veicoli di comunicazione e di informazione, sempre più versatili e veloci, tende ad annullare ogni mediazione fra il locale e il globale e mette ogni persona a contatto immediato con numerosissime informazioni, diversi linguaggi e molteplici culture. Ma ciò accade per lo più in modo frammentario, senza alcun filtro interpretativo e senza alcuna prospettiva educativa in grado di interconnettere le molteplici esperienze e il percorso formativo complessivo di ogni singola persona.
venerdì, 27 settembre 2024 ore 18:00

Presentazione del libro di
Selma Mahlknecht
"All intrusive. La montagna tra nostalgie e disillusioni turistiche".
Edizioni Alphabeta Verlag. Illustrazioni di Armin Barducci. Traduzione dal tedesco di Giuliano Geri
L'autrice Selma Mahlknecht dialoga con Simone Casciano (giornalista de Il T) e Alberto Winterle (architetto e direttore di Turris Babel)
«Il turismo è un eterno dilemma. Le sue contraddizioni, la sua natura ambivalente, la sua prepotenza rappresentano una sfida. È tanto facile maledirlo, quanto difficile rendergli giustizia. Il presente libro è un tentativo di cingerlo d’assedio.»
(Selma Mahlknecht)
Godersi le escursioni, il silenzio della natura, la salita alle vette: sarebbe bello, se non ci fossero turisti ovunque! Dopo lo choc collettivo della pandemia, il turismo di massa – vera e propria “industria” di questo primo quarto di secolo, per investimento di capitali e posti di lavoro che genera – è tornato a plasmare non solo le destinazioni classiche o esotiche, ma anche le regioni alpine e i loro delicati equilibri naturali.
Trento, Sala del Falconetto, via Belenzani
mercoledì, 25 settembre 2024 ore 18:00

Adel Jabbar (a cura di)
Nuovi volti e vecchi luoghi
Paesaggi migratori in Alto Adige / Südtirol
Edizioni Alphabeta
La presentazione del libro curato da Adel Jabbar "Nuovi volti e vecchi luoghi" si svolgerà
mercoledì 25 settembre 2024, alle ore 18.00
a Trento, presso la Libreria Ancora, in via Santa Croce 35
A parlarne con il curatore del libro ci sarà Mauro Milanaccio.
Trento, Libreria Ancora, via S.Croce 35
sabato, 14 settembre 2024 ore 20:30

Luoghi di noi
Un pregetto di INU - Istituto Nazionale di Urbanistica (Trentino)
Presentazione del film documentario
HANNO OCCUPATO IL SANTA CHIARA
di Andrea Andreotti
con la partecipazione di Roberto Bortolotti, Andrea Brighenti, Pierluigi Faggiani, Paolo Fedel, Luciano Martinello, Michele Nardelli, Valeria Zamboni
Sabato 14 settembre 2024. ore 20.30
a Trento, presso il Teatro Cuminetti, in via Santa Croce
Trento, Teatro Cuminetti - Centro Santa Chiara
martedì, 10 settembre 2024 ore 17:30

Per iniziativa di TREVILAB, Biblioteca provinciale italiana "Claudia Augusta", presentazione del libro curato da Adel Jabbar
"Nuovi volti e vecchi luoghi
Paesaggi migratori in Alto Adige - Südtirol"
(Edizioni Alphabeta Verlag)
Ne parlano il curatore Adel Jabbar con lo storico Giorgio Mazzalira
Bolzano, Centro Trevi, Via Marconi 2
Martedì 10 settembre 2024, ore 17.30
Bolzano, Centro Trevi
