"... avevo scoperto l'abisso della rassegnazione, la virtù del distacco, il piacere del pensare pulito, l'ebbrezza della creazione politica, il fremito dell'apparire delle cose impossibili..." Altiero Spinelli

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Ipocrisia
Ipocrisia

«Tempi interessanti» (24)

A settant'anni dalla tragedia di Hiroshima e Nagasaki, il mondo conta almeno 17.300 testate nucleari e l'accordo sul nucleare iraniano vacilla. Alla presidenza della Rai arriva Monica Maggioni. Raccontò la seconda guerra del Golfo dalla parte degli invasori, costò almeno 120 mila morti. Il Veneto alle prese con il dissesto idrogeologico. Zaia annuncia un disegno di legge sul "consumo zero di suolo" ma nel contempo prova l'assalto al Trentino con il completamento della Valdastico. Il clima cambia e la risposta qual è? L'aumento del consumo energetico. Il problema sarebbe quello di "cambiare rotta" nella direzione della riduzione del proprio impatto ecologico, non di accendere il condizionatore. Nutrire il pianeta o promuovere se stessi? Potrebbe anche non essere un'alternativa, ma intanto a Expo 2015 Mc Donald's batte Slow Food. E il sistema Melinda diventa esempio di biodiversità. Insomma, piove all'insù...

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Cosa stiamo diventando? Dai muri della vergogna alla guerra.
Lo sbarco della nave Vlora, 8 agosto 1992

«Tempi interessanti» (23)

(5 agosto 2015) Quanto piccolo è diventato il pianeta, da mettere in discussione uno dei tratti salienti della natura umana? Eppure è così. In un mondo che si è costruito attraverso grandi processi migratori si ergono muri di ogni tipo, materiali ed immateriali...

... Per questo siamo (e cominciamo a sentirci) in guerra. L’acqua, la terra (ovvero il cibo), le fonti energetiche fossili hanno carattere limitato. In prossimità dei 9 miliardi di esseri umani sul pianeta (2030) e di fronte all’insostenibilità dell’attuale livello di consumi (l’overshoot day nel 2014 è stato il 19 agosto), possiamo imboccare due strade: la prima è quella della sobrietà, riducendo la nostra impronta ecologica e facendo nostra la cultura del limite; la seconda è quella di rivendicare che qualcuno ha più diritti di altri, la divisione del mondo fra inclusi ed esclusi, in altre parole la guerra...

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Stava. Trent'anni e un giorno.
Stava, prima della tragedia

Tempi interessanti (21)

(20 luglio 2015) Non amo gli anniversari, vi vedo troppa retorica e ipocrisia. Non mi piace l'idea che il ricordo sia richiamato di tanto in tanto anziché diventare insegnamento permanente. Sono stufo di sentire espressioni come “mai più” o “per non dimenticare” che suonano vuote e che io stesso ho usato in passato, perché ogni volta che le ho pronunciate poi ho dovuto prendere atto di quanto fossero rituali e lontane dalla realtà. Perché dalla storia non si impara quasi nulla. Perché la ritualità ha il sopravvento sull'elaborazione. Perché non solo si dimentica ma si rimuove tutto ciò che chiama in causa le nostre stesse responsabilità (falsa coscienza). Perché nella ricerca delle responsabilità si tende ad affrontare solo il tema della colpa criminale, lasciando inesplorata la colpa politica e quella morale.

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L'Europa politica che non c'è. Considerazioni dopo un compromesso.
Nubi sul Partenone

Tempi interessanti (20)

(13 luglio 2015) Alla fine un accordo per impedire l'uscita della Grecia dalla zona euro è stato siglato. Non si conoscono ancora i dettagli ma è abbastanza chiaro che si tratta di una serie di condizioni e di una road map molto dure per la Grecia, solo in parte mitigate nel serrato confronto notturno fra chi voleva umiliare Tsipras e chi invece si è battuto contro la grexit. Ora la partita non è affatto conclusa perché l'accordo dovrà essere ratificato dai parlamenti nazionali e da quello greco in primis. Il che non è affatto scontato, per l'aprirsi dentro Syriza di un confronto tutt'altro che scontato visto che l'accordo raggiunto sembra essere più oneroso di quello respinto con il referendum dalla maggioranza dei greci (e che una parte del partito ha definito “umiliante”)...

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Le ragioni della crisi della coalizione trentina
Stelle alpine sfiorite

 

Tempi interessanti (22)

 

... il tema oggetto della ventilata crisi della maggioranza non è la questione della sanità trentina (e nemmeno quello del metodo giacobino dell'assessora Borgonovo Re), bensì la mancanza di un progetto di fondo condiviso fra i partiti del centrosinistra autonomista. Nodo, questo, trasversale alla maggioranza, aggravato da una leadership espressione di un soggetto politico che rappresenta storicamente una parte minoritaria (ed incerta, nella sua tentazione blok frei) della coalizione e che oggi sembra guardare più al Veneto che non all'Europa ...

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Fusioni e comunità, gli effetti della controriforma
Valle dei Laghi

Tempi interessanti (19)

(9 giugno 2015) So di andare controcorrente ma questo non sarebbe una novità. Questa volta ancor più di altre, mettiamola allora così. Di che cosa sto parlando? Mi riferisco al referendum tenutosi domenica scorsa in 55 Comuni del Trentino che ha portato a 15 fusioni. Solo 4 municipi hanno espresso un voto contrario, peraltro con motivazioni – diciamo così – non sempre apprezzabili. Per il resto si è trattato di un plebiscito a favore delle fusioni, con grande soddisfazione della politica provinciale.

Personalmente leggo questo voto popolare a favore delle fusioni come l'ultimo colpo portato all'affossamento della riforma istituzionale varata dalla Provincia nel 2006, un disegno di cambiamento profondo nella dislocazione dei poteri a favore dei territori, abolendo i Comprensori e dando vita alle Comunità di Valle, organismi ad elezione diretta e dunque dotati di autorevolezza politica verso i quali si sarebbe dovuta attuare una cessione di sovranità tanto da parte della Provincia quanto da parte dei Comuni.

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La società che emerge dal voto
solitudine

Tempi interessanti (18)

L'esito di un voto – insieme politico e amministrativo – come quello di domenica 31 maggio che tutti rivendicano a sostegno delle proprie tesi (e della propria leadership) richiederebbe al contrario una lettura capace di distacco, per comprenderne più da vicino non solo gli spostamenti elettorali, tutt'altro che insignificanti, ma quel che accade nell'orientamento culturale ancor prima che politico delle persone.

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