"... avevo scoperto l'abisso della rassegnazione, la virtù del distacco, il piacere del pensare pulito, l'ebbrezza della creazione politica, il fremito dell'apparire delle cose impossibili..." Altiero Spinelli

Pace e diritti umani

A proposito di cooperazione internazionale. CFSI, un bilancio
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In relazione al dibattito sullo stato della cooperazione internazionale in Trentino, riporto qui la relazione di fine mandato di quattro esponenti del direttivo uscente del Centro per la Formazione alla Solidarietà Internazionale (oggi Centro per la Cooperazione Internazionale), una relazione insieme critica e costruttiva rispetto all'evoluzione del Centro così come uscito dall'ultima assemblea dei soci e dall'indirizzo assunto dalla PAT.

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Relazione di fine mandato

Al termine del mandato triennale di consiglieri del Centro per la formazione alla solidarietà internazionale, poi Centro per la cooperazione internazionale, desideriamo lasciare un breve sunto del percorso realizzato e delle sfide aperte, come memoria e traccia per il prossimo direttivo.

1. L'attività interna al Centro

Il triennio trascorso è stato interamente destinato al ridisegno del Centro, percorso complesso e faticoso tanto che ha visto cambiare ben tre presidenti e succedersi numerose discussioni e ipotesi. Non va però dimenticata l'attività "ordinaria" del Centro, che ha permesso di raggiungere diversi obiettivi importanti fissati dal Direttivo ad inizio triennio.

La cooperazione malata. Su angeli che diventano demoni, bambini esibiti per impietosire e ordinaria insostenibilità
Incidente?

«Tempi interessanti» (77)

(23 febbraio 2018) Sono passati quasi dieci anni dall'uscita di “Darsi il tempo”, saggio nel quale con Mauro Cereghini ponemmo il tema di un cambio profondo nell'intendere la cooperazione internazionale. La tesi che ponevamo con quel pamphlet era, in buona sostanza, che nella globalizzazione la tradizionale divisione fra paesi sviluppati e sottosviluppati (o in via di sviluppo) era ormai obsoleta, che i luoghi di massima deregolazione (la guerra in primo luogo) rappresentavano il terreno più funzionale alla finanziarizzazione dell'economia, che nel tempo dell'interdipendenza tali processi entravano nella nostra quotidianità a prescindere dalla nostra collocazione geografica, che – infine – la costruzione di relazioni (e non l'aiuto allo sviluppo) avrebbe dovuto rappresentare la nuova frontiera di una cooperazione fra comunità parte – loro malgrado – di un destino terrestre.

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Uranio impoverito. Un crimine contro l'umanità.
Kosovo, capannoni colpiti con l'uranio impoverito

Una pagina nera di asservimento e complicità di cui l'Italia (e non solo) si dovrebbe vergognare. Il testo integrale della Relazione conclusiva della Commissione d'inchiesta sull'uranio impoverito.

di Michele Nardelli

Il 7 febbraio 2018 è stata approvata la relazione conclusiva della “Commissione parlamentare d'inchiesta sull'uranio impoverito” istituita dalla Camera dei Deputati il 30 giugno 2015.

Si tratta di un ponderoso documento di 252 pagine, diviso in 6 capitoli, una riflessione conclusiva sul valore che ha avuto questa quarta commissione d'indagine nel mettere in rilievo la tutela ambientale dei poligoni di tiro, la scomparsa di comportamenti e situazioni contrastanti con le normative vigenti, il fare luce nell'oscuro groviglio di normative militari dietro le quali si sono nascosti i rischi e le responsabilità. Il documento è inoltre composto da una serie di allegati relativi ai lavori della Commissione d'inchiesta (malattie neoplastiche nei militari italiani, missioni, audizioni, testimonianze, collaborazioni esterne) e da un'introduzione dedicata ad una delle vicende forse più simboliche, quella relativa al poligono di Capo Teulada, splendido lembo di terra nella parte sud occidentale della Sardegna che dal 1956 è stato trasformato in zona militare attraverso un accordo con la Nato.

 

Di che pace stiamo parlando?
Locandina dell'evento

Spazio OFF incontra Forum Trentino per la Pace e Diritti Umani

Giovedì 18 gennaio alle 18.30 presso Spazio Off, nell'ambito della Russelliana 2018 promossa da Spazio OFF, a seguito dello spettacolo teatrale saranno presenti Michele Nardelli (ex presidente del forum) e l'attuale presidente Massimiliano Pilati, per un dibattito sui temi legati alla pace e al disarmo nucleare.

Ingresso a pagamento: 10 euro comprensivi di spettacolo e dibattito a seguire.

Drammi storici, domande attuali
La copertina del libro

Giovedì 14 dicembre 2017, alle ore 17.30, presso la Sala Aurora di Palazzo Trentini in via Manci 27 a Trento, si svolge la presentazione del libro "Drammi storici, domande attuali. Palestina e Israele. Scenari di guerra, spiragli di pace" (Edizioni Del Faro).

Intervengono Bruno Dorigatti (presidente del Consiglio Provinciale), Massimiliano Pilati (presidente del Forum trentino per la Pace e i Diritti Umani), Erica Mondini (Pace per Gerusalemme). Antonella Carlin coordina il dialogo con alcuni autori dei contributi raccolti a cura di Micaela Bertoldi.

Scappare la guerra
Foto di Luigi Ottani

Mercoledì 6 dicembre 2017, alle ore 18.00, presso il Centro Culturale Claudio Trevi a Bolzano (vai Cappuccini 28) si svolge l'inaugurazione della mostra fotografica di Luigi Ottani "Scappare la guerra" e la presentazione del volume "Dal libro dell'esodo" (Piemme edizioni), reportage di Roberta Biagiarelli e Luigi Ottani dal confine greco - macedone.

Con Roberta Biagiarelli e Luigi Ottani partecipa anche Michele Nardelli, autore di uno dei saggi raccolti nel volume.

Addio Aberto L'Abate, paladino della rivoluzione nonviolenta
Alberto L'Abate

Nei giorni scorsi è morto a Firenze Alberto L'Abate, tra i padri della nonviolenza in Italia. Ha incrociato la ricerca accademica con una ricca serie di esperienze sul campo, sia in Italia sia all'estero. E anzi proprio questa è la sua peculiarità: essersi sporcato le mani con i conflitti reali, entrandoci e provando a cambiarli dall'interno. Precursore di quel "pacifismo concreto" teorizzato anni dopo da Alexander Langer, con cui pure si conosceva. Alberto ha incrociato spesso anche le nostre terre, a partire da una lontana testimonianza di inizi anni '90 sull'interposizione civile in Iraq, tenuta all'interno della Tenda per la pace montata in piazza Battisti. Quella Tenda che darà poi vita alla Casa per la pace, e da lì all'Università per la pace di Rovereto dove Alberto venne più volte, in particolare per i corsi ai formatori di obiettori di coscienza e persone in servizio civile. Negli anni 2000 è invece a Bolzano per varie edizioni del Master in operatore di pace e mediatore dei conflitti. Con lui e la moglie Anna Luisa ho vissuto da vicino l'esperienza dell'Ambasciata di pace in Kosovo, a metà degli anni '90: una piccola cosa dal punto di vista dell'intervento pratico, ma una finestra essenziale - e del tutto innovativa - in un mondo della pace e dell'aiuto umanitario già allora protesi più all'aiuto post-crisi che alla prevenzione e comprensione della violenza. Alberto era lì, ad intervistare e discutere con i leader locali - da Ibrahim Rugova in giù - come ad occuparsi di qualche bambino bisognoso, o dell'associazione dei disabili. La lezione capitiniana mantenuta in vita cinquant'anni dopo, anzi quarantanove come fa notare Alfio Nicotra nel bell'articolo riportato sotto. Grazie Alberto! Mauro Cereghini

 

di Alfio Nicotra *

Ha scelto il giorno della morte del suo amico e maestro per andarsene. Il 19 ottobre alla figura di Aldo Capitini – scomparso ormai 49 anni fa – si aggiunge adesso quella di Alberto L'Abate, spentosi a Firenze all'età di 86 anni. Alberto ha fatto della rivoluzione nonviolenta la sua ragione di vita insegnando a generazioni di ragazzi il ripudio della guerra, l'ostinata costruzione di percorsi di dialogo e di pace, la resistenza alla militarizzazione e la necessità storica per la società umana di liberarsi dal ricatto delle armi.

Fondatore con Capitini del Movimento Nonviolento, la vita di Alberto attraversa le più importanti iniziative di pace e per l'emancipazione umana. È con Danilo Dolci in Sicilia a sostenerlo nel suo "sciopero alla rovescia". Con Pietro Pinna ad aprire la strada dell'obiezione di coscienza al servizio militare. A Comiso contro i missili Cruise dove fa diventare "proprietari terrieri" centinaia di cittadini di tutta Europa tramite l'acquisto di particelle di un metro quadro in un appezzamento di terreno agricolo (la "Verde Vigna") sul quale gravava il decreto di esproprio per allargare la base Usa. 

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