"... avevo scoperto l'abisso della rassegnazione, la virtù del distacco, il piacere del pensare pulito, l'ebbrezza della creazione politica, il fremito dell'apparire delle cose impossibili..." Altiero Spinelli

Pace e diritti umani

Un secolo che balza alla gola
Conflitto generativo

1914 - 2014. Inchiesta sulla pace nel secolo degli assassini

Nell'ambito del suo percorso annuale quest'anno dedicato al Novecento, il Forum trentino per la Pace e i Diritti Umani, in collaborazione con la Biblioteca comunale di Trento, presenta

Un secolo che balza alla gola. Identità che dividono - Diversità che uniscono tra negazione e dialogo nel XX e XXI secolo 

Ugo Morelli dialogherà con Michele Nardelli sul libro "Il conflitto generativo. Se vuoi la pace educa a gestire bene il conflitto". 

                                                                                                    “Il secolo mi balza alla gola
come un cane da caccia”
 [Osip Emil’evic Mandel’stam] 
  
Amare e uccidere, negare e accogliere sono state e sono categorie necessarie per descrivere il crinale tra ventesimo e ventunesimo secolo. Trattate di solito come criteri per dividere i “buoni” dai “cattivi”, esse sono divenute progressivamente e ineluttabilmente espressioni e manifestazioni che convivono nei nostri comportamenti. Ci inducono a ridescrivere il significato stesso di essere umani. Possiamo essere e divenire “angeli” e “demoni”, a seconda delle relazioni e dei contesti delle nostre vite. Riconoscere la nostra complessità e accoglierne le implicazioni può voler dire, forse, divenire più capaci di far prevalere la nostra disposizione verso le diversità che uniscono, invece che inventarci e mettere in atto le identità che dividono. Accettare la parte di noi che tende alla negazione ed elaborarla, forse ci può aiutare a sviluppare e ad affermare il dialogo e il riconoscimento reciproco.

Afghanistan 2014. Assemblea
Il logo dell\'associazione

L'assemblea dell'associazione "Afghanistan 2014" si svolgerà a Trento, presso il Café de la Paix (passaggio Teatro Osele) martedì 3 giugno, alle ore 18.00.

L'incontro ha lo scopo di fare il punto sulle iniziative realizzate negli ultimi mesi, confrontarsi sulle linee del progetto di cooperazione da presentare in autunno alla PAT, programmare le uscite pubbliche e nelle scuole del secondo episodio del film "Afghanistan 2014" nonché la realizzazione della terza parte che verrà girata in Afghanistan.

Tutti gli interessati sono invitati a partecipare.

Mostar, città paradigma di una guerra inconclusa
Mostar
In occasione della chiusura della mostra multimediale diffusa "L'Europa dei destini incrociati. Storie di cittadini in movimento tra Balcani, Italia e Germania" (16 maggio – 2 giugno 2014), l'Associazione Trentino con i Balcani (ATB) in collaborazione con il Balkan Florence Express (BFE) presenta una serata dedicata a... i Balcani oggi.

Nello Spazio Archeologico Sotterraneo del SAS, in Piazza Cesare Battisti a Trento, l'occasione per affrontare un tema cruciale come quello della riconciliazione, attraverso due film ambientati in Croazia e in Bosnia Herzegovina.

Questo il programma:
 
ore 19.00 - visita guidata alla mostra - Simone Malavolti

ore 19.30 -Introduzione alla serata - Simone Malavolti e Michele Nardelli

ore 20.00 - Presuda/ The Verdict, di Djuro Gavran, Croazia 2013, 11', v.o.sott.it.
Documentario. 16 anni dopo la guerra in una piazza principale di Zagabria migliaia di cittadini guardano in diretta tv la lettura della sentenza del Tribunale Penale Internazionale dell'Aia sui generali Croati accusati di crimini di guerra. Una serie di primi piani rivelano le emozioni della gente.

ore 20.15 - Obrana i Zaštita/ A stranger, di Bobo Jelčić, Croazia - Bosnia-Erzegovina 2013, 87', v.o.sott.it.
Nella città di Mostar in Bosnia Erzegovina ci sono ancora profonde divisioni etniche nella geografia urbana di quella che era una delle città più miste della Jugoslavia. Per questo quando a Slavtko muore un vecchio amico nella parte musulmana in lui si scatena un dramma interiore: andare al suo funerale vorrebbe dire incorrere in critiche della propria parte, non andare mostrarsi codardo agli occhi della moglie e tradire un’amicizia di lunga data.            

Afghanistan 2014. L'11 settembre e lo scontro di civiltà
Donne afghane in fila per il voto

Shortistan! L’Afghanistan raccontato dal cinema breve

organizzato dal Forum Trentino per la Pace e i Diritti Umani e Associazione Afghanistan 2014 in collaborazione con Associazione BiancoNero - Religion Today Filmfestival, Unimondo, Centro per la Formazione alla Solidarietà Internazionale e Associazione 46° Parallelo.

Lunedì 26 maggio 2014, ore 20.30SCONTRO DI CIVILTA'       

GOD, CONSTRUCTION AND DESTRUCTION di Samira Makhmalbaf, da “11'9''01 September 11” (Iran, 2002, 11’)    
Una giovane insegnante cerca di trasmettere ai propri studenti, un gruppetto di bambini afghani rifugiati in Iran, l’impatto che questo evento avrà sul mondo.

Dialogano Aboulkheir Breigheche e Michele Nardelli

 

Arrivederci.
Immagine tratta dal sito Ponti di Vista

 

 

di Federico Zappini

Testo scritto durante l’ultimo giorno di lavoro presso il Forum Trentino per la Pace e i Diritti Umani.

“Esercita il dubbio e stai a vedere cosa ti offre il caso”. E’ significativo che Ugo Morelli concludendo la presentazione del suo ultimo libro – lo scorso 5 giugno – abbia usato queste parole di Giovanni Pellicciari, uno dei suoi maestri. E’ altrettanto significativo che l’ultima iniziativa da me organizzata per il Forum trentino per la Pace e i diritti umani sia stata proprio la presentazione di un libro che affronta il tema del conflitto e prova a descriverne la dimensione generativa. Un libro complesso, così come lo è la decisione di abitare i conflitti, di metterci dentro entrambi i piedi, accettando di viverne a pieno le contraddizioni, finanche venendo in contatto (dopo la scelta fondamentale e necessaria di riconoscerle) con le differenze che l’incontro con l’Altro porta con sé.

Ricordo il primo giorno in cui sono entrato negli uffici del Forum per iniziare il mio anno in Servizio Civile e oggi – nel giorno in cui libero la mia scrivania – posso dire di tenere a memoria con piacere praticamente ogni momento degli ultimi tre anni e mezzo, il tempo che ho dedicato a un lavoro interessante, che mi ha permesso (mi ha imposto…) di esercitare il dubbio e di attendere – con curiosità – di capire cosa mi avrebbe riservato il caso. Ho conosciuto persone splendide e associazioni estremamente vitali, ho condiviso momenti davvero emozionanti e vissuto – un po’ più in solitudine – qualche spiacevole situazione. Ho imparato moltissimo e ho contribuito, spero, a costruire qualcosa di bello e di significativo per la comunità in cui vivo. Ho fatto parte di un gruppo di lavoro importante, con il quale ho coltivato un rapporto non solo di buona collaborazione ma anche di crescita comune, oltre che di significativa e sincera amicizia. Ho trovato sempre qualcuno disponibile ad ascoltarmi; mi auguro di aver saputo fare lo stesso anche io, almeno qualche volta. Ho conosciuto meglio me stesso: capacità, dubbi, limiti.

Muri, Lacrime e Za'tar, storie di vita e voci dalla Palestina
Betlemme, inizio \'900
Cartolina dal Mediterraneo

Incontro con Gianluca Solera, autore di "Riscatto Mediterraneo. Voci e luoghi di dignità e resistenza", 2013

Coordina Adel Jabbar, sociologo dei processi migratori e interculturali

L'incontro è promosso dall'Associazione onlus "Pace per Gerusalemme - Il Trentino e la Palestina"

L’ignoranza non può essere chiamata libertà di opinione
Astrolabio

La lotta all'Isis si fa riconoscendo l'apporto culturale della civiltà araba

 

di Francesco Prezzi

 

(20 novembre 2015) Dopo i fatti accaduti venerdì 13 novembre a Parigi con le stragi indiscriminate contro la gente, invece di sviluppare un dibattito intelligente basato sullo studio, la conoscenza, il principio di distinzione, ci si è basati esclusivamente su un vuoto culturale, che il giornalismo servile sta diffondendo a larghe mani.

Lasciamo perdere le sciocchezze del conduttore di Porta a Porta, o la sub cultura di Matteo Salvini che non sa che nella battaglia di Legnano contro il Barbarossa c’era sicuramente un esercito di saraceni mandato da Guglielmo II di Altavilla re di Sicilia, visto che ha finanziato la Lega Lombarda; o le sciocchezze dette dal capogruppo della Lega alla Camera il quale ha inventato gli Sciiti Wahhabiti. Chiediamoci perché gli organi d’informazione continuano a diffondere una specifica interpretazione dell’idea di jiahd. Il termine non vuol dire Guerra Santa, ma Sforzo.

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