"... avevo scoperto l'abisso della rassegnazione, la virtù del distacco, il piacere del pensare pulito, l'ebbrezza della creazione politica, il fremito dell'apparire delle cose impossibili..." Altiero Spinelli

Mondo

Un umanesimo ipocrita e povero di mondo
Angelus Novus

(10 dicembre 2018) Come sappiamo, oggi è il 70° anniversario della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani (vedi pdf allegato). Non amo le giornate mondiali, né gli anniversari, carichi come sono di retorica e di richiamo formale. E anche questa scadenza, così in evidenza per quanto sta accadendo intorno a noi, non si sottrae. Perché mentre assistiamo, sotto ogni cielo, alla fine dell'umanesimo in nome del “prima noi”, non possiamo altresì non vedere quanto lo stesso umanesimo sia stato «ipocrita e povero di mondo». Ipocrisia alla quale non intendo dare il mio contributo nemmeno oggi, in questa giornata che ne potrebbe celebrare semmai il fallimento. O forse non ci siamo accorti che l'arancia blu sta diventando rossa in nome delle magnifiche sorti progressive dello sviluppo? E che una terza guerra mondiale è in corso che condanna ogni giorno all'oblio una parte consistente dell'umanità? Preferisco affidarmi a queste parole, tratte da “Il mancino zoppo” (Michel Serres, Bollati Boringhieri, 2016), nella speranza che ci aiutino a comprendere l'urgenza di un cambiamento profondo del nostro modo di pensare e di vivere. E di un «nuovo umanesimo».

Costruire ponti di cooperazione internazionale e sindacale nel tempo dei muri, del risentimento e dell’iperconessione
Perù

Considerazioni a margine dell’incontro Anolf-Iscos Toscana, Firenze 22 ottobre 2018


(23 ottobre 2018) Si è tenuta ieri a Firenze una conferenza sulla cooperazione internazionale a partire dall'esperienza di co-sviluppo realizzata fra la Toscana e il Perù nel progetto Alpaca. Riporto qui le interessanti riflessioni di Francesco Lauria, responsabile formazione e progettazione europea della Cisl. A seguire, nei prossimi giorni, qualche mia considerazione sul convegno e lo stato dela cooperazione internazionale. (m.n.)

 

di Francesco Lauria *

1. L’illusione umanitaria. 2. “Darsi il tempo”. 3. Globali e solidali? 4. Cooperazione sindacale internazionale e sindacalismo glo-cale

L’illusione umanitaria

C’è una bella frase di Albert Camus che recita: “Il male che c’è nel mondo deriva sempre dall’ignoranza, e le buone intenzioni possono fare altrettanto danno della malevolenza, se mancano di discernimento.”. A queste parole si possono affiancare quelle di Saint Just: “Nulla somiglia tanto alla virtù quanto un grande delitto”. Entrambe queste citazioni sono contenute in un libro collettivo che è stato molto importante e per un’intera generazione di attivisti, cooperanti, ricercatori impegnati nel sociale. Si tratta del libro: “L’illusione umanitaria”, curato da Marco Deriu, opera collettiva di un gruppo denominato “AlfazetaObserver”, edito all’inizio del 2001 dalla EMI, l’Editrice Missionaria Italiana di Bologna.

Gennaio 2001 rappresenta, nei tempi super turbo veloci di oggi, un’era geologica lontana: dovevano ancora accadere Genova e l’attentato alle Torri Gemelle, le guerre “umanitarie” in Afghanistan e in Iraq, mentre eravamo appena usciti dagli interventi Nato nei Balcani, successivi al disastro europeo e globale del 1992-1995 nella ex Jugoslavia. La cooperazione internazionale aveva vissuto la crisi negli anni novanta dovuta alle inchieste giudiziarie e alla riduzione delle risorse pubbliche e il conseguente allargamento del campo dell’attività delle organizzazioni non governative. 

Co-sviluppo: strumento di partecipazione ed integrazione
Anolf Toscana

L'Anolf (Associazione Nazionale Oltre le Frontiere) e la Cisl Toscana organizzano un incontro sul tema del "co-sviluppo" nell'ambito del seminario/convegno dal titolo “Un filo conduttore: relazioni tessili e catene di valore tra Perù e Toscana”. L'incontro si svolgerà lunedì 22 ottobre 2018 (Ore 10.00) a Firenze, presso la sede regionale della Cisl Toscana in via B.Dei 2/a. Fra i relatori Michele Nardelli.

A seguire il programma della mattinata.

Il vicino oriente e il ruolo cruciale dell'Iran
Teheran

Il Forum trentino per la Pace e i Diritti Umani promuove nel tardo pomeriggio di venerdì 12 ottobre 2018 (ore 18.00) un momento di riflessione sul tema: "Il vicino oriente e il ruolo cruciale dell'Iran", un interessante confronto sulla situazione in medio oriente con Modjtaba Sadria, filosofo di origine iraniana, teorico socioculturale e specialista di sviluppo della politica sociale internazionale. Modera Michele Nardelli, già presidente del Forum trentino per la pace e i dirittii umani. Introduce Massimiliano Pilati, attuale presidente del Forum trentino per la pace e i diritti umani

Modjtaba Sadria, professore, ha una particolare competenza nelle relazioni interculturali e negli studi dell'Asia orientale. Ha pubblicato oltre 50 libri e articoli, tra cui: "Società civile globale ed etica: trovare terreno comune" (Tokyo, 2003), "Le persone che vivono ai margini del mondo" (Tokyo, 2002), "Realismo: Trappola di Relazioni internazionali "(1994, in giapponese) e "Preghiera per oggetti perduti: un approccio non-weberiano alla nascita della società moderna "(2003, in persiano). È stato a capo della Think Tank for Knowledge Excellence dal 2009, a Teheran, in Iran. È stato consulente scientifico in Danimarca Nomad Academy, dall'estate 2011.

Richiamo qui un articolo del gennaio scorso che ho pubblicato su questo blog:http://www.michelenardelli.it/commenti.php?id=4051

Migranti. La sostanza e l'ipocrisia.
L'impronta ecologica nei continenti

«Tempi interessanti» (83)

Il dibattito, meglio sarebbe dire le grida, sul tema delle migrazioni sta occupando la cronaca politica in tutto l'Occidente. Di per sé potrebbe essere positivo, se almeno questo comportasse la volontà di farsi carico della vita di tante persone e insieme di comprendere le ragioni di un esodo che almeno in queste forme non ha precedenti. Ma purtroppo così non è, tanto è vero che il problema per le cancellerie è in genere come evitarne l'approdo dentro i propri confini nazionali e di come all'interno di questi cavalcare il mantra della sicurezza per trarne consenso. Lo scopo di questa nota non è quello di trattare la questione, ma più semplicemente di mettere in evidenza la sostanza del problema e l'ipocrisia con la quale lo si affronta.

Il Messico al voto, per uscire dalla notte
Città del Messico. La storia della conquista. Palazzo Municipale.

Domenica 1 luglio si vota per il Presidente e per il Parlamento del Messico. Una lettera da Città del Messico.

 

Querido Michele

Quedaron atrás los sueños en el "luminoso futuro de la humanidad" del que hablaba el viejo Marx. Hoy a lo mucho queremos salir del oscuro túnel.

Tu sabes que estoy lejos de ser un seguidor de AMLO, pero estoy más lejos de querer que el país siga en el "despeñadero". Podemos asistir a la desintegración de la nación y no porque AMLO llegue al poder sino porque quienes sí han ejercido el poder lo han degradado, cediendo a los delincuentes en asociación participativa extensas áreas que ya están desconectadas del cuerpo de Nación. El daño es inmenso y hay que frenarlo..

Restituir la confianza es una tarea titánica que a estas alturas parece apuntar a AMLO como posible. No sé si está configuración de fuerzas a su alrededor lo logren; PERO NO VEO A OTRO. darle el poder abrumadoramente puede ser el compromiso y el cauce para volver a tener gobierno por consenso no sólo por la imposición de mecanismos de compra venta que sin duda profundizarían la desintegración. Esta es la elección que viene.

Carlos

 

E' il 24 maggio il giorno del superamento in Italia
Overshoot Day paese per paese

Il 24 maggio sarà l'Overshoot Day Italy, ovvero il giorno in cui, secondo i calcoli del Global Footprint Network, l'Italia supera la soglia della sostenibilità. O, per meglio dire, il giorno in cui avremo consumato ciò che gli ecosistemi di questo stivale d'Europa riescono a produrre in un anno considerato che insostenibili lo siamo in tutto l'arco dell'anno. Il deficit è così di 221 giorni su 365. Questo vuol dire che l'Italia, stando ai suoi attuali consumi, vive due volte e mezzo al di sopra delle sue possibilità, sottraendo risorse altrui1.

Perché di questa insostenibilità praticamente non se ne parla? E perché la cultura del limite non diventa un programma politico?

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