"... avevo scoperto l'abisso della rassegnazione, la virtù del distacco, il piacere del pensare pulito, l'ebbrezza della creazione politica, il fremito dell'apparire delle cose impossibili..." Altiero Spinelli

Alto Garda e Ledro

Grazie Osvaldo, costruttore di comunità
Osvaldo Dongilli con Alberico Rigoni Stern

(25 aprile 2017) In una stanzetta forse un tempo monacale di una struttura di accoglienza religiosa nel cuore di Belluno il pensiero va all'amico Osvaldo Dongilli che da qualche giorno ci ha lasciati. E quando ci lascia una persona cara che ha grosso modo la tua stessa età, inevitabilmente quel pensiero ti interroga sul senso delle nostre esistenze.

La mia penna mi porterebbe a scrivere del tempo in cui ci siamo conosciuti, di quando pensavamo che il mondo fosse nelle nostre mani e del progressivo renderci conto di quanto i processi di cambiamento culturale potessero essere lenti e talvolta dolorosi. Insomma, delle utopie e del disincanto, per dirla con Claudio Magris. E sarebbe piuttosto naturale, visto che quello è stato il tempo delle nostre maggiori frequentazioni.

Ma la nostalgia è un bizzarro sentimento che non ci aiuta nella nostra navigazione umana, nel suo deformare la realtà secondo i nostri desideri. E allora preferisco parlare di un tempo più recente, quando pur con percorsi diversi abbiamo provato ad abitare quel luogo che avevamo immaginato ospitale per tante sensibilità diverse e dunque anche per chi, come noi, aveva un'idea alta ed esigente della politica.

Il valore economico del paesaggio
Alto Garda

Qualità della vita e turismo di qualità

Incontro pubblico promosso dal Comitato Salvaguardia Olivaia

con

Costanza Pratesi, responsabile sostenibilità ambientale e relazioni esterne del FAI - Fondo Ambiente Italiano

Chiara Parisi, naturalista con specializzazione in gestione e conservazione del patrimonio naturale

Modera

Walter Nicoletti, giornalista

Vignaioli senza frontiere: si riunisce ad Arco il mondo vitivinicolo mitteleuropeo
Vigneti del Trentino

Il 7 e l’8 giugno la località trentina ospita la mostra mercato dedicata ai vini locali e al rapporto dell’area con la viticoltura di frontiera e i vini di Alto Adige, Moravia, Austria e Friuli Venezia Giulia.

La viticoltura vanta tradizioni secolari e spesso ha contribuito a modificare il territorio e le attitudini di zone particolarmente vocate, imponendosi come cardine di un’economia agricola fatta di storie familiari, competenze, conoscenza dei ritmi naturali. In occasione del Centenario della Grande Guerra, i vignaioli del Trentino si propongono di promuovere il lavoro che ogni giorno svolgono in vigna e in cantina per realizzare vini che siano fedele espressione del territorio.
 
Una figura, quella del vignaiolo, che nel tempo ha costruito e conservato il paesaggio culturale e mantenuto vive le tecniche tradizionali, attualizzandole secondo necessità. La mostra mercato allestita nel Casinò Municipale di Arco permetterà ai visitatori di entrare in contatto diretto con i produttori; sarà inoltre possibile scoprire la cucina tradizionale mitteleuropea e partecipare a degustazioni guidate a cura di AIS Trentino. Presenti in gran numero anche i produttori di Südtirol, Friuli, Austria, Ungheria, Moravia e Slovenia.

Vignaioli senza frontiere | Casinò di Arco, Viale Magnolie, Arco (TN) | 7 e 8 giugno | ingresso 20 euro | www.vignaiolideltrentino.it

Comune di Arco, vince nettamente il centrosinistra autonomista
Immagine suggestiva di Arco
(10 marzo 2014) I dati parlano chiaro. Con il 68,98% Alessandro Betta è il nuovo sindaco di Arco. Il PD risulta il partito più votato con una percentuale di poco superiore al 20%, seguito dal PATT che ottiene il 19,93% e Civica per Betta che supera il 15%. Di poco inferiore al 10% l'UpT.

Andrea Ravagni, espressione di due liste civiche di ispirazione ambientalista, risulta il secondo candidato sindaco come preferenze. La lista del centrodestra ottiene poco più dell'8% (alle elezioni politiche del 2013 aveva quasi il doppio dei voti) e risultato analogo per il Movimento 5 Stelle che un anno fa prese addirittura il 26% dei voti. Dinamiche interessanti... Perdita secca della Lega che non ottiene nemmeno un eletto.

http://www.regione.trentino-a-adige.it/Moduli/1345_1297_Arco%20risultato%20finale.pdf

Pacher conferma: Laba non può operare in Trentino senza autorizzazione
Il presidente Alberto Pacher

(18 luglio 2013) Pubblichiamo di seguito alcuni passi della risposta del presidente Alberto Pacher all'interrogazione del consigliere provinciale Michele Nardelli sulla vicenda Laba di Torbole.

"... La Direzione Generale Alta Formazione Artistica, Musicale e Coreutica del Ministero per l'Università e la Ricerca con la comunicazione di data 18.03. 2013 di pari oggetto, registrata sub prot. n. 173031 di data 25.03.2013, ha dato riscontro alla citata nota di questa Provincia prot. n. 126516/S116 di data 04.03.2013. Dall'analisi di tale lettera sembra emergere che l'entità che ha aperto una sede (distaccata) a Nago Torbole:
1. non coincida con l'istituzione legalmente riconosciuta di Brescia (LABA); 2. non abbia ottenuto ad oggi l'autorizzazione necessaria per aprire questa sede, distaccata o meno; 3. non possa rilasciare titoli di studio con valore legale. ..."

Accademia LABA del Trentino di Torbole. Tutto a posto nelle autorizzazioni?
L\'incompiuta dell\'ex Colonia Pavere che ospita la Laba

Un'interrogazione a risposta immediata presentata dal consigliere provinciale Michele Nardelli sulla vicenda dell'Accademia Laba. 

(11 luglio 2013) L'avvio di una nuova campagna di promozione dei corsi LABA per l'Anno Accademico 2013/2014 è suffragata dalle necessarie autorizzazioni? Nella comunicazione del Ministero dell'Istruzione, Università e Ricerca del 28 gennaio c.a., la Direzione generale Afam affermava di non aver "mai concesso alcuna autorizzazione alla cosiddetta Accademia Laba Trentino che non risulta inserita nell'elenco delle istituzioni Afam", facendo presente che l'apertura di nuove sedi laboratoriali a Torbole (ma anche l'attivazione di corsi decentrati o campus) da parte di "LABA" Brescia avrebbe richiesto autorizzazione della medesima Direzione.

Un complesso termale nell'ex Colonia Pavese di Torbole
Ex Colonia Pavese

Una mozione presentata dal consigliere provinciale Michele Nardelli sul futuro dell'ex Colonia Pavese di Nago Torbole

(15 luglio 2013) "Fra le strutture, pubbliche e non, che da anni in Trentino non riescono a trovare una destinazione che le salvi dal degrado e le faccia tornare ad essere integrate nel territorio che le circonda, possiamo annoverare l'ex Colonia Pavese di Torbole. L'ex Colonia Pavese di Torbole è un compendio immobiliare che sembra non trovare una soluzione funzionale e condivisa, anche se è stata oggetto in un recente passato di costosi (quanto incompleti e discutibili) interventi di ristrutturazione. Quello che più sconcerta è che questa struttura si trova non in una zona periferica o disagiata, ma all'inverso, in una zona centrale di Torbole, a pochi passi dal Lago di Garda in una posizione che ne potrebbero aver fatto già da tempo uno dei poli dello sviluppo economico più importanti della località rivierasca gardesana".

Inizia così il testo della Mozione presentata in Consiglio Provinciale sul destino dell'ex Colonia Pavese, un manufatto di inizio Novecento situato sul lungo lago di Garda, in una delle zone più belle del Trentino. La proposta? Un progetto termale, integrato e funzionale alla valorizzazione del territorio.

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