"... avevo scoperto l'abisso della rassegnazione, la virtù del distacco, il piacere del pensare pulito, l'ebbrezza della creazione politica, il fremito dell'apparire delle cose impossibili..." Altiero Spinelli

Slow Food

Assemblea della Condotta di Slow Food Valle dell'Adige e Alto Garda
La locandina dell'Assemblea

Convocazione Assemblea di Condotta

Slow Food Valle dell'Adige e Alto Garda

 

Cari soci,

ben ritrovati dopo questi mesi così complessi, speriamo siate tutti in buona salute.

Finalmente le nuove norme ci permettono di proseguire con i percorsi congressuali, con la presente quindi siamo a comunicare che è convocato il Congresso di Condotta Slow Food Valle dell'Adige Alto Garda, per il giorno 14 luglio 2020 alle ore 18.00.

L’incontro si terrà a Isera presso la Locanda delle Tre Chiavi (la sede potrà subire variazioni, che saranno tempestivamente comunicate, in base al numero di conferme di partecipazione).

Comitato Regionale Slow Food Trentino Alto Adige/Sudtirol
Un incontro di Slow Food al Mas del Gnac

Il Comitato direttivo regionale di Slow Food è convocato per l'8 luglio 2020 alle ore 17.30 presso la Locanda delle 3 chiavi ad Isera.

L'ordine del giorno è il seguente:
 
- Comunità di cambiamento , come procedere;
-costituzione commissione valutativà delle candidature;
-Varie ed eventuali.
 
Sono spiacente di chiedervi cosi a breve giro la vostra adesione ma i termini per presentare le domande di partecipazione scadono il 30 luglio 2020.
Sarà comunque l'occasione per i fiduciari che la scorsa volta non erano presenti di poter aggiornarsi sulle varie questioni.
 
 
Un saluto dal Portavoce 
Sergio Valentini

Consiglio nazionale Slow Food Italia
Boletus pinicola

La riunione del Consiglio nazionale di Slow Food Italia è convocata per il giorno SABATO 27 GIUGNO in collegamento online tramite la piattaforma Zoom, con una riunione strutturata in due sessioni, 9:30-12:30 e 14:00-17:00. In allegato l'ordine del giorno.

 

«Il momento delle scelte è adesso»
Marcato della terra, Alba

Il momento delle scelte è adesso. La pandemia che abbiamo attraversato e che stiamo ancora fronteggiando può essere occasione di rinascita, opportunità di ripensare un modello di sviluppo che ci ha trascinati nella gigantesca crisi climatica, o può diventare l’alibi per portare avanti, in nome della ripresa, politiche scellerate, le stesse che negli ultimi 50 anni hanno devastato il pianeta.

di Carlo Petrini

(5 giugno 2020) Nel settore agroalimentare, le risorse importanti che giustamente il decreto Rilancio mette a disposizione possono prendere due strade diverse. Possono andare a vantaggio di un sistema che ha inquinato il suolo e l’acqua, generato ingiustizie sociali e compromesso la salute dei cittadini. Un sistema alla base di storture inaccettabili, come i cibi scadenti prodotti sulla pelle di tanti lavoratori sfruttati e venduti sottocosto in Africa (il Ghana, per esempio, è inondato ogni anno da milioni di tonnellate di salsa di pomodoro italiana, oppure cinese confezionata in Italia) o come lo spreco alimentare, che non è danno collaterale, ma meccanismo necessario alla sopravvivenza di un sistema di produzione basato sulla costante crescita dei consumi.

Comitato Regionale Slow Food Trentino Alto Adige/Sudtirol
Le Camalghe

Un caro saluto a tutti. Con piacere vorrei convocarvi al primo direttivo in carne ed ossa che si terrà presso la casa di Michele Nardelli in località Camalghe (al numero 9) di Cadine nel suo giardino ampio dove potremo dialogare in assoluta sicurezza.

La data che vi propongo sarebbe il mercoledì 10 giugno, alle ore 18.00. A seguire un pasto caldo preparato dallo stesso Michele.


Ordine del giorno:

- Comunità del cambiamento, come organizzarsi, come promuoverle...

- Rielaborazione progetto TV, nuova impostazione con la collaborazione di Valter Nicoletti;

- Disposizioni per organizzare le attività di condotta durante la fase 2 e 3;

- Varie ed eventuali.

 

Il portavoce

Sergio Valentini

 

Dalla tempesta Vaia allo spillover nel mercato di Wuhan, il filo rosso che unisce le grandi calamità contemporanee
La prima di copertina del libro

«…resta pure sempre valido il monito espresso dall’immagine della ninfea che raddoppia quotidianamente le sue dimensioni, di modo che, il giorno che precede la copertura dell’intera superficie dello stagno la metà ne resta ancora scoperta, per cui quasi nessuno, alla vista di tanto spazio libero, è portato intimamente a credere all’imminenza della catastrofe.» Remo Bodei, Limite


di Roberto Burdese *

 

(28 maggio 2020) Ognuno di noi ha letto, nei mesi del lockdown, un gran numero di articoli e libri per cercare di comprendere questa pandemia: da dove viene, quali segni lascerà nelle nostre vite, come ne usciremo, che insegnamenti possiamo trarne.

In queste pagine digitali, nelle scorse settimane, vi abbiamo parlato di alcune di queste letture, cercando di metterle in relazione con l’esperienza di Slow Food, nel tentativo di comprendere meglio il cammino che ci attende, con l’auspicio di affrontarlo con il giusto atteggiamento. Io le pagine più utili a comprendere quanto ci è accaduto le ho lette poco prima del fatale 21 febbraio. Naturalmente quando mi sono capitate tra le mani non potevo immaginare che mi avrebbero guidato nella comprensione di quanto avremmo vissuto di lì a pochi giorni, tanto più che non parlano di virus influenzali. Ma andiamo per ordine.

Il monito della ninfea è un libro pubblicato a fine gennaio 2020: quando l’ho ricevuto, fresco di stampa, il virus sembrava circolare liberamente solo in Cina e pochi altri Paesi dell’estremo Oriente, mentre il resto del mondo si illudeva di poterne restare immune. Michele Nardelli, che lo ha scritto assieme al sociologo Diego Cason, è un Consigliere nazionale di Slow Food Italia con un ricchissimo curriculum nella politica delle istituzioni e in quella della società civile. Il libro mi era stato anticipato da Michele con alcune telefonate, nelle quali mi raccomandava di fargli avere le mie opinioni dopo la lettura, convinto che questa potesse contribuire alle riflessioni perennemente in corso in seno alla nostra associazione. Certo nemmeno Michele immaginava, in quel momento, cosa sarebbe capitato da lì a poco…

Ripartiamo dalla terra. Oltre seimilacinquecento cuochi, ristoratori, produttori hanno aderito all'appello dell'Alleanza
Il logo dell'appello

Appello dell’Alleanza Slow Food dei cuochi a sostegno della ristorazione di qualità e dei produttori buoni, puliti e giusti

Questo appello nasce dalla rete dei cuochi dell’Alleanza, uno dei più importanti progetti di Slow Food, ma è rivolto a tutti coloro che credono in un futuro basato sulla cura dei territori, sui saperi delle comunità, sul piacere della condivisione. Chiediamo a tutti di mettere la propria firma a fianco di quella dei cuochi, dei contadini, dei pescatori e dei pastori, che sono i primi promotori.

 

Al Presidente del Consiglio dei Ministri, Giuseppe Conte
Al Comitato di esperti in materia economica e sociale
Al Ministro delle Economie e delle Finanze, Roberto Gualtieri
Al Ministro dello Sviluppo Economico, Stefano Patuanelli
Al Ministro dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, Dario Franceschini
Al Ministro delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, Teresa Bellanova
Agli Assessori Regionali alla Cultura, al Turismo, al Commercio, alle Attività Produttive e all’Agricoltura

Facciamo parte dell’Alleanza Slow Food dei Cuochi e gestiamo più di 540 locali in tutta Italia: siamo cuochi di osterie e di ristoranti, di food-truck e di rifugi alpini, siamo pizzaioli e insegnanti di scuole alberghiere.

Con questo appello ci facciamo portavoce anche di altri colleghi ristoratori, molti dei quali raccontati nella guida Slow Food Osterie d’Italia, e di migliaia di agricoltori, allevatori, artigiani. Prendiamo la parola a nome di tutti, perché anche se oggi siamo noi i più fragili, sentiamo l’energia e la passione necessarie per ripartire e avvertiamo la forza che deriva dall’essere parte della rete di comunità solidali di Slow Food.

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