"... avevo scoperto l'abisso della rassegnazione, la virtù del distacco, il piacere del pensare pulito, l'ebbrezza della creazione politica, il fremito dell'apparire delle cose impossibili..." Altiero Spinelli

Europa e Mediterraneo

Tunisia, nove anni dopo. La rivoluzione a metà
Tunisia

Proiezione del documentario di Simone e Roberto Ceccarelli. Gli autori dialogano con Pejman Abdolmohammadi, professore di Storia dei Paesi islamici presso l'Università di Trento. Lunedì 13 gennaio 2020, alle ore 20.30

Il 14 gennaio 2011 Ben Ali era costretto precipitosamente a lasciare la Tunisia sull'onda delle sommosse partite dall'immolazione di Mohamed Bouazizi a Sidi Bouzid, in una delle regioni più povere. A nove anni di distanza la Tunisia è rimasta l'unica "primavera araba" ancora in corso, ha approvato una Costituzione all'avanguardia ed è diventata, tra mille contraddizioni, un laboratorio politico sia nel campo islamista che in quello che secolarista. Ma le riforme stentano ad avere successo e nel terzo trimestre del 2019 si sono registrati più di duemila manifestazioni di protesta nel Paese. Il corollario è che i giovani continuano a partire.

Italia e Bosnia Erzegovina: Balcani ed UE da un secolo all’altro
Foto di Mario Boccia

 

La caduta di un muro. La fine di una storia e il vuoto di pensiero che non siamo stati capaci di riempire.
Manifestanti a Baghdad

«Tempi interessanti» (98)

... In questa nota – che scelgo di scrivere nei giorni successivi al 9 novembre proprio perché ritengo che l'oggetto di questa riflessione dovrebbe esulare dal calendario – non intendo aggiungere altre parole a quanto già scritto su quegli avvenimenti. Vorrei piuttosto interrogarmi sul presente, per provare a comprendere se c'è e, nel caso, quale sia il filo rosso che congiunge quel che sta accadendo nelle strade e nelle piazze di Barcellona e di Londra, di Baghdad e di Diyarbakyr, di Hong Kong e di Beirut, di La Paz e di Santiago del Cile, e il vuoto politico e culturale che la fine di una storia ha lasciato dietro di sé...

Da Oriente a Occidente, lungo gli scogli in cui si è incagliato il progetto politico europeo
Istanbul

Considerazioni sull'undicesimo itinerario del Viaggio nella solitudine della politica "Roma e Bisanzio. Guardando la Mezzaluna Fertile" (27 settembre - 8 ottobre 2019)

di Michele Nardelli

Quattromilaseicentonove chilometri, sedici frontiere attraversate di undici diversi paesi europei e due fusi orari, almeno una dozzina di città dove ci siamo fermati, non meno di sette lingue ascoltate come sette sono state le monete correnti scambiate, quindici sono stati i viaggiatori (otto donne e sette uomini1) di sei diverse regioni italiane...

Potrebbero bastare questi numeri per descrivere l'undicesimo itinerario del “Viaggio nella solitudine della politica”, certamente anche la fatica di comprimere tutto questo in dodici giorni, talvolta appena sfiorando luoghi che avrebbero meritato ben altra attenzione. Che pure abbiamo cercato di colmare negli spazi di conversazione, nelle letture dedicate (a partire dalla nostra piccola biblioteca mobile composta di oltre quaranta volumi e di numerose schede preparate) e nelle considerazioni emerse durante i nostri spostamenti.

L'intento del viaggio dentro la faglia fra Oriente e Occidente era di metterne a fuoco la complessità, di coglierne l'attualità e di intercettare sguardi e pratiche, pur nel disincanto, per rilanciare il progetto politico europeo e mediterraneo.

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Una svolta inquietante nella Spagna postfranchista
Barcellona (marzo 2018), il nostro incontro con gli esponenti dell'Esquerra Republicana

di Donatella Di Cesare *

La parola chiave della sentenza emessa dalla Corte Suprema spagnola è sedición, sedizione, cioè la rivolta pubblica contro l’autorità. Ma le pene sono talmente pesanti che, malgrado ogni smentita, dietro sembra risuonare il reato di ribellione, vale a dire uso della violenza anticostituzionale. Il che è in linea con tutto il processo contro gli esponenti dell’indipendentismo catalano, un processo durato due anni, durante i quali gli imputati, costretti al carcere preventivo, non hanno potuto far valere i loro diritti.

Particolarmente significative sono la condanna a 12 anni inflitta a Carme Forcadell, filologa e attivista politica, ex presidente del Parlamento catalano e quella a 13 anni, la più alta di tutte, con cui è stato punito Oriol Junqueras, ex vicepresidente del governo catalano, leader del partito di Sinistra repubblicana (Esquerra Republicana). Alla sedizione si aggiunge il reato di malversazione, cioè l’utilizzo di fondi pubblici impiegati per il referendum del 2017. Occorre ricordare che ad essere colpiti sono anche i rappresentanti della società civile accusati di «disobbedienza». Il bersaglio è tutto l’indipendentismo catalano. Ada Colau, sindaca di Barcellona, ha parlato giustamente di «sentenza crudele». Le manifestazioni di protesta riempiono le strade della Catalogna, da Girona a Lleida, mentre sono previste anche azioni di sabotaggio.

Nazra torna in Trentino, uno sguardo sulla Palestina
Gaza

Per il secondo anno approda in Trentino il Festival internazionale di cortometraggi palestinesi “Nazra”. Tre appuntamenti pubblici sul territorio tra il 18 e il 20 ottobre.

Nazra, festival itinerante nato per dare spazio di espressione a registi palestinesi e non sulla realtà quotidiana in Palestina, torna di nuovo in Trentino. Nazra in arabo significa "sguardo" e sono molti i punti di vista - diversi per origine, stile e temi proposti - che si incroceranno durante il festival.

Attraverso questa rassegna sarà possibile conoscere l’altro, ma anche sollevare domande e fare breccia nel silenzio o nella disinformazione che permeano il conflitto israelo-palestinese: verranno affrontate non solo le difficoltà della vita in territori occupati militarmente, ma anche la volontà di emersione delle donne e dei giovani in situazioni di conflitto e di violazione dei diritti umani.

Roma e Bisanzio. Guardando la Mezzaluna fertile.
Istanbul. Disegno Carlo Bossoli

Storia, culture, ibridazioni nello spazio mediterraneo

27 settembre - 8 ottobre 2019

 

Itinerario n.11 del Viaggio nella solitudine della politica

 

Venezia – Senj – Mostar – Sarajevo – Dubrovnik – Kotor – Salonicco – Istanbul – Nis – Belgrado

(27 settembre - 8 ottobre 2019)


Viviamo in un ingorgo che si fatica a decifrare. Una difficoltà che non è solo l'esito della complessità in un tempo sempre più interdipendente, ma del venire a galla dei grandi nodi che l'umanità aveva erroneamente affidato alle magnifiche sorti e progressive. Come nelle parole di Walter Benjamin sull'Angelus Novus, quando le macerie della prima guerra mondiale già lasciavano presagire quale sarebbe stato l'esito del Novecento, è il concetto di progresso ad essere in discussione, così come il nostro rapporto con la natura e il tema del limite nell'agire umano.

Nodi di carattere filosofico e religioso che lungo la storia hanno prodotto vere e proprie faglie, spaccature profonde mai sanate che hanno lastricato il cammino dell'umanità. Fra tutte, quella fra Oriente e Occidente, che investe fra l'altro il rapporto fra modernità e tradizione, stato di diritto e stato etico, libertà e sovranità.

Quello che ci si propone con l'undicesimo itinerario del “Viaggio nella solitudine della politica” è di scandagliare questa faglia, forse quella che ha conosciuto più cesure ma che più di altre ha generato straordinari sincretismi.

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