"... avevo scoperto l'abisso della rassegnazione, la virtù del distacco, il piacere del pensare pulito, l'ebbrezza della creazione politica, il fremito dell'apparire delle cose impossibili..." Altiero Spinelli

Europa e Mediterraneo

Un Forum delle città e della società civile del Mediterraneo. L'appello di Messina
Un momento della Conferenza

(10 giugno 2015) A conclusione di quattro giorni di celebrazioni, confronti e sessioni di lavoro nell'ambito della manifestazione intitolata "Messina, Europa, Mediterraneo" svoltasi nella città dello stretto per ricordare il sessantesimo anniversario della Conferenza di Messina ed alla quale hanno partecipato delegazioni provenienti da paesi delle diverse sponde del Mediterraneo, il presidente del Senato Pietro Grasso e il presidente della Commissione Esteri del Senato Pierferdinando Casini, è stato approvato un documento indicato come "Appello di Messina 2015" che potete trovare in allegato. Nei prossimi giorni potrete leggere anche il mio intervento nella Conferenza.

A Trento, la rete Terra Madre Balcani e i percorsi di turismo responsabile lungo le vie dei sapori nel Sud-Est Europa
Blagaj (Bosnia Erzegovina)

 

La Condotta di Trento di Slow Food e l'associazione Viaggiare i Balcani presentano il 16 aprile 2015 a Trento la rete di Terra Madre Balcani e i percorsi del turismo responsabile. L'incontro di Trento segue quelli che in questi giorni si son svolti a Cinisello Balsamo (Milano), Scandicci (Firenze), Biella (15 aprile) e precede quello di Trieste che si svolgerà venerdì 17 aprile con Paolo Rumiz e Michele Nardelli.

Da anni la rete di Slow Food nei Balcani collabora con l’associazione “Viaggiare i Balcani” di Trento (www.viaggiareibalcani.it), per promuovere attraverso percorsi di turismo responsabile le tante comunità del cibo della regione. Nel corso degli anni, sono molte le comunità del cibo di terra Madre ad essere state incluse in questi percorsi turistici. Viceversa, molte delle comunità coinvolte nella rete di Viaggiare i Balcani sono diventate nodi attivi della rete di terra Madre Balcani. Un esempio è il Presidio Slow Food della rakija (grappa) di prugne crvena ranka di Gledić (Serbia) dove anche “Viaggiare i Balcani” opera da tempo in progetti di cooperazione comunitaria e turismo responsabile.

Dal 2011, Viaggiare i Balcani ha ideato, con il supporto di Slow Food, una serie di percorsi gastronomici in Bosnia-Erzegovina, Serbia ed Albania con l’obiettivo di valorizzare la straordinaria diversità di questa regione, che purtroppo rischia di scomparire nel giro di qualche generazione e in alcuni casi nel giro di pochi anni. Il turismo responsabile può essere un’ulteriore modalità per non abbandonare questi cibi e prodotti a un probabile destino di estinzione, infondendo fiducia e autostima nelle comunità locali in ciò stimolate a portare avanti le proprie tradizioni.

La vite oltre il Danubio
Il Castello di Praga

 

Viaggio alla scoperta delle ricchezze enogastronomiche di Boemia e Moravia

 

Serata di promozione del viaggio del turismo responsabile promosso da Imperial Wines e Viaggiare i Balcani. Partecipano Tommaso Iori (Imperial Wines) e Michele Nardelli (Viaggiare i Balcani)

 

Regno di Boemia, Grande Moravia, Cecoslovacchia, Protettorato di Boemia e Moravia, Repubblica Socialista Cecoslovacca, Repubblica Ceca … dietro ai tanti nomi che nel corso della storia li hanno definiti, di qua e di là dei confini che li hanno uniti e divisi, troviamo territori magici tutti da scoprire. Non solo Praga e il suo Castello: tra vigneti e campi di grano, grandi cittadine e piccoli borghi, castelli e cantine, possiamo trovare secoli di storia che si sono sedimentati in paesaggi rurali e urbani bellissimi e ancora poco conosciuti. Un viaggio nel fascino discreto della Mitteleuropa, oltre il Danubio, seguendo itinerari non convenzionali.

http://www.viaggiareibalcani.it/uploaded/proposte-viaggi/2015/Moravia/Moravia_giugno_2015.pdf

 

La vite oltre il Danubio
Il vigneto di San Venceslao. Foto © Imperial Wines

 

Viaggio alla scoperta delle ricchezze enogastronomiche di Boemia e Moravia. Dal 2 al 7 giugno.

 

Il viaggio verrà presentato a Trento giovedì 9 aprile 2015 (ore 18.30, Café de la Paix) anche attraverso la degustazione di vini della Moravia (incontro annullato)

 

Regno di Boemia, Grande Moravia, Cecoslovacchia, Protettorato di Boemia e Moravia, Repubblica Socialista Cecoslovacca, Repubblica Ceca … dietro ai tanti nomi che nel corso della storia li hanno definiti, di qua e di là dei confini che li hanno uniti e divisi, troviamo territori magici tutti da scoprire. Non solo Praga e il suo Castello: tra vigneti e campi di grano, grandi cittadine e piccoli borghi, castelli e cantine, possiamo trovare secoli di storia che si sono sedimentati in paesaggi rurali e urbani bellissimi e ancora poco conosciuti. Un viaggio nel fascino discreto della Mitteleuropa, oltre il Danubio, seguendo itinerari non convenzionali.

 

“La vite oltre il Danubio” è un viaggio ideato dall’associazione Imperial Wines (www.imperialwines.org) ed organizzato da Viaggiare i Balcani (www.viaggiareibalcani.it) in collaborazione con Alterna Tours (www.alterna-tours.com)

 

Parliamo di noi, di quel che siamo
Il Mediterraneo nel tempo del Sabir

E' il tema dell'attraversamento il centro dell'intervento di Michele Nardelli in occasione della presentazione, venerdì scorso, a Trieste della rete di Terra Madre Balcani e dei viaggi del turismo responsabile nell'Europa di mezzo. Parole che invocano un cambio di pensiero, anche di fronte alle ormai quotidiane tragedie del mare.

di Michele Nardelli

Di che cosa stiamo parlando? Parliamo di Europa, anzi del cuore dell'Europa. E dunque di noi.

C'è un passaggio particolare che mi ha colpito nell'ultimo libro di Paolo Rumiz “Come cavalli che dormono in piedi”. Scrive Rumiz: «...Vado in treno, naturalmente, perché il viaggio è sogno, e io covo una nostalgia insana del vecchio Orient Express e del train de nuit Lubiana-Mosca dal samovar fumante in fondo al corridoio. Parto per maledire lo squallore dell'oggi, perché persino durante la Guerra fredda andare ad est era più facile e la rete di ferro tagliava fiumi foreste e montagne meglio che in questi tempi ipocriti in cui, nonostante i proclami, c'è meno Europa di cento anni fa».

Sì, meno Europa di cent'anni fa. Perché nonostante le istituzioni, le regole, la velocità nelle comunicazioni, nella cultura (o semplicemente nel sentire) delle persone siamo ancora immersi nel delirio degli stati nazione.

Andalusia, un voto fra conservazione e cambiamento
I leader di Podemos, Andalusia

(24 marzo 2015) Il primo appuntamento elettorale del 2015 ha confermato i pronostici degli analisti politici: il bipartitismo, che ha governato la Spagna dal 1982, è in crisi (ma non troppo) e i nuovi attori politici (Podemos e Ciudadanos) entrano nello scacchiere politico per rimanerci e per contare. La forza di Iglesias si attesta ad un buon 15 per cento in attesa del voto nazionale di novembre dove i sondaggi la danno in testa.

di Steven Forti *

“Il PSOE prende ossigeno, Podemos si consolida e il PP crolla”. Questo il titolo di Público, giornale on line vicino al partito guidato da Pablo Iglesias. El País evidenzia invece “la solida maggioranza” della socialista Susana Díaz, mentre El Mundo mette in luce che il “calcio” di Podemos al sistema è “forte”, ma non “rompe lo scacchiere politico”. C’è del vero in tutte e tre le letture.

 

Turchia, fra realtà e messa in scena
Il simbolo dei lupi grigi nella nottata del 15 luglio

di Michele Nardelli

(17 luglio 2016) Che cosa sta realmente accadendo in Turchia? La mia impressione è che nella notte del 15 luglio sia accaduto qualcosa di strano, fra la realtà e la messa in scena.

Un golpe vero fallito grazie alla mobilitazione popolare? Un colpo di stato organizzato da dilettanti mandati allo sbaraglio, forse mal consigliati? Un golpe finto, per rafforzare il regime e chiudere la partita interna con l'opposizione verso quello stato presidenziale che la Costituzione impedisce ad Erdogan?

Nelle concitate ore notturne quando ancora sembrava che gli insorti avessero la meglio, le cancellerie occidentali, nel loro imbarazzato silenzio, già lasciavano intendere che in fondo la presa del potere da parte dei militari non sarebbe dispiaciuta affatto. Analogo il tono delle principali testate giornalistiche occidentali, ben lungi dal considerare che un putsch militare contro un governo legittimo è sempre e comunque un'azione antidemocratica, in gran parte improntate ai nuovi scenari del dopo Erdogan.

 

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