"... avevo scoperto l'abisso della rassegnazione, la virtù del distacco, il piacere del pensare pulito, l'ebbrezza della creazione politica, il fremito dell'apparire delle cose impossibili..." Altiero Spinelli

Territorio trentino

Sicurezza. O del prendersi cura.
La copertina del libro

Care amiche, cari amici

Venerdì 19 ottobre alle ore 20,15 presso la nostra sede in Località Maso Canova 1 a Bosco di Civezzano, come secondo appuntamento autunnale, vi proponiamo un incontro con argomento "Sicurezza. O del prendersi cura".

Durante la serata interverranno Mauro Cereghini e Michele Nardelli, entrambi saggisti e ricercatori sui temi della pace, della mediazione e cooperazione internazionale, che ci introdurranno al tema del loro ultimo libro: "SICUREZZA", Edizioni Messaggero Padova (2018).

 

A31, mai così vicina
No Valdastico

Ancora una volta No all'autostrada della Valdastico

Sabato 6 ottobre 2018, alle ore 14.00, presso la sponda sud del lago di Caldonazzo (spiaggia libera presso ristorante Al Pescatore) si svolgerà un Presidio di società civile che ha a cuore gli interessi di tutti: salute, ambiente, bene comune, contro la realizzazione del tratto a nord dell'A31, la PIRUBI.
 
      

Rivolta carsica e popolare
Il melograno, simbolo della cooperazione trentina

di Simone Casalini *

Ci sono differenti fattori di lacerazione che si sono allineati negli ultimi anni, capovolgendo il sistema cooperativo. Una rivoluzione carsica, nello stile trentino, dove l’insofferenza si propaga senza acuti, destrutturando però il modello di potere e di consenso. Il punto di caduta di una continuità da disattendere si è materializzato ieri, all’ora di pranzo, quando Marina Mattarei – la Giovanna d’Arco (senza rogo) del movimento cooperativo che da qualche anno ne enfatizza la crisi valoriale – è stata eletta presidente rovesciando un presagio che nel ballottaggio l’avrebbe voluta perdente contro l’asse Odorizzi-Villotti.

L’affermazione di Mattarei ha un significato simbolico potente – prima donna al vertice di una federazione orientata al maschile – e un effetto politico dirompente sugli equilibri del più importante colosso economico del Trentino. Può apparire azzardato, ma per certi versi l’elezione di via Segantini completa l’esito elettorale del 4 marzo che ha segnato una cesura storico-politica con l’archiviazione di una stagione dell’Autonomia.

 

Scenari autunnali
Salvini al Vinitaly

«Tempi interessanti» (79)

Amo il buon vino, ma non “Vinitaly”. Ogni volta che ci ho messo piede dopo un po' avevo solo voglia di venir via da questo luogo che sa intensamente di finto, di denaro e di potere. E di tante altre cose volgari. Perché è forse proprio la volgarità, oggi, il genius loci di questa manifestazione.

Non frequento gli expo e, da quel che mi dicono, è ormai ovunque così. E ciò nonostante mi chiedo perché mai la presentazione di un vino non possa sapere solo della terra e del sole che la natura e la maestria sanno trasferire in un bicchiere.

Penso al clima completamente diverso che si respira a Terra Madre, laddove i contadini provenienti da ogni parte del pianeta ti fanno amare la loro unicità e al tempo stesso sentire cittadino del mondo.

Che cosa vuole fare la Valsugana da grande?
Valsugana

di Alex Faggioni*

(30 gennaio 2018) L'intervento di qualche giorno fa dell'ex sindaco di Caldonazzo Laura Mansini cui è stato dato spazio sulle pagine de L'Adige ha sollevato un tema che ha a che fare con un territorio che va ben al di là dei confini di un singolo municipio.

É fuori discussione il fatto che, quando nell'estate del 2015 il presidente Rossi ha rotto la storica chiusura del Trentino nei confronti del progetto di completamento della Valdastico, abbia compiuto un capolavoro comunicativo.

Per giustificare l'avvio di un tavolo di confronto tra Regione Veneto, Provincia Autonoma di Trento e Stato Italiano ha sostenuto che il Trentino non avesse la facoltà di opporre un rifiuto incondizionato; e così, nelle dichiarazioni ufficiali e nei virgolettati della stampa si è cominciato a parlare di un “saldo positivo per il Trentino”, di una “possibile soluzione della viabilità nella zona laghi”.

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Un Patto per l'Autonomia
Autonomia

Il 2018 è per il Trentino e per l'Autonomia Provinciale un anno importante: le elezioni politiche che probabilmente aggraveranno una fase politica segnata dall'incertezza e poco favorevole ad una visione che guardi al territorio e all'Europa in modo aperto; le elezioni regionali che misureranno la tenuta della coalizione di centrosinistra autonomista e ne definiranno limiti e ambizioni. E' utile affrontare il 2018 provando a condividere una visione dell'Autonomia, che non potrà confidare nell'attuale peso parlamentare e che dovrà ridefinire le proprie prospettive, non solo statutarie ma soprattutto identitarie. Si tratta di non dare per scontato un patrimonio costruito nel tempo, è necessario difenderlo innovandolo e agendo in un campo più largo e con ambizioni maggiori.

L'iniziativa di dibattito che si è tenuta a Villa Lagarina lunedì sera, e che si inserisce nel percorso avviato da PD e UPT, è stata un'occasione per provare ad interrogarsi tutti quanti su quelle che sono le esigenze del Trentino, non solo per la tenuta delle sue Istituzioni e delle sue risorse, ma anche per la qualità dell'essere Comunità.Coordinati da Alessio Manica, Lorenzo Dellai, Alberto Pacher e Roberto Pinter – che a diverso titolo hanno condiviso una stagione dell'Autonomia – hanno posto il tema di una nuova stagione, provando ad alzare l'asticella della scommessa di questo territorio.

Un dibattito aperto (a seguire il mio intervento nella serata) e molto partecipato, che non ha già definito il punto di approdo e che per questo merita l'attenzione di tutti quelli che hanno a cuore il futuro del Trentino e dell'Autonomia (r.p.)

 

di Roberto Pinter

Ad un anno dalla scadenza elettorale sarebbe fondamentale condividere un patto per l'Autonomia che si esprima alle prossime elezioni politiche in coerenza con il programma di governo provinciale: sono tanti i segnali di preoccupazione, la scarsa consapevolezza della nostra specialità, la sconfitta referendaria di Renzi ma non del centralismo, l'indebolimento europeo e le vittorie della destra, lo scenario elettorale che si prospetta, lo stato della coalizione di centrosinistra autonomista… C'è bisogno di obiettivi chiari, a partire dalla tenuta dell'Autonomia.

L'autonomia e lo Statuto

Il prevedibile insuccesso delle procedure partecipative avviate per la revisione dello Statuto hanno dimostrato che in assenza di una volontà politica non basta ricorrere alla volontà popolare. Non si può ridurre la revisione dello Statuto ad un esercizio accademico o ad una somma di procedure partecipative, che peraltro hanno registrato una scarsa attenzione.

Trento, tra déjà-vu e paura dell’innovazione
Capovolgimenti

 

di Federico Zappini *

«Un déjà-vu è un’imperfezione di Matrix, capita quando cambiano qualcosa». Così Trinity spiegava a Neo il passaggio ripetuto di un gatto nero nel primo capitolo di Matrix. Le sembianze di un déjà-vu assume anche la discussione attorno ai temi riguardanti le criticità nella gestione dello spazio urbano della città di Trento. Articoli di cronaca (numerosissimi, quasi riusciti nell’impresa di saturare lo spazio informativo), editoriali e dichiarazioni – di politici, esperti, comitati, ecc. – sembrano sempre riportare allo stesso punto. Il tempo passa e il gatto nero – sotto l’etichetta passpartout del “degrado” – si ripresenta davanti a noi, sempre uguale. Accettare il ripresentarsi del déjà-vu è un modo comodo per non impegnarsi mai nell’immaginare il passo capace di rompere la circolarità di un movimento che ci sta dando un po’ alla testa.

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