"... avevo scoperto l'abisso della rassegnazione, la virtù del distacco, il piacere del pensare pulito, l'ebbrezza della creazione politica, il fremito dell'apparire delle cose impossibili..." Altiero Spinelli

Territorio trentino

Valdastico, il problema è l'indifferenza.
Modello di sviluppo

di Roberto Pinter

(19 maggio 2016) L'annuncio da parte del ministro Delrio dei prossimi cantieri; la condizione posta dagli spagnoli per l'acquisto della Serenissima, cioè la realizzazione della Valdastico; le dichiarazioni del governatore del Veneto e le rassicurazioni del governo provinciale che non c'è un legame con il rinnovo della concessione dell'A22: tutto ciò aggiunge ulteriore confusione al capitolo riguardante la Valdastico. Quella che sembrava la pietra tombale sul vecchio progetto autostradale si svela per quello che è in realtà: cioè il primo passo verso la realizzazione di una strada che sembrava archiviata.

Per la prima volta, dopo che l'opposizione in Trentino e la mancanza di risorse a livello nazionale aveva accantonato il completamento a nord della Valdastico, è stato messo su carta quello che non si vuole ammettere e cioè la disponibilità del Trentino a realizzare una nuova strada che collega il Veneto al Trentino e che ne permetta lo sbocco sull'asta dell'Adige. Non si parla di autostrada ma la Serenissima che ha bisogno della Valdastico per il rinnovo della concessione continua a perseguire il vecchio progetto.

 

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A22 e Valdastico. Il paradosso
Una manifestazione dei sindaci e comunità contro la PiRuBi

di Roberto Pinter

(16 gennaio 2016) Il rinnovo della concessione all'A22 è una buona notizia, perché lascia alle Istituzioni dell'Autonomia il controllo di una importante infrastruttura, e del suo impatto sul territorio, nonché il controllo delle risorse economiche che comunque ne derivano. Che l'A22 si trasformi in una società interamente pubblica è un'altra notizia positiva dopo una stagione all'insegna delle privatizzazioni come scelta spacciata come l'unica per garantire efficienza e modernizzazione. Ma c'è una terza notizia ed è che la sottoscrizione giunge prima di definire quale sarà il futuro del progetto della Valdastico ed è una buona notizia per chi ritiene che una qualche subordinazione del rinnovo all'impegno per il completamento della Valdastico verosimilmente ci sia o ci sia stata.

Trent'anni fa ho fatto la mia prima conferenza stampa, insieme ad esponenti veneti del mio partito, all'uscita del casello di Piovene Rocchette per denunciare il rinnovato progetto di completamento e devo dire che il tempo sebbene sembra trascorso invano date le dichiarazioni del presidente della Regione Veneto, in realtà oltre a non concretizzare il progetto ha permesso di maturare alcune cose.

Progetto integrato di sviluppo e tutela per il Lagorai. Forum iniziale
Lagorai, lago delle buse
L’Unione europea ha approvato nel luglio 2012 un importante progetto LIFE+ Natura denominato T.E.N. (Trentino Ecological Network), coordinato dalla Provincia con il partenariato del Museo delle Scienze di Trento, che modifica l’approccio alla gestione di Natura 2000 in Trentino ed è finalizzato alla definizione della Rete Ecologica Provinciale, prevedendo una forte interazione con il comparto agricolo e turistico. La capacità di conciliare le esigenze connesse alla tutela di specie e habitat con lo sviluppo socio-economico della società rappresenta certamente una delle sfide più impegnative ma anche più stimolanti che attendono la Rete NATURA 2000.

 

Il tramonto dell’Autonomia trentina?
L\'immagine scelta dal presidente della PAT per celebrare la giornata dell\'autonomia

 

Questo intervento del presidente dell'associazione "territoriali#europei" è apparso oggi sul "Trentino"

di Alessandro Dalla Torre

(4 settembre 2015) La giornata dell’Autonomia è uno di quegli eventi inevitabilmente destinati ad essere issati sul pennone più alto della retorica politico-istituzionale. Da quell’altezza, assecondando il verso in cui dirige la brezza della storia, sventolerà dunque indifferente le sue buone ragioni. Ci saranno, poi, quanti si limiteranno a guardare a quella bandiera e quanti invece guarderanno anche al verso in cui dirige quella brezza. Si sa: spesso le bandiere, in genere tutte le bandiere, tendono ad illudere, mentre la storia – se la si vuole veramente intendere – difficilmente si presta a questo gioco.

 

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Il Trentino come terra solidale. Fino a prova contraria.
Foto di Francesco Romoli

di Federico Zappini

(24 settembre 2015) Come formula giustificativa – quando avviene qualcosa di spiacevole in Trentino, soprattutto se di stampo razzista e discriminatorio – le istituzioni ripetono in automatico: “Questa è terra storicamente sensibile, accogliente e solidale”. Peccato che il curriculum vitae di una comunità – anche qualora fosse effettivamente immacolato – non ci garantisce per il presente, figurarsi per il futuro. Verrebbe da dire – per comprendere l’impossibilità di descrivere con precisione le traiettorie dell’agire umano – “sono certo di non aver ucciso nessuno, fino a questo momento…”. Questa frase dovremmo ricordarcela tutti quando ci scandalizziamo di fronte all’accusa che anche il territorio trentino sia vittima di un generale imbarbarimento nei rapporti interpersonali e di una crescente insofferenza nei confronti del diverso.

 

Gli uomini che volevano bucare le montagne
ipotesi pirubi

GLI UOMINI CHE VOLEVANO BUCARE LE MONTAGNE


Dopo più di quarant’anni si torna a parlare dell’autostrada A31 Valdastico.
Che cosa pensare e, soprattutto, che cosa fare?
Un’occasione per capire di cosa si parla e come ciò ha a che fare con il nostro futuro.

Incontro pubblico con
DARIO ZAMPIERI (Dipartimento di geoscienze Università di Padova): Progettare negando la geologia nel paese del Vajont e di Stava
ROBERTO ANTOLINI (giornalista di “Questotrenti-no”): A4 e A31: l’intreccio degli interessi
EMANUELE CURZEL (consigliere CdV Alta Valsugana): A31 e Valsugana. Dati e “interpretazioni”

Caldonazzo, ex Caseificio (viale Stazione)
Lunedì 17 agosto, ore 20.45
Organizza: comitato di Caldonazzo contro l’A31 Valdastico

Stava. Trent'anni e un giorno.
Stava, prima della tragedia

Tempi interessanti (21)

(20 luglio 2015) Non amo gli anniversari, vi vedo troppa retorica e ipocrisia. Non mi piace l'idea che il ricordo sia richiamato di tanto in tanto anziché diventare insegnamento permanente. Sono stufo di sentire espressioni come “mai più” o “per non dimenticare” che suonano vuote e che io stesso ho usato in passato, perché ogni volta che le ho pronunciate poi ho dovuto prendere atto di quanto fossero rituali e lontane dalla realtà. Perché dalla storia non si impara quasi nulla. Perché la ritualità ha il sopravvento sull'elaborazione. Perché non solo si dimentica ma si rimuove tutto ciò che chiama in causa le nostre stesse responsabilità (falsa coscienza). Perché nella ricerca delle responsabilità si tende ad affrontare solo il tema della colpa criminale, lasciando inesplorata la colpa politica e quella morale.

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