"... avevo scoperto l'abisso della rassegnazione, la virtù del distacco, il piacere del pensare pulito, l'ebbrezza della creazione politica, il fremito dell'apparire delle cose impossibili..." Altiero Spinelli

Appuntamenti

Una libreria accogliente e viva

mercoledì, 25 luglio 2018 ore 19:00

Duepunti

Domani per la prima volta avremo le chiavi della libreria in mano e potremo cominciare a muoverci in autonomia nello spazio. Non lo vogliamo fare da soli, ma aprendo le porte a tutti coloro potranno aiutarci nel pensare e dare forma a un libreria accogliente e viva.

Ci vediamo presto...se siamo tanti ci stringiamo!
Elisa e Federico



Mercoledì 25 luglio, ore 19.00

libreria due punti | Via S.Martino, 78 - Trento

Una libreria può essere un luogo che unisce, mette in comune, moltiplica le energie e le potenzialità di ognuno. Anche quelle dei librai che - dopo aver smaltito le quotidiane incombenze organizzative e aver garantito l'apertura e la cura dello spazio - puntano ad arricchire la proposta progettuale della libreria stessa e dialogare con il quartiere e la città che le si muovono intorno.

Fare insieme è l'attitudine che due punti vuole coltivare con costanza, anche prima della sua apertura prevista per settembre 2018. Fare insieme è allo stesso tempo grande opportunità - per essere davvero ibridi e ricchi nel nostro proporci - e un'esigenza, lì dove la comunità che si riconosce nella libreria ne diventa immediatamente il più grande patrimonio e valore aggiunto, sia in termini di sostenibilità che di generatività.

Trento, Via San Martino 78

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Balcani. Una sfera di cristallo sulla postmodernità

venerdì, 10 agosto 2018 ore 07:00

1993, il bombardamento del Vecchio

Nono itinerario del "Viaggio nella solitudine della politica".

10 agosto - 16 agosto 2018

Fra qualche giorno il programma definitivo.

Trento, Zugliano, Trieste, Jasenovac, Dubica, Prijedor, Travnik, Sarajevo, Mostar, Srebrenica, Belgrado, Osijek, Varazdin

Bosnia Erzegovina. Viaggio nel cuore dei Balcani

sabato, 8 settembre 2018 ore 07:00

Dopoguerra bosniaco

Progetto formativo per insegnanti e non solo

8 – 14 settembre 2018

 

Nonostante il nuovo secolo sia ormai inoltrato, siamo ancora nell'incubo del Novecento. L'Europa è di nuovo attraversata dal vento del nazionalismo, nelle sue forme più tradizionali del predominio etnico/religioso come in quello più subdolo dello scontro di civiltà.

Alla condizione di insicurezza che la globalizzazione porta con sé e al venir meno delle tutele seppure diseguali che il welfare state aveva assicurato nel secondo dopoguerra, la risposta sembra essere quel chiudersi a difesa di quel che si ha e di quel che si è, come se il diritto alla vita e alla dignità fosse prerogativa di qualcuno in sottrazione verso il prossimo, come se le identità non fossero l'esito dell'incontro fra diversità in un continuo divenire.

Razze che non esistono e religioni usate come pretesti per riproporre il grande imbroglio della guerra e della discriminazione, per nascondere interessi criminali e logiche di dominio.

“Prima noi” si urla nelle piazze e nei luoghi dove si coltiva il rancore, così come un tempo si gridava “Deutschland über alles” o si cantava “Faccetta nera” nel rivendicare il proprio dominio imperiale, a testimonianza di quanto poco si sia imparato dalla storia.

Eppure bastava cogliere i segni del tempo. Quanto è accaduto dall'altra parte del mare Adriatico nell'ultimo decennio del Novecento ci avrebbe potuto aiutare a comprendere quel che si stava addensando nel cuore della vecchia Europa, ma si è preferito affidarsi agli stereotipi e far prevalere l'ipocrisia.

Eppure, a saper vedere, i Balcani rappresentavano un efficace kaleidoscopio sul nostro tempo, una sfera di cristallo che ci poteva aiutare a cogliere per tempo il carattere postmoderno di quella spaventosa sperimentazione sociale fatta di deregolazione estrema e di giganteschi affari criminali.

Vicende che rappresentano un buco nero, un vuoto di elaborazione in fondo non dissimile rispetto alla rimozione seguita alle tragedie che hanno segnato il secolo degli assassini e delle quali il rinascente razzismo non è che l'onda lunga.

E' proprio a partire dalla necessità di elaborare il passato e tenere viva la memoria che nasce questa proposta di viaggio (nel suo svolgersi come nella sua preparazione) nell'intento di colmare – attraverso i luoghi, il racconto e le testimonianze – quel vuoto e di fornire gli strumenti di conoscenza che ci aiutino a leggere ed abitare il presente.

Lo faremo negli incontri formativi e restitutivi, ma soprattutto andando nei luoghi dai nomi pressoché sconosciuti (Omarska, Trnopolje, Srebrenica, Vukovar...) dove dopo mezzo secolo dalla fine della seconda guerra mondiale sono riapparsi i campi di concentramento, i pogrom, le pulizie etniche, i genocidi... in città tenute per quattro anni sotto assedio o bombardate con le armi intelligenti all'uranio impoverito, lungo le strade dove hanno perso la vita i volontari che non si erano girati dall'altra parte...

E infine, rendendo omaggio a quelle persone (intellettuali o persone qualsiasi non importa) che hanno cercato, malgrado la barbarie ed il cinismo dominanti, con il proprio comportamento e con le proprie parole, di mantenere la propria umanità.

Modena

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