"... avevo scoperto l'abisso della rassegnazione, la virtù del distacco, il piacere del pensare pulito, l'ebbrezza della creazione politica, il fremito dell'apparire delle cose impossibili..." Altiero Spinelli

Europa e Mediterraneo

24 maggio, la Spagna al voto: prova del nove per Podemos
Guernica

 

di Steven Forti *

(18 maggio 2015)  Il prossimo 24 maggio si terranno le elezioni amministrative in Spagna. Si voterà in tutti i comuni e in tredici regioni su diciassette. La situazione è di grande incertezza e, come si è visto negli ultimi mesi, il panorama politico è in continuo cambiamento, rendendo difficilissime le analisi sul lungo periodo. Le domande aperte sono dunque, in questo momento, molte più delle risposte che si possono dare.

Gli ultimi sondaggi

L’ultimo sondaggio del Centro de Investigaciones Sociológicas (CIS) realizzato a metà del mese di aprile ci presenta, per l’intera geografia spagnola, una situazione molto complessa. Podemos retrocede parecchio, passando dal secondo al terzo posto con il 16,5% dei voti (a gennaio aveva il 23,9%), e il bipartitismo pare tenere più del previsto, anche se non è più ai livelli del passato, quando sommava oltre l’80% dei voti: il Partito Popolare (PP) è dato infatti al 25,6% e il Partido Socialista (PSOE) al 24,3%. Entrambi perdono molti elettori, soprattutto il PP che nel 2011 aveva ottenuto il suo miglior risultato nella storia della Spagna democratica, sia nelle politiche generali di novembre sia nelle comunali e nelle regionali di maggio, con l’occupazione delle piazze e l’esplosione del movimento degli indignados.

Rajoy si sta giocando molto e le tensioni sono notevoli nella destra spagnola. Il PSOE ha salvato il salvabile dopo la forte crisi dello scorso biennio – alle europee del 2014 aveva ottenuto il peggior risultato della sua storia post franchista –, anche grazie alla vittoria nelle regionali andaluse del 22 marzo scorso. L’altra novità è l’entrata in scena di Ciudadanos, partito di centro-destra, che, secondo il CIS, otterrebbe il 13,8% dei voti (a gennaio era dato solo al 3,1%), piazzandosi stabilmente al quarto posto. Si indebolisce notevolmente Izquierda Unida (IU) data al 4,8% – è necessario il 5% per entrare in Parlamento – e scompare Unión Progreso y Democracia (UPyD) dell’ex socialista Rosa Díez data all’1,9%, in processo di disgregazione per l’affermarsi di Ciudadanos.

9 maggio, la metafora di un'Europa che nasce fuori di sé
Europa nella mitologia

Quando la principessa Europa fu rapita da Zeus trasformatosi in toro, suo padre Agenore, re di Tiro in Fenicia, mandò i suoi tre figli maschi alla ricerca della sorella perduta. Uno di essi, Cadmo, fece vela verso Rodi, sbarcò in Tracia e vagò per le terre che in seguito avrebbero preso il nome della sua sventurata sorella. Giunto a Delfi, chiese all'oracolo dove si trovasse Europa. Su quel punto la Pizia, fedele alle sue abitudini, si mostrò evasiva, ma fece il favore di regalare a Cadmo un consiglio pratico: "Non la troverai. Prendi invece una vacca: la seguirai pungolandola, ma non lasciarla mai riposare. Nel punto in cui cadrà a terra sfinita, costruisci una città"...

Un Forum delle città e della società civile del Mediterraneo. L'appello di Messina
Un momento della Conferenza

(10 giugno 2015) A conclusione di quattro giorni di celebrazioni, confronti e sessioni di lavoro nell'ambito della manifestazione intitolata "Messina, Europa, Mediterraneo" svoltasi nella città dello stretto per ricordare il sessantesimo anniversario della Conferenza di Messina ed alla quale hanno partecipato delegazioni provenienti da paesi delle diverse sponde del Mediterraneo, il presidente del Senato Pietro Grasso e il presidente della Commissione Esteri del Senato Pierferdinando Casini, è stato approvato un documento indicato come "Appello di Messina 2015" che potete trovare in allegato. Nei prossimi giorni potrete leggere anche il mio intervento nella Conferenza.

A Trento, la rete Terra Madre Balcani e i percorsi di turismo responsabile lungo le vie dei sapori nel Sud-Est Europa
Blagaj (Bosnia Erzegovina)

 

La Condotta di Trento di Slow Food e l'associazione Viaggiare i Balcani presentano il 16 aprile 2015 a Trento la rete di Terra Madre Balcani e i percorsi del turismo responsabile. L'incontro di Trento segue quelli che in questi giorni si son svolti a Cinisello Balsamo (Milano), Scandicci (Firenze), Biella (15 aprile) e precede quello di Trieste che si svolgerà venerdì 17 aprile con Paolo Rumiz e Michele Nardelli.

Da anni la rete di Slow Food nei Balcani collabora con l’associazione “Viaggiare i Balcani” di Trento (www.viaggiareibalcani.it), per promuovere attraverso percorsi di turismo responsabile le tante comunità del cibo della regione. Nel corso degli anni, sono molte le comunità del cibo di terra Madre ad essere state incluse in questi percorsi turistici. Viceversa, molte delle comunità coinvolte nella rete di Viaggiare i Balcani sono diventate nodi attivi della rete di terra Madre Balcani. Un esempio è il Presidio Slow Food della rakija (grappa) di prugne crvena ranka di Gledić (Serbia) dove anche “Viaggiare i Balcani” opera da tempo in progetti di cooperazione comunitaria e turismo responsabile.

Dal 2011, Viaggiare i Balcani ha ideato, con il supporto di Slow Food, una serie di percorsi gastronomici in Bosnia-Erzegovina, Serbia ed Albania con l’obiettivo di valorizzare la straordinaria diversità di questa regione, che purtroppo rischia di scomparire nel giro di qualche generazione e in alcuni casi nel giro di pochi anni. Il turismo responsabile può essere un’ulteriore modalità per non abbandonare questi cibi e prodotti a un probabile destino di estinzione, infondendo fiducia e autostima nelle comunità locali in ciò stimolate a portare avanti le proprie tradizioni.

La vite oltre il Danubio
Il Castello di Praga

 

Viaggio alla scoperta delle ricchezze enogastronomiche di Boemia e Moravia

 

Serata di promozione del viaggio del turismo responsabile promosso da Imperial Wines e Viaggiare i Balcani. Partecipano Tommaso Iori (Imperial Wines) e Michele Nardelli (Viaggiare i Balcani)

 

Regno di Boemia, Grande Moravia, Cecoslovacchia, Protettorato di Boemia e Moravia, Repubblica Socialista Cecoslovacca, Repubblica Ceca … dietro ai tanti nomi che nel corso della storia li hanno definiti, di qua e di là dei confini che li hanno uniti e divisi, troviamo territori magici tutti da scoprire. Non solo Praga e il suo Castello: tra vigneti e campi di grano, grandi cittadine e piccoli borghi, castelli e cantine, possiamo trovare secoli di storia che si sono sedimentati in paesaggi rurali e urbani bellissimi e ancora poco conosciuti. Un viaggio nel fascino discreto della Mitteleuropa, oltre il Danubio, seguendo itinerari non convenzionali.

http://www.viaggiareibalcani.it/uploaded/proposte-viaggi/2015/Moravia/Moravia_giugno_2015.pdf

 

La vite oltre il Danubio
Il vigneto di San Venceslao. Foto © Imperial Wines

 

Viaggio alla scoperta delle ricchezze enogastronomiche di Boemia e Moravia. Dal 2 al 7 giugno.

 

Il viaggio verrà presentato a Trento giovedì 9 aprile 2015 (ore 18.30, Café de la Paix) anche attraverso la degustazione di vini della Moravia (incontro annullato)

 

Regno di Boemia, Grande Moravia, Cecoslovacchia, Protettorato di Boemia e Moravia, Repubblica Socialista Cecoslovacca, Repubblica Ceca … dietro ai tanti nomi che nel corso della storia li hanno definiti, di qua e di là dei confini che li hanno uniti e divisi, troviamo territori magici tutti da scoprire. Non solo Praga e il suo Castello: tra vigneti e campi di grano, grandi cittadine e piccoli borghi, castelli e cantine, possiamo trovare secoli di storia che si sono sedimentati in paesaggi rurali e urbani bellissimi e ancora poco conosciuti. Un viaggio nel fascino discreto della Mitteleuropa, oltre il Danubio, seguendo itinerari non convenzionali.

 

“La vite oltre il Danubio” è un viaggio ideato dall’associazione Imperial Wines (www.imperialwines.org) ed organizzato da Viaggiare i Balcani (www.viaggiareibalcani.it) in collaborazione con Alterna Tours (www.alterna-tours.com)

 

Parliamo di noi, di quel che siamo
Il Mediterraneo nel tempo del Sabir

E' il tema dell'attraversamento il centro dell'intervento di Michele Nardelli in occasione della presentazione, venerdì scorso, a Trieste della rete di Terra Madre Balcani e dei viaggi del turismo responsabile nell'Europa di mezzo. Parole che invocano un cambio di pensiero, anche di fronte alle ormai quotidiane tragedie del mare.

di Michele Nardelli

Di che cosa stiamo parlando? Parliamo di Europa, anzi del cuore dell'Europa. E dunque di noi.

C'è un passaggio particolare che mi ha colpito nell'ultimo libro di Paolo Rumiz “Come cavalli che dormono in piedi”. Scrive Rumiz: «...Vado in treno, naturalmente, perché il viaggio è sogno, e io covo una nostalgia insana del vecchio Orient Express e del train de nuit Lubiana-Mosca dal samovar fumante in fondo al corridoio. Parto per maledire lo squallore dell'oggi, perché persino durante la Guerra fredda andare ad est era più facile e la rete di ferro tagliava fiumi foreste e montagne meglio che in questi tempi ipocriti in cui, nonostante i proclami, c'è meno Europa di cento anni fa».

Sì, meno Europa di cent'anni fa. Perché nonostante le istituzioni, le regole, la velocità nelle comunicazioni, nella cultura (o semplicemente nel sentire) delle persone siamo ancora immersi nel delirio degli stati nazione.

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