"... avevo scoperto l'abisso della rassegnazione, la virtù del distacco, il piacere del pensare pulito, l'ebbrezza della creazione politica, il fremito dell'apparire delle cose impossibili..." Altiero Spinelli

Pace e diritti umani

25 aprile. Arena di Pace e Disarmo
Iniziativa del Forum contro gli F35

Il 25 aprile 2014 si svolge a Verona "Arena di Pace e Disarmo". Sarà una giornata di impegno e di festa, con tante testimonianze di pace e musica, promossa da un appello che ha raccolto migliaia di adesioni. Nelle intenzioni, l'Arena vuole essere l'inizio di un percorso comune, con il lancio della campagna per il disarmo e la difesa civile.

Decine di eventi, realizzati in molte città, stanno valorizzando il percorso "verso l'Arena di pace". Il programma della giornata è denso, con tanti ospiti. Dalle ore 12 in piazza Bra, inaugurazione e animazione. Dalle ore 14 interventi, testimonianze, musica, fino a sera.

Che vi sia il bisogno di far sentire la voce della pace contro le spese militari e il programma di acquisto degli F35 non ho dubbi, anche se dobbiamo dirci in tutta onestà che in questi anni l'impegno contro le spese militari ha registrato un forte isolamento politico. Ne è un esempio il fatto che la nostra Regione è stata una delle poche ad esprimersi contro i nuovi cacciabombardieri.

F 35: ancora acquisti senza avvisi
guerre umanitarie

Altri milioni buttati per il caccia dello spreco

Nonostante la discussione in corso in Parlamento e presso l’opinione pubblica il Ministero della Difesa prosegue nella sua marcia di acquisizione dei caccia F-35, addirittura confermando contratti sul lotto numero 9 (da definirsi solo nel 2015). Tutto questo mentre il Governo Renzi sembrava sul punto di ripensare il programma e il Documento presentato dal PD chiedeva una sospensione dei contratti.

(28 marzo 2014) Per “Taglia le ali alle armi” si tratta di un comportamento inaccettabile e che dimostra come le pressioni di chi vuole mantenere alte le spese militari scavalchino qualsiasi sensata considerazione sui caccia F-35.

Afghanistan: ieri, oggi, domani
1989, l\'armata rossa lascia l\'Afghanistan

Nella cornice della Sala Aurora di Palazzo Trentini, a Trento, il Cantiere Afghanistan 2014 propone un confronto dal titolo: Afghanistan: ieri, oggi, domani…

l'uscita delle truppe internazionali, le difficoltà economiche. Afghanistan è il momento di elaborare il passato, prendere in mano il presente e immaginare il futuro.

Ne parliamo con Michele Nardelli, Felicetta Ferraro (Casa Editrice Ponte33) e Bashir Ahang (giornalista).

Durante la serata verrà presentato un video realizzato in Afghanistan da Andrea Bernardi (corrispondente Unimondo).

 

Buona giornata popolo Rom
La bandiera dei rom al Colle di Miravalle
“Bahtalo romano dives” significa “buona giornata del popolo rom”. L'8 aprile si celebra la Giornata internazionale di rom e sinti.

L’8 aprile 1971 a Londra si svolse il primo congresso mondiale dei rom. In quell’occasione venne fondata l’International romani union (Irm), si scelse come inno “Jelem Jelem”, composto da Janko Jovanovic, e una bandiera a strisce orizzontali, in alto il colore del cielo, l’azzurro, e in basso il colore della terra, il verde. Al centro una ruota di carro rossa.

Non amo le giornate internazionali dedicate a temi di grande valore, ne colgo l'ipocrisia del non farsene carico in ogni frammento del nostro tempo. Ma se a qualcosa possono servire, ad aprire gli occhi di qualcuno sul dolore quotidiano, in questo caso di un popolo senza terra che non ha mai fatto guerra a nessuno, allora ben vengano e quindi "bahtalo romano dives".

 

Khorakhanè *

(a forza di essere vento)

dall'album “Anime Salve” (1996) di Fabrizio De Andrè

http://www.musictory.it/musica/Fabrizio+De+Andrè/Khorakhanè

 

Il cuore rallenta la testa cammina
in quel pozzo di piscio e cemento
a quel campo strappato dal vento
a forza di essere vento

Porto il nome di tutti i battesimi
ogni nome il sigillo di un lasciapassare
per un guado una terra una nuvola un canto
un diamante nascosto nel pane
per un solo dolcissimo umore del sangue
per la stessa ragione del viaggio viaggiare

La scelta
Il manifesto dello spettacolo

Ci sono spettacoli che nascono per intrattenere, spettacoli che nascono per divertire, spettacoli che nascono per emozionare. Questo spettacolo - a noi piace definirlo “documentario in formato teatrale” - nasce unicamente e solo con uno scopo: quello di ricordare, di “fare memoria"

Docenti Senza Frontiere e Trentino con i Balcani, con il patrocinio di Rai Radio Televisione Italiana per il Sociale, Amnesty International, è lieta di invitarti allo spettacolo teatrale

La Scelta

(e tu cosa avresti fatto?)

di Marco Cortesi e Mara Moschini

Ascolterete quattro storie vere. E nell’epoca dei reality, dove tutto è vero e falso allo stesso tempo, dove ti chiedi: «dove inizia il vero e dove finisce il falso»... ecco in quest’epoca il nostro “vero” è un “vero” un po’ speciale, perché sono quattro storie “vere per davvero”! Quattro storie provenienti da uno dei conflitti più drammatici, sanguinosi, assurdi, ma allo stesso tempo più dimenticati che l’essere umano abbia mai combattuto...” I recenti eventi ai confini dell’Europa orientale riportano alla nostra attenzione l’importanza di supportare e promuovere iniziative educative e culturali che sostengano azioni di democrazia, libertà e pace.

vedi trailer

 

Festeggiamenti per il Nowruz
Nowruz
Cantiere Afghanistan 2014

Celebrando il Capodanno Afghano/Persiano, per lasciare per una volta spazio alla cultura, all’arte e alla musica di un paese in guerra da troppo tempo. Festeggeremo proponendo una selezione di musiche, immagini e sapori dall’Afghanistan.

Tagliare le spese militari, finalmente se ne parla.
Le lettere diventate il simbolo della campagna contro l\'acquisto degli F35
(20 marzo 2014) Non è esattamente un cambio di paradigma, ma il fatto che dopo anni nei quali questa sciagurata scelta appariva intoccabile finalmente si metta in discussione il tabù degli F35 (e più in generale delle spese militari) mi sembra un fatto di rilievo.

Qualche crepa si era aperta già qualche mese fa con con la scelta del governo Letta di ridimensionare la commessa dei superbombardieri, portandoli da 131 a 91. Ma, in buona sostanza, il quadro non cambiava, tanto che la lobby militar-industriale ha proseguito nel suo cercare di fare proseliti con la portaerei Cavour a magnificare le sorti dell'industria militare italiana.

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