"... avevo scoperto l'abisso della rassegnazione, la virtù del distacco, il piacere del pensare pulito, l'ebbrezza della creazione politica, il fremito dell'apparire delle cose impossibili..." Altiero Spinelli

L'Italia revochi immediatamente la sospensione dei fondi all'UNRWA

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( 5 febbraio 2024) A poche ore dalla decisione della #CorteInternazionalediGiustizia, che il 26 gennaio ha messo sotto inchiesta Israele per genocidio, gli Stati Uniti - e poi Regno Unito, Canada, Australia, Germania, Italia, Paesi Bassi e Finlandia - hanno sospeso i fondi per l’#Unrwa, l’agenzia Onu per l rifugiat palestinesi.

Non è una coincidenza. È una vergognosa ritorsione, un’ulteriore punizione collettiva inflitta alla già martoriata popolazione palestinese, che ora più che mai ha bisogno urgente di cibo, medicine, alloggi e altri aiuti - e solo l’Unrwa è in grado di assicurarli, per la capillarità della sua presenza e per il suo mandato.

La decisione di sospendere i finanziamenti all’Unrwa arriva dopo l’accusa che Israele ha rivolto ai 12 dipendenti dell'agenzia, che sarebbero stati coinvolti negli attacchi di Hamas del 7 ottobre.

Indipendentemente dalla veridicità di questa affermazione, 12 individui - peraltro già sospesi dal lavoro - su un totale di 30mila dipendenti (lo 0,04% del totale) dell'agenzia non costituiscono certo una valida ragione per sospendere i fondi all’agenzia. Volendo applicare la stessa logica, sarebbe come decidere di sciogliere un comune italiano, chiudendo anche trasporti pubblici e scuole, a seguito dell'arresto di qualche dipendente comunale.

È palese che Israele abbia cercato, sollevando questo scandalo, di controbilanciare la dura sentenza della Corte Internazionale di Giustizia, di vendicarsi delle Nazioni Unite, e nel contempo di stringere ulteriormente la sua morsa mortale sulla popolazione di Gaza. Ed è inconcepibile e scandaloso che molti paesi occidentali si siano accodati, sospendendo i fondi all’Unrwa: è una decisione che contravviene ai precisi obblighi contenuti nella sentenza della Corte, che impone di “prevenire possibili atti genocidari” anche “consentendo la fornitura di servizi di base e assistenza umanitaria”.

Dal 7 ottobre oltre 26mila palestinesi sono stat uccis a Gaza e altre migliaia sono dispers sotto le macerie, mentre molte altre persone sono morte e stanno morendo per fame e malattie dopo che Israele ha imposto un assedio totale sul territorio.

La sospensione dei principali finanziatori (gli Stati Uniti costituiscono 1/3 dei fondi) avrà conseguenze devastanti sui 2 milioni di palestinesi che l’Unrwa assiste ogni giorno. È una catastrofe nella catastrofe che ha delle precise responsabilità, compresa l’Italia.

#Arci e Arcs Culture Solidali chiedono al Governo italiano di rivedere immediatamente la sua decisione, rispettando così come è doveroso e obbligatorio per tutti gli Stati membri una sentenza della Corte dell’Onu.

www.arci.it

 

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