"... avevo scoperto l'abisso della rassegnazione, la virtù del distacco, il piacere del pensare pulito, l'ebbrezza della creazione politica, il fremito dell'apparire delle cose impossibili..." Altiero Spinelli

Viaggi

Questione meridionale o pensiero meridiano?
Calitri. Foto di Mauro Arnese

Interrogativi e riflessioni intorno al viaggio nelle “terre dell'osso” (maggio – giugno 2018)

di Michele Nardelli *

Nel corso del viaggio nelle “terre dell'osso”1 si è fatta largo nei miei (nostri) pensieri una domanda che è divenuta ancor più assillante dopo essere ritornati nelle asprezze di un profondo nord dove la natura non si può certo dire sia meno ostile rispetto a quella che abbiamo attraversato nel nostro itinerario fra Sannio, Irpinia e Lucania.

La domanda è la seguente: esiste (ed è mai esistita) una questione meridionale?

So bene quanto questo interrogativo possa essere insidioso, dopo che alcune delle menti più fervide del Novecento, da Gaetano Salvemini ad Antonio Gramsci, hanno fatto di tale “quistione” uno dei temi cruciali del loro agire politico.

Ma è proprio il cambio di sguardo che si propone questo nostro “Viaggio nella solitudine della politica”2, nel suo interrogarsi sui fondamentali, ad indurci domande cruciali che investono il presente, ovvero l'esito di quei paradigmi che hanno segnato il Novecento e con i quali ancora non abbiamo fatto i conti.

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Voci e sguardi fuori campo
Il ponte di Annibale

Diario di vaggio nelle "terre dell'osso".

30 maggio – 3 giugno 2018

 

di Micaela Bertoldi

 

 

Terre alte del Mezzogiorno

- Dove si situano queste terre che ci fanno sentire simili, dato che sappiamo di appartenere alle Terre alte dell’arco alpino? – mi domando. Andremo alla riscoperta di fratellanze montagnarde, dovute a secoli di vite solitarie in paesi di montagna, assai diversi per forma e condizioni, lingue, usanze e cultura.

- Forse è meglio ripescare nei libri di scuola qualche notizia: per avere consapevolezza delle distanze – nel tempo e nella geografia – in modo da poter entrare in punta di piedi in luoghi degni di ogni reverente attenzione.1

Regioni e cenni storici

La più antica ripartizione del territorio italiano risale all’imperatore romano Augusto quando, circa duemila anni fa, ripartì la penisola in undici regioni (più tre subregioni) situate nella parte continentale, e due province, la Sicilia e la Sardegna, amministrate a parte perché considerate “non romane”.

Le regioni erano numerate da I a XI, partendo ovviamente da Roma. Quindi Latium et Campania, I; Apulia et Calabria, II; Lucania et Bruttium, III; Samnium, IV; Picenum, V; Umbria, VI; Etruria, VII; Aemilia, VIII; Luguria, IX; Venetia, X; Transapadana, XI. 

L'intellettuale europeo e l'orologiaio catalano (1)
Cimitero Zagabria, l'ultima dimora di Predrag

 

 

Quello che segue è il primo di una serie di racconti brevi che prendono spunto dal percorso formativo “Ex Jugoslavia, una guerra postmoderna. Viaggio nel cuore dell'Europa” realizzato nel settembre scorso dall'Istituto storico di Modena e che ho avuto il piacere di accompagnare.

 

di Michele Nardelli

 

«Ho conosciuto ad Alessandria un Catalano,

di mestiere orologiaio,

che tentava di ricostruire,

sulla base dell'esiguo numero di dati a disposizione,

il catalogo della devastata biblioteca di quella città,

la più grande dell'antichità...»

 

Predrag Matvejevic,

Breviario Mediterraneo

 

Scrive Claudio Magris che Predrag Matvejevic – nella sua ricerca filologica sul Mediterraneo – aveva qualcosa in comune con quell'orologiaio catalano che non desisteva dalla sua impresa malgrado il carattere impossibile del suo proponimento. Predrag era così, un cuore mite che “viveva pericolosamente”, perché questo era il suo modo di stare al mondo..

Nelle terre dell'osso. Immagini.
Nel luogo dove sorgeva la Taverna Jacobelli a san Lupo, dove prese il via l'insurrezione del Matese guidata da Carlo Cafiero e Errico Malatesta

Dopo il prezioso diario di viaggio che ci ha proposto nei giorni scorsi Micaela Bertoldi (http://www.michelenardelli.it/commenti.php?id=4126), un nuovo capitolo dell'ottavo itinerario del "Viaggio nella solitudine della politica" dedicato alle terre alte del Mezzogiorno - fra Sannio, Irpinia e Lucania - ci viene proposto da Razi Mohebi e Soheila Javaheri con le suggestioni di un "corto" che ci riporta a quei giorni intensi. Seguirà a breve una riflessione sulla "questione meridionale" e su quel cambio di sguardo che, un secolo dopo Gramsci e Salvemini, il Mezzogiorno si meriterebbe.

Il corto lo potete vedere qui: https://youtu.be/KFssLz63N4I

Il paese dei coppoloni
La prima di copertina del libro

Vinicio Capossela

Il paese dei coppoloni

Faltrinelli, 2015

 

I racconti di Vinicio sulle "terre dell'osso" sono la colonna sonora del nuovo itinerario del "Viaggio nella solitudine della politica" che dal 30 maggio al 3 giugno - grazie al prezioso lavoro di tessitura dell'amico Guido Lavorgna - attraverserà il Sannio, l'Irpinia e la Lucania. Il programma è davvero molto stimolante http://www.michelenardelli.it/commenti.php?id=4106 e così i compagni di viaggio. Non vedo l'ora di immergermi in queste terre e fra le persone che incontreremo, certo che ne verrà molto tanto sul piano della storia dei luoghi, quanto su questo tempo interdipendente che fa svanire le distanze. Qualche ora di sonno e poi via.

Nelle terre dell'osso. Un nuovo itinerario nell'ambito del Viaggio nella solitudine della politica
Irpinia, 1980

Dal 30 maggio al 3 giugno 2018 nelle «terre dell’osso», alla ricerca di suoni che diano speranza al Mezzogiorno.

Siamo giunti così all'ottava puntata di questo nostro "Viaggio nella solitudine della politica". Prenderà il via da L'Aquila il prossimo 30 maggio e ci porterà nei giorni successivi in quelle che Vinicio Capossela, nel suo "Il paese dei coppoloni", chiama le «terre dell’osso». Attraverso il Sannio, l'Irpinia e la Lucania per cinque giorni incontreremo le persone, le storie di vita, le riflessioni e le esperienze che cercano di dare speranza alle terre di mezzo di un Mezzogiorno profondo e vero ma anche spremuto, svuotato e vilipeso nel nome di un progresso senza futuro.

Il programma: http://www.michelenardelli.it/commenti.php?id=4106

Nelle «terre dell’osso»
Borghi abbandonati. Conza.

L'itinerario n.8 del "Viaggio nella solitudine della politica" ci porta dal 30 maggio al 3 giugno nelle «terre dell’osso», alla ricerca di suoni che diano speranza al Mezzogiorno.

Siamo giunti così all'ottava puntata di questo nostro "Viaggio nella solitudine della politica". Prenderà il via da L'Aquila il prossimo 30 maggio e ci porterà nei giorni successivi in quelle che Vinicio Capossela, nel suo "Il paese dei coppoloni", chiama le «terre dell’osso». Attraverso il Sannio, l'Irpinia e la Lucania per cinque giorni incontreremo le persone, le storie di vita, le riflessioni e le esperienze che cercano di dare speranza alle terre di mezzo di un Mezzogiorno profondo e vero ma anche spremuto, svuotato e vilipeso nel nome di un progresso senza futuro.

Per chi fosse interessato e intendesse partecipare può telefonare al 347 4098578 (Michele). Qualche posto sul nostro pulmino ancora c'è e ci si può sempre aggregare con mezzi propri.

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