"... avevo scoperto l'abisso della rassegnazione, la virtù del distacco, il piacere del pensare pulito, l'ebbrezza della creazione politica, il fremito dell'apparire delle cose impossibili..." Altiero Spinelli

Storia

Figlie dell'epoca. Storie di (alcune) donne nella grande guerra
Congresso donne per la pace, 1915

FIGLIE DELL’EPOCA

storie di (alcune) donne nella grande guerra

 

Siamo figli dell’epoca, l’epoca è politica. (…)
Che ti piaccia o no, i tuoi geni hanno un passato politico
la tua pelle una sfumatura politica, i tuoi occhi un aspetto politico.
Ciò di cui parli ha una risonanza, ciò di cui taci ha una valenza (…)

Wislawa Szymborska

 

un progetto di e con Roberta Biagiarelli.

Dramaturg Simona Gonella. Advisor storico Gemma Bigi. Assistente Erica Girolimetti. Realizzazione elementi di scena Dubalcain snc. Produzione La Corte Ospitale – Rubiera (RE) con il sostegno di Babelia&C-progetti culturali, Echidnacultura Associazione Culturale, Mirano (VE), in collaborazione con Istoreco- Reggio Emilia.

Grazie a Bruna Bianchi, Raffaella Podreider, Maria Grazia Suriano, Stefania Azzolina, Paolo Rumiz, Andrea Rossini, Alessandro Scillitani, Elda Guerra 

L’Europa in guerra. Tracce del secolo breve
Aldo Lugli

Inaugurazione della mostra "L’Europa in guerra. Tracce del secolo breve" *

 

«... Hanno come un fervore di fabbrica gli ossari.
Vi si ricevono ordini, ordinazioni eterne. Vi si smista.
All’asilo, certi pazzi-di-guerra, ancora vivi
allevano maiali; traffici con gli ossari...». 

Andrea Zanzotto

 

29 novembre 2014 - 28 febbraio 2015

Magazzino delle idee - TRIESTE

28 marzo - 26 luglio 2015

Castello del Buonconsiglio - TRENTO

 

a cura di Piero Del Giudice

 

* per il catalogo della mostra, un breve saggio di Michele Nardelli "Il Novecento, un secolo che nasce e muore a Sarajevo"

 

Enti promotori

Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, Provincia di Trieste, Provincia Autonoma di Trento, Fondazione Museo storico del Trentino, Umjetnička Galerija Bosnie i Hercegovine (Galleria Nazionale d’Arte, Sarajevo), Kinoteka Bosnie i Hercegovine (Cineteca Nazionale, Sarajevo)

 

L'Europa in guerra. Tracce del secolo breve
Aldo Lugli, una delle opere della mostra

 

Inaugurata ieri a Trieste la mostra di opere che narra la tragedia della prima guerra del Novecento vista dalla parte delle vittime. Sarà a Trento dal 28 marzo al 25 luglio 2015.

 

(30 novembre 2014) Ieri pomeriggio a Trieste è stata inaugurata la mostra "L’Europa in guerra. Tracce del secolo breve" curata da Piero Del Giudice e promossa da una rete di importanti realtà istituzionali e museali (Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, Provincia di Trieste, Provincia Autonoma di Trento, Fondazione Museo storico del Trentino, Umjetnička Galerija Bosnie i Hercegovine - Galleria Nazionale d’Arte, Sarajevo, Kinoteka Bosnie i Hercegovine - Cineteca Nazionale di Sarajevo).

Questa mostra nasce da un'idea di triangolazione fra Trento, Trieste e Sarajevo per raccontare un Novecento attraverso le espressioni artistiche sulla prima guerra mondiale e sull'assedio della città bosniaca. Come presidente del Forum trentino per la Pace e i Diritti Umani mi ero fatto portavoce di questa proposta come un diverso modo di celebrare il centenario sia presso la PAT che presso la Regione Friuli Venezia Giulia, trovando ascolto ma anche silenzi a dir poco imbarazzanti.

 

La Prima Guerra Mondiale alle origini del secolo breve
Sarajevo, 28 giugno 2014. L\'arresto di Gavrilo Prinzip

 

Nell'ambito dell'itinerario di incontri "Tra le pagine del conflitto" promosso dalla Comunità della Vallagarina, Antonio Carioti, giornalista del Corriere della Sera dialoga con Michele Nardelli, già presidente del Forum Trentino per la Pace e i Diritti Umani.

 

Venticinque anni fa
Un\'immagine sul muro di Berlino

(9 novembre 2014) Nella notte del 9 novembre 1989 la mitica Trabant attraversava il muro. Diventò il simbolo della fine di una storia. Nessuno se l'aspettava, almeno in forme così rapide e sconvolgenti. Eppure eravamo lì. No, non eravamo a Berlino in quella notte fra il 9 e il 10 novembre 1989 in cui tutto cambiò, ma eravamo sul pezzo, non rincorrevamo gli avvenimenti. Noi eravamo quegli avvenimenti.

 

Proprio in quelle ore, nelle sale del Centro S.Chiara di Trento, avevamo convocato quello che già nelle nostre intenzioni doveva essere l'ultimo congresso di DP del Trentino. Non era un passaggio qualsiasi, ne avevamo la consapevolezza. Ma non si trattava del colpo di testa di qualcuno, era l'esito di un'elaborazione collettiva e di un confronto maturati nel tempo, quand'anche furono in molti a non condividere quella scelta. Demmo vita a Solidarietà, era il 12 novembre 1989, una domenica d'autunno. Era l'avvio di una sperimentazione originale che negli anni a seguire contribuì a fare di questa nostra terra una positiva anomalia politica.  

 

Storia intima della grande guerra
La copertina del libro

Quinto Antonelli

Storia intima della grande guerra

Lettere, diari e memorie dei soldati al fronte

Donzelli Editore, 2014

 

Con il dvd del film di Enrico Verra "Scemi di guerra"

 

Questo libro non è per noi. Siamo degli intrusi noi che oggi sbirciamo tra le lettere e i diari dei soldati. I loro testi erano infatti parte di una comunicazione intima, chiusa all'interno della cerchia famigliare. Se gli ufficiali colti, quando scrivono alla famiglia, scrivono un po' anche per i posteri, chi scrive queste pagine è per lo più un soldato subalterno (che prima di essere chiamato alla guerra faceva l'operaio, il contadino, l'artigiano), con l'unica ambizione di rivolgersi ai suoi famigliari, per difendere quel ponte comunicativo che il conflitto rischia di interrmpere: «Ti raccomando di scrivermi presto onde potermi rallegrare un poco, perché la mia vita di trincea è peggiore a quella dei nostri porci».

Si tratta di una ricchissima documentazione (che quasi sempre si sttrae alle norme ortografiche e sintattiche, e per questo può sembrare ingovernabile) raccolta presso il Museo storico del Trentino, e a lungo esclusa dal racconto nazionale, in quanto considerata marginale, se non conflittuale: gli autori sono infatti "tutti" gli italiani, anche quelli che un secolo fa erano sudditi dell'Austria: trentini, giuliani, triestini.

Reportage Chernobyl
Chernobyl

Reportage Chernobyl
L'atomo e la vanga. La scienza e la terra

​Le storie non le cerchi, sono loro a trovarti. È  sempre così. Chernobyl è una storia dimenticata. Del destino delle persone che hanno vissuto e subito le conseguenze dell'incidente si sa molto poco. Eppure Chernobyl è una perfetta metafora del mondo che ci circonda, del rapporto spesso perverso che abbiamo con la tecnologia, della disinformazione di cui siamo vittime rispetto ai grandi disastri ambientali, del rapporto bulimico che stringe le società occidentali con l'energia. Ne consumiamo sempre di più, per il soddisfacimento di quelli che riteniamo essere i nostri bisogni inalienabili, trascurando spesso l'impatto che questi hanno sullo stato di salute del pianeta. Ma Chernobyl è soprattutto la lucida realtà del rapporto antico tra l'uomo e la scienza o, per dirla con le parole di uno dei testimoni della tragedia: tra l'atomo e la vanga.

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