"... avevo scoperto l'abisso della rassegnazione, la virtù del distacco, il piacere del pensare pulito, l'ebbrezza della creazione politica, il fremito dell'apparire delle cose impossibili..." Altiero Spinelli

Agricoltura e alimentazione

Contadini di montagna
Agricoltura di montagna
 
 

Anteprima del nuovo documentario di Michele Trentini, "Contadini di Montagna", realizzato con la cura di Imperial Wines e della Comunità della Valle di Cembra.

"Nel contesto di un paesaggio terrazzato tra i più suggestivi dell'arco alpino, coltivato quasi esclusivamente a vigneto, due generazioni di contadini si raccontano.
Se i gesti dell'uomo tra i filari appaiono in parte immutati anche a distanza di decenni, la nuova generazione sembra attribuire maggior significato ai valori della sostenibilità ambientale, della diversificazione colturale e della tutela del paesaggio. Rare immagini d'archivio affiancate a quelle di oggi narrano il lavoro dell'uomo e il ritmo delle stagioni in un territorio impervio ma affascinante, dove malgrado le contraddizioni, le comunità hanno saputo far fronte al rischio dello spopolamento montano."

Il documentario è stato prodotto nell'ambito del Progetto "Talking stones. Il racconto dei paesaggi terrazzati", finanziato dalla Fondazione Caritro, dalla Regione e dal BIM Adige"

Tutela del territorio e valore del cibo
prodotti trentini

I circoli Pd della MARZOLA, MATTARELLO, RAVINA ROMAGNANO vi invitano

 

Sabato 29 Novembre, ore 16.00

“Sala Nichelatti” del Centro Civico di POVO, via Don Dallafior, 5 - POVO all’incontro pubblico

 

TUTELA DEL TERRITORIO E VALORE DEL CIBO:

NEL RISPETTO DI CHI PRODUCE, IN ARMONIA CON CHI CONSUMA

 

L'agricoltura è ancora oggi un settore di notevole importanza per l'economia locale e cittadina. E' elemento di identità di un territorio, fattore di ricchezza e benessere, risposta a consumatori che chiedono sempre più prodotti di qualità e sicurezza alimentare. Ci impegniamo per promuovere anche nella città di Trento un'agricoltura biologica e biodinamica, con una filiera corta che va dal produttore al consumatore e che investe l'educazione alimentare, le scuole, la salute e il turismo.

Sei idee a costo zero per cambiare il paese
Salone del gusto 2014

Dal 23 al 27 ottobre si è svolta a Torino una nuova edizione del Salone internazionale del Gusto - Terra Madre. Quello che segue è l'intervento di Carlo Petrini.

 

di Carlo Petrini

 

(6 novembre 2014) In tanti anni abbiamo visto cambiare il focus del mondo sull’alimentare italiano che prima era su Cibus, che mostrava la potenza di un’industria alimentare prepotente. Ma che è cambiata, anche grazie a noi, e ora le nostre industrie del cibo possono andare nel mondo senza paura di fare brutte figure sul fronte etico, ne hanno guadagnano di prestigio. Con Slow Food, Salone e Terra Madre è cambiato tutto: basta pensare allo spazio del cibo in tv, al fatto che non c’è Comune che non sia orgoglioso di una cipolla, di un peperoncino, di un prodotto che è simbolo di identità, diventa mito. E non si costruisce nessuna forza senza il mito; e il mito, a volte, è anche un prodotto semplice in cui comunità intere vedono il lavoro dei loro padri, il valore di un territorio, e creano il mito che dà forza all’economia. Ha fatto bene il Salone del Gusto a trasformarsi, dal 1996, in modo internazionale: senza essere sciovinisti, accogliendo e mostrando tutte le comunità del cibo del pianeta abbiamo portato il mondo a Torino.

E io vorrei che Expo 2015 a Milano fosse un po’ anche questo: se “se la canta e se la suona” sulla potenza dell’Italia, non va bene. Serve più umiltà: l’Italia accolga il mondo, e non per i suoi prodotti, ma per i suoi contenuti, perché o questa Expo, nei pochi mesi che mancano, si costruisce una vera anima che ancora non ha, o altrimenti avremmo sì i capannoni a posto, ma non riusciremo a passare alla storia.

Vignaioli senza frontiere: si riunisce ad Arco il mondo vitivinicolo mitteleuropeo
Vigneti del Trentino

Il 7 e l’8 giugno la località trentina ospita la mostra mercato dedicata ai vini locali e al rapporto dell’area con la viticoltura di frontiera e i vini di Alto Adige, Moravia, Austria e Friuli Venezia Giulia.

La viticoltura vanta tradizioni secolari e spesso ha contribuito a modificare il territorio e le attitudini di zone particolarmente vocate, imponendosi come cardine di un’economia agricola fatta di storie familiari, competenze, conoscenza dei ritmi naturali. In occasione del Centenario della Grande Guerra, i vignaioli del Trentino si propongono di promuovere il lavoro che ogni giorno svolgono in vigna e in cantina per realizzare vini che siano fedele espressione del territorio.
 
Una figura, quella del vignaiolo, che nel tempo ha costruito e conservato il paesaggio culturale e mantenuto vive le tecniche tradizionali, attualizzandole secondo necessità. La mostra mercato allestita nel Casinò Municipale di Arco permetterà ai visitatori di entrare in contatto diretto con i produttori; sarà inoltre possibile scoprire la cucina tradizionale mitteleuropea e partecipare a degustazioni guidate a cura di AIS Trentino. Presenti in gran numero anche i produttori di Südtirol, Friuli, Austria, Ungheria, Moravia e Slovenia.

Vignaioli senza frontiere | Casinò di Arco, Viale Magnolie, Arco (TN) | 7 e 8 giugno | ingresso 20 euro | www.vignaiolideltrentino.it

Ottavo congresso di Slow Food Italia
I colori della biodiversità

Dal 9 all'11 maggio si svolge a Riva del Garda l'8° congresso di Slow Food Italia. Una delle realtà più vive sul piano culturale, sociale e politico che ha avuto nel corso degli anni un'evoluzone molto positiva a partire dal principio "Buono, Pulito e Giusto" che è diventato l'identità di questa associazione ormai proiettata sul piano internazionale.   

Il Congresso Nazionale è il massimo organismo deliberante di Slow Food Italia e si svolge ogni quattro anni, secondo le norme stabilite dal Consiglio Nazionale, che ne predispone la convocazione.

Al Congresso partecipano tutti i delegati eletti dai soci in ambito territoriale con i criteri di rappresentanza omogenea stabiliti dal Consiglio Nazionale al fine di garantire la partecipazione democratica di tutti i soci alla vita associativa, alle deliberazioni sociali nazionali e all'elezione degli organismi dirigenti. Il Congresso vota a maggioranza dei presenti. Art. 31 dello statuto di Slow Food Italia

Il Congresso Nazionale ha il compito di: a) discutere, definire e approvare le linee di politica associativa e le strategie dell'Associazione; b) approvare eventuali modifiche allo Statuto Nazionale; c) eleggere i membri del Consiglio Nazionale; d) eleggere il Collegio dei Revisori dei Conti; e) eleggere il Consiglio di Indirizzo; f) eleggere il Segretario Nazionale; g) eleggere il Presidente Nazionale. Art. 32 dello statuto di Slow Food Italia

Il congresso in diretta

Non perdetevi il live blogging e seguite l'hashtag #CongressoSF su @slow_food_italy e facebook.com/Italia.slowfood

 

Coltivare la terra, trasformare il paesaggio
Terrazzamenti
La conservazione e la valorizzazione del paesaggio è strettamente connessa alle pratiche agricole sviluppate nel corso della storia e in diverse forme dalle comunità locali. Un’attività agricola e forestale che riconosce nel paesaggio un elemento essenziale delle prospettive di sviluppo richiede scelte di pianificazione appropriate accompagnate da un’attenta riflessione sugli orientamenti e sulle pratiche consolidate. Partendo dagli spunti sollecitati dalla mostra “Terre coltivate – Storia dei paesaggi agrari del Trentino” organizzata dalla Fondazione Museo Storico del Trentino, il seminario “Coltivare la terra, trasformare il paesaggio” intende proporre alcune riflessioni sul tema del rapporto tra agricoltura e paesaggio.

Nutrire il pianeta? La “Carta di Milano” e il cambio di paradigma che non c'è
Insostenibilità

 

di Michele Nardelli

(29 aprile 2015) L'apertura di Expo 2015 ha avuto ieri una prima anticipazione con la presentazione della “Carta di Milano”, l'atto politico più importante dell'esposizione mondiale dedicata al diritto al cibo. Ho letto attentamente la “Carta” e la sensazione che ho provato è contraddittoria, analoga a quella che ho avuto a suo tempo di fronte agli Obiettivi di sviluppo del Millenium1 elaborato dalle Nazioni Unite.

Forse le carte dei diritti internazionali sono un po' sempre così, risultato di mediazioni e compromessi fra punti di vista e interessi differenti. Indicazioni, non certo principi esigibili di un diritto internazionale che c'è solo sulla carta. Ed anche questo dovrebbe diventare oggetto di riflessione se pensiamo alla distanza profonda fra quanto viene declamato e la realtà.

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