"... avevo scoperto l'abisso della rassegnazione, la virtù del distacco, il piacere del pensare pulito, l'ebbrezza della creazione politica, il fremito dell'apparire delle cose impossibili..." Altiero Spinelli

Biblioteca

La nuova ossessione si chiama sicurezza
Insicurezza

di Paolo Ghezzi *

L’ossessione sicurezza. Mondo, Italia, condominio. In una esistenza già iper-tecnologica, iper-garantita, iper-assicurata, ci opprime la necessità psicofisica di sentirci e dirci sicuri.

Michele Nardelli e Mauro Cereghini, che di Balcani e di promozione della cultura di pace ne sanno parecchio, partono dalle false sicurezze della Bosnia 1992 per iniziare il loro viaggio in questa parola che oggi è una delle più abusate sul mercato della politica. Il libro, “Sicurezza”, collana “Parole allo specchio”, edizioni Messaggero Padova, è stato presentato a Trento venerdì scorso 13 luglio.

«Qui non accadrà» dicevano a Sarajevo 26 anni fa, mentre apprestavano le trincee. E gli autori commentano: “Vediamo solo quel che vogliamo vedere. È così anche per l’insicurezza e la paura. Si è diffuso in modo quasi virale, sotto pelle, un sentimento di precarietà esistenziale, come vivessimo una costante minaccia personale e di gruppo. I dati indicano il progressivo calo dei reati in Italia, ma non lo si vede e si continua a chiedere più sicurezza”.

 

Voi sapete. L'indifferenza uccide
La prima di copertina del libro

Un appuntamento di confronto utile a capire cosa sta succedendo (e cosa è già successo) attorno al tema dell'immigrazione.
Un momento per parlarne, fuori dalle bolle - arrabbiate - dei social network.

Libreria due punti presenta

"Voi sapete. L'indifferenza uccide"

Mercoledì 27 giugno 2018, ore 18.00
Cafè de la Paix, Passaggio Teatro Osele, Trento

C’è un confine sottile tra l’”aiutiamoli a casa loro” (con le sue varie sfumature e interpretazioni, tutte sbagliate) e la montante onda di odio nei confronti dei migranti, dentro e fuori il ribollente mondo dei social network. Lo raccontava in maniera esemplare Leonardo Bianchi nel prezioso reportage La gente (ed. Minimum Fax, 2017), tra fake news che si trasformano in fonti circostanziate - e ripetute all'infinito, fino a diventare discorso comune, condiviso - e comunità che si uniscono sulla base della purezza identitaria e esprimono a mezza bocca (o attraverso la voce dei loro politici di riferimento) ipotesi di pulizia etnica.

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L'uomo in rivolta
La copertina del Libro

Albert Camus

L'uomo in rivolta

Bompiani, 1957

 

«L'Europa non è mai stata altrimenti che in questa lotta fra meriggio e mezzanotte».

 

Il saggio di Albert Camus che nel 1951 segna la sua rottura con Jean Paul Sartre e lo storicismo: «Nel suo sforzo maggiore, l'uomo può soltanto proporsi di diminuire aritmeticamente il dolore del mondo». Nel mio percorso di ricerca attorno all'idea di un "pensiero meridiano", un testo che col tempo si rivela sempre più cruciale.

La Banda del Matese
La prima di copertina del libro

Bruno Tomasiello

La Banda del Matese

1876 - 1878

I documenti, le testimonianze, la stampa dell'epoca

Galzerano Editore, 2009

 

«Spinto dagli ideali internazionalisti e fiducioso della "propaganda del fatto", il piccolo gruppo di rivoluzionari, dopo uno scontro a fuoco con i carabinieri a San Lupo, domenica 8 aprile 1877, a Letino e Gallo, sulle montagne del Matese, occupò il Municipio, bruciò gli archivi comunali, distrusse i contatori dei mulini e, in nome della Rivoluzione Sociale, dichiarò decaduto il re Vittorio Emanuele II».

A distanza di 130 anni la ricerca di Bruno Tomasiello fa riemergere dall'oblio episodi e testimonianze archivistiche e giornalistiche, opere e documenti interessantissimi, rendendoli vivi e comprensibili , contribuendo ad una maggiore conoscenza di questo episodio storico, troppo spesso dimenticato dalla storiografia ufficiale, che ha proiettato i piccoli comuni di San Lupo, Letino e Gallo nella storia dell'anarchia e del socialismo italiano e internazionale.

Il paese dei coppoloni
La prima di copertina del libro

Vinicio Capossela

Il paese dei coppoloni

Faltrinelli, 2015

 

I racconti di Vinicio sulle "terre dell'osso" sono la colonna sonora del nuovo itinerario del "Viaggio nella solitudine della politica" che dal 30 maggio al 3 giugno - grazie al prezioso lavoro di tessitura dell'amico Guido Lavorgna - attraverserà il Sannio, l'Irpinia e la Lucania. Il programma è davvero molto stimolante http://www.michelenardelli.it/commenti.php?id=4106 e così i compagni di viaggio. Non vedo l'ora di immergermi in queste terre e fra le persone che incontreremo, certo che ne verrà molto tanto sul piano della storia dei luoghi, quanto su questo tempo interdipendente che fa svanire le distanze. Qualche ora di sonno e poi via.

Bora. Istria, il vento dell'esilio
La prima di copertina del libro

Martedì 8 maggio 2018, alle ore 17.00 presso la Sala degli Affreschi della Biblioteca Comunale a Trento, presentazione del libro "Bora. Istria, il vento dell'esilio" con l'autrice Anna Maria mori e gli interventi di Alessandro Andreatta, Giuseppe Ferrandi e Roberto De Bernardis.

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Mentre gli spettri dell’esilio e dell’intolleranza sembrano incombere nuovamente sull’Europa e sul mondo intero, appare più che mai necessario fare i conti con questa storia e con gli interrogativi che ancora la accompagnano, perché, scrive Guido Crainz nella prefazione, «ci parla anche (e talvolta soprattutto) dell’Italia.

Il sessantotto sequestrato
La prima di copertina del libro

Guido Crainz

Il sessantotto sequestrato

Cecoslovacchia, Polonia, Jugoslavia e dintorni

Saggi di Pavel Kolar, Wlodek Goldkorn, Nicole Janigro, Anna Bravo

Donzelli editore, 2018

 

«... Ma le riflessioni più importanti sulla violenza da parte di ex sessantottini - e ce ne sono di straordinarie - per lo più non contemplano Praga. Mi chiedo se non ci sia un'ombra di imbarazzo nel ricordare che non sono bastati mezzo milione di militari e cinquemila carri armati a spostare di una virgola le nostre politiche di allora - ma credo ci sia anche, come in altri, un fondo di rabbiosa tristezza al pensiero di aver distribuito i voti al dolore. Si può capire su quale spinta, se si pensa alla fotografia della bambina vietnamita bruciata dal napalm che corre a braccia spalancate - ma l'avarizia del cuore punge. Spero che molti ricordino di aver lasciato che la differenza diventasse separazione, e di come è stato facile non rendersene conto.» (dal saggio di Anna Bravo)

Un libro sul '68 fuori dalla retorica e dai luoghi comuni.

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