"... avevo scoperto l'abisso della rassegnazione, la virtù del distacco, il piacere del pensare pulito, l'ebbrezza della creazione politica, il fremito dell'apparire delle cose impossibili..." Altiero Spinelli

Cittadinanza Euromediterranea

19-21 agosto: la Turchia a Moena
La festa al rione turco di Moena

di Francesca Zeni 

Avreste mai immaginato di veder sventolare decine di bandiere turche nel cuore delle Dolomiti? O di cercare assetati una fontana e di trovare, tra i fienili trentini, il busto di un uomo con fez e mustacchi accanto all'acqua che sgorga fresca dalle montagne? A Moena oriente e occidente si mescolano, e ogni estate ne viene ritualmente celebrato l'intreccio. Uno dei quartieri più antichi della città dolomitica prende il nome di "Turchia", e accanto ai tradizionali tabià e agli affreschi con scene di caccia sulle pareti delle case, offre allo sguardo sfondi rossi con la mezzaluna e la stella. Ma non si tratta di cittadini immigrati che celebrano con nostalgia il paese d'origine. Gli abitanti del rione, moenesi da generazioni, affermano con orgoglio di sentirsi "turchi", nonostante i cognomi locali e la parlata ladina.

La lunga rinascita della biblioteca di Sarajevo
L’immagine simbolo della distruzione di Vijećnica è quella del violoncellista Vedran Samjlović, che sublima il momento suonando sulle macerie all\'interno della biblioteca

Intervista a cura di Nicole Corritore (da www.balcanicaucaso.org)

(26 agosto 2011) Nella notte tra il 25 e il 26 agosto 1992 iniziò il bombardamento della biblioteca di Sarajevo. La Viječnica fu distrutta dalle granate incendiarie dell'esercito serbo bosniaco, e migliaia di libri bruciarono nel rogo. Kanita Fočak, architetto sarajevese, testimone di quegli eventi, ricorda la vita, gli amori, la storia di uno dei simboli della città.

Prima

E' importante separare la storia dell'edificio dalla storia della biblioteca stessa. L'edificio della Viječnica (Rathaus, palazzo comunale) è stato costruito negli ultimi anni dell'800 secondo la volontà delle autorità austroungariche. Dopo quasi cinque secoli di dominio ottomano, la popolazione non era molto contenta di avere un altro padrone. Le autorità austroungariche decisero allora di costruire l'edificio per dimostrare la loro potenza e per rendersi amici i musulmani locali scegliendo, secondo la loro opinione, uno stile orientale.

Mediterraneo tra integrazione e conflitto
il logo di cittadinanza euromediterranea

La sezione "Linguaggi" del Festival "Oriente Occidente" presenta

Mediterraneo tra integrazione e conflitto

Nove appuntamenti per lanciare uno sguardo a 360 gradi sul Mediterraneo di oggi e di ieri, ai suoi equilibri, le sue potenzialità e i suoi nodi irrisolti. L'iniziativa è parte integrante del percorso "Cittadinanza Euromediterranea" promossa dal Forum trentino per la Pace e i Diritti Umani.

Sulle rotte di Ulisse
per mare

Oriente Occidente. Incontro di culture

Rovereto, Trento 1-11 settembre 2011 

Sulle rotte di Ulisse. Danze, culture e incroci nel Mediterraneo

Sempre pronto a indagare le forme della danza contemporanea più vivace e innovativa e a farsi punto d'incontro per chi vuole approfondire temi di grande attualità, torna anche quest'anno Oriente Occidente e lo fa dall'1 all'11 settembre con una trentunesima edizione che guarda, attraverso l'arte e la cultura, a quanto sta accadendo nel Mediterraneo. Si intitola "Sulle rotte di Ulisse" - in scena nei teatri di Trento e Rovereto oltre che nelle piazze del centro storico della città lagarina - e prende spunto dall'omaggio al celebre personaggio di Omero per osservare quanto sta accadendo in un'area geografica ora più vitale e in evoluzione che mai.

Libia, una guerra coloniale italiana
guerre coloniali
Inaugurazione di due percorsi espositivi sull'invasione italiana del 1911 proprio mentre l'attualità riporta Tripoli al centro dell'attenzione mondiale. Promossa dal Museo storico della guerra di Rovereto l'iniziativa rientra nell'itinerario "Cittadinanza Euromediterranea" del Forum trentino per la Pace e i Diritti Umani.

Un protocollo d'intesa fra il Trentino e la Palestina sullo sviluppo rurale
Aboud, l\'antica chiesa di Santa Barbara devastata dagli israeliani
Dal 27 giugno al 1 luglio 2011 una delegazione palestinese composta da persone impegnate in vari ambiti dell'agricoltura e del credito sarà in Trentino per perfezionare i rapporti con realtà omologhe del nostro territorio nell'ambito del Protocollo di collaborazione fra la Provincia autonoma di Trento e l'ANP che verrà siglato il 1 luglio, a conclusione della visita, fra il presidente Lorenzo Dellai e il Ministro dell'Agricoltura palestinese Ismail Daiq. 

La Primavera di Damasco
Siria, un\'immagine delle manifestazioni

(23 aprile 2011) Dopo la Tunisia e l'Egitto è il momento della Siria. La primavera araba non sembra conoscere confini, centinaia di migliaia di persone nelle piazze a rivendicare libertà e dignità, ovvero la fine del regime dispotico e corrotto che per decenni hanno tenuto questo paese in una condizione di letargo politico, sociale e culturale.

Uso questo termine non casualmente, perché l'effetto del potere personale degli Assad è stato proprio la progressiva marginalizzazione di un paese come la Siria che, al pari dell'Egitto, rappresenta storicamente uno dei riferimenti più importanti del mondo arabo.

E nel quale - a guardar bene - dieci anni fa la "primavera araba" è nata. Senza rumore, nelle petizioni degli intellettuali, nel riflesso di un giornalismo coraggioso che aveva Beirut come centro motore, nei tentativi di aprire una forte dialettica nel partito Ba'th, nel chiedere la fine dello stato di emergenza, come ci raccontava Samir Kassir nei suoi articoli prima che un attentato metesse a tacere per sempre la sua voce.

Un potere che è arrivato al capolinea e che di fronte alle piazze gremite di gente nel "venerdì santo cristiano e musulmano" prova l'ultimo disperato tentativo di sopravvivere attraverso la repressione. Solo ieri più di ottanta persone sono state assassinate dalle milizie e dai cecchini, in un rituale che abbiamo già visto fallire in Tunisia e in Egitto.

Nei giorni scorsi il regime di Assad ha finalmente decretato la fine dello stato di emergenza. Sulla "Primavera di Damasco" non è affatto calato il sipario.

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