"... avevo scoperto l'abisso della rassegnazione, la virtù del distacco, il piacere del pensare pulito, l'ebbrezza della creazione politica, il fremito dell'apparire delle cose impossibili..." Altiero Spinelli

Editoriali

Turchia, fra realtà e messa in scena
Il simbolo dei lupi grigi nella nottata del 15 luglio

di Michele Nardelli

(17 luglio 2016) Che cosa sta realmente accadendo in Turchia? La mia impressione è che nella notte del 15 luglio sia accaduto qualcosa di strano, fra la realtà e la messa in scena.

Un golpe vero fallito grazie alla mobilitazione popolare? Un colpo di stato organizzato da dilettanti mandati allo sbaraglio, forse mal consigliati? Un golpe finto, per rafforzare il regime e chiudere la partita interna con l'opposizione verso quello stato presidenziale che la Costituzione impedisce ad Erdogan?

Nelle concitate ore notturne quando ancora sembrava che gli insorti avessero la meglio, le cancellerie occidentali, nel loro imbarazzato silenzio, già lasciavano intendere che in fondo la presa del potere da parte dei militari non sarebbe dispiaciuta affatto. Analogo il tono delle principali testate giornalistiche occidentali, ben lungi dal considerare che un putsch militare contro un governo legittimo è sempre e comunque un'azione antidemocratica, in gran parte improntate ai nuovi scenari del dopo Erdogan.

 

Com'è che non riesci più a volare?
Marc Chagall

 

Tempi interessanti (9)

 

(14 febbraio 2015) Colgo una profonda distanza fra la realtà e la sua rappresentazione politica e istituzionale. No, non intendo dire che ci sia un paese legale incapace di rappresentare il paese reale. Anzi, penso che per certi versi lo rappresenti benissimo. La nebbia è bella densa e diffusa, nessuno si può chiamare fuori. E ciò nonostante fa specie che i luoghi che dovrebbero proporsi di alzare lo sguardo volino radenti, incapaci di delineare futuro...

 

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Quel che avrei voluto sentire da Mattarella...
limite

 

Tempi interessanti (8)

 

... Ciò non di meno, credo che l'intelligenza non possa farsi paralizzare dall'aver superato con maestria un passaggio politico che si presentava difficile ed insidioso. Vedo infatti nella rete parole di particolare apprezzamento nei confronti del discorso di Sergio Mattarella al Parlamento, un'interpretazione certamente autentica e sensibile della Costituzione Italiana, ma non voglio nascondere che avrei voluto un'impostazione più connessa a questo difficile passaggio di tempo. ...

 

La moviola
Prima guerra mondiale, partenza dalla stazione di Trento

 

Di nuovo lo sferragliare dei carri armati in Europa. E' lo scorrere della "moviola balcanica" che ancora non abbiamo elaborato. Figuriamoci quella del 1914 di cui celebriamo, senza averne imparato nulla, il centenario. O quella dei campi della morte, mentre rinascono ovunque nuovi fascismi e permangono vecchie rimozioni. Come per l'inferno del gelo, quei gulag sui quali ancora oggi, in Russia e altrove, è ritenuto sconveniente parlare. I fantasmi del Novecento, le immagini di guerra che ci giungono dall'Ucraina, il libro di Paolo Rumiz.

 

Un nuovo ordine da immaginare
Nuoro, Sardegna

 

di Ugo Morelli



(19 febbraio 2015) "L’assurdo è la ragione lucida che accetta i propri limiti”, scrive Albert Camus ne Il mito di Sisifo. A spingere il “sasso” dell’esigenza di rivitalizzazione del pensiero era rivolto l’editoriale di Simone Casalini apparso sul Corriere del Trentino dell’8 febbrai (e che potete trovare in questa home page, ndr). Non abbiamo finora assistito a un dibattito suscitato dal contenuto di quell’articolo in cui pure l’autore si impegnava, esponendosi, a formulare una proposta lucida, essenziale e necessaria.

Il prosciugamento di vitalità e di generatività delle democrazie “come lidi spogliati dalla bassa marea”, è la preoccupazione dell’autore. L’individualizzazione e l’indifferenza nella vita di tutti di noi - anche in realtà come la nostra, dove la partecipazione attiva è stata matrice di importanti passaggi storici, economici e sociali - si sono affermate mentre noi non educavamo alla democrazia, per dirla con Gustavo Zagrebelsky. 

Il fondo del barile
Il fondo del barile

 

di Michele Nardelli

 

(16 febbraio 2015) Quel che sta accadendo nella coalizione di governo e nel PD del Trentino non è che la fotografia di come è ridotta la politica, laddove le ambizioni (e le miserie) personali hanno preso il posto delle idee e della capacità di creazione politica collettiva.

Si potrebbero esaminare tutti i passaggi che ci hanno portati a questa situazione, le responsabilità rispetto alle quali - pur in diversa misura - nessuno si può chiamare fuori, le derive che la cultura plebiscitaria porta con sé.

In questo blog ne abbiamo parlato ampiamente, mettendo in rilievo come l'omologazione al quadro politico nazionale avesse progressivamente sterilizzato l'anomalia trentina, quella capacità di sperimentazione politica e sociale che per almeno due decenni ha fatto diversa questa terra. E che non investe solo la politica, ma l'insieme dei corpi intermedi, nella loro capacità di racconto di un territorio.

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Terra - Patria
Mediterraneo visto dallo spazio

 

Tempi interessanti (7)

 

(1 febbraio 2015) ... Tre buone notizie, dunque. Che ci aiutano a guardare questo passaggio di tempo attenuando l'ombra cupa della paura che serpeggia nella vecchia Europa facendo rinascere fascismi e xenofobia. Ma ancora ben lontani da quel cambio di pensiero che dovrebbe farci uscire dai paradigmi novecenteschi dello sviluppo, dello stato-nazione, della violenza e che potrebbe permetterci di affrontare una nuova avventura, quella comunità di destino terrestre (la “Terra-Patria”) di cui parlava Edgar Morin ancora nel 1993 ...