"... avevo scoperto l'abisso della rassegnazione, la virtù del distacco, il piacere del pensare pulito, l'ebbrezza della creazione politica, il fremito dell'apparire delle cose impossibili..." Altiero Spinelli

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Un viaggio nella solitudine della politica
Topolino amaranto

 

Sarà un viaggio un po' particolare, che avrà come ambito di indagine la solitudine della politica. A questa parola, solitudine, non assegno un significato in sé negativo. Vorrei dire piuttosto che si tratta semmai di una condizione dalla quale partire per non farsi prendere la mano dallo sconforto o dal rincorrere l'agenda politica, per inoltrarci nella crisi della politica, laddove ancora si fa fatica a riconoscere la sconfitta che segna la fine del Novecento e cercare sul piano del pensiero prima ancora che dell'agire strade inedite. Un viaggio che ci aiuti ad essere meno soli e ad osservare da vicino le molteplici esperienze che nascono malgrado tutto nella sperimentazione sociale, culturale e politica. E che nel viaggio vorrei conoscere e raccontare.

Il testo della lettera in pdf

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Tragedie ambientali e cultura del limite
Abruzzo. Foto di Rosaria Gasparro, tratta dal sito www.comune-info.net

di Michele Nardelli

(24 gennaio 2017) Perché non s'impara mai nulla? Che cosa deve ancora accadere per comprendere che la natura ci sta presentando il conto?

C'è ben poco di casuale nei drammatici avvenimenti che in questi giorni riempiono le cronache italiane e sbaglieremmo a pensare che il tema sul quale confrontarci debba essere la tempestività dei soccorsi. Che pure si pone, ma è forse quello meno complicato cui dare risposta.

La questione di fondo è un'altra. O sapremo mettere in discussione l'attuale modello di sviluppo, oppure dovremmo rassegnarci a considerare l'emergenza come normalità.

Purtroppo è lungo questa seconda strada che siamo incamminati. Nonostante viviamo in un'area geografica temperata che pure attenua fenomeni altrove ben più radicali, non c'è stagione che non porti con sé effetti disastrosi dovuti essenzialmente ai cambiamenti climatici, esito a loro volta di culture e prassi che non sanno porsi il tema del limite.

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Memoria di ogni giorno
La Risiera di San Sabba, a Trieste, e ciò che rimane del forno crematorio

di Ugo Morelli *

«Sii minimalista. Aiuta una persona. Solo una. Puoi sempre farlo. Fallo adesso». Così conclude il suo libro sulla memoria il direttore del Memoriale e Museo di Auschwitz, Piotr M. A. Cywinski. Viene da ascoltarlo non solo come antidoto alla retorica, nemica dell’assunzione diretta ed effettiva della responsabilità; ma anche come proposta di partire da ognuno di noi per comprendere quali vincoli e quali possibilità incontriamo quando ci confrontiamo con le differenze.

Siamo in un’epoca in cui i diritti universali sono messi in discussione per il ritorno da ogni lato della predominanza dei diritti particolari; ogni voce che ragioni di una società egualitaria tace o al massimo sussurra inascoltata; non riusciamo a prevedere e ad affermare effettivamente il rispetto delle differenze, di ogni differenza, rischiando ad ogni momento di alimentare nuovi capri espiatori.

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Comunità, aprirsi alla partecipazione
Sanzeno, Casa de Gentili

di Alessandro Branz *

(28 gennaio2017) In questi ultimi mesi le Comunità di valle del Trentino hanno approvato, sulla base di una normativa provinciale, un’importante modifica dei rispettivi statuti, finalizzata ad attivare, in occasione dell’adozione di un atto amministrativo da parte della Comunità, appositi processi partecipativi che coinvolgano nell’assunzione della decisione i cittadini ed i soggetti interessati alla problematica in oggetto. Si tratta di percorsi di discussione pubblica, debitamente organizzati, che vanno promossi prima che l’atto amministrativo sia adottato in modo definitivo, e che prevedono il confronto, il dialogo e lo scambio di opinioni fra i partecipanti, in vista della ricerca di una soluzione condivisa da proporre alle istituzioni competenti.

 

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Bauman, un maestro di vita
Zygmunt Bauman

di Riccardo Mazzeo *

Zygmunt Bauman non era soltanto un pensatore immenso, ma anche, e direi più ancora, un maestro di vita. Personalmente, se nel 1992 non avessi letto Modernità e olocausto, sarei rimasto invischiato in prospettive proustiane e lacaniane fertili, senza dubbio, ma monche, prive di quell’interdipendenza che è condicio sine qua non del nostro essere nel mondo.

Conobbi Bauman, dopo aver letto una quantità di suoi libri, nel 2006 al Festival dell’Economia di Trento. Con la Erickson avevo pubblicato un libro di Keith Tester, Il pensiero di Zygmunt Bauman, che andai a consegnargli sul palco dopo la fine della conferenza. Lui vide la sua faccia sulla copertina del libro, lesse, soprattutto, il nome del suo allievo talentuoso che aveva scritto il testo, e mi diede immediatamente telefono e indirizzo e-mail che diedero la stura alla nostra conversazione durata per tutti questi anni. Poiché l’editore Laterza, avendo tradotto quasi tutti i suoi libri, aveva il diritto di prelazione sulle opere che lui avesse pubblicato per Polity, il suo editore inglese, Bauman nel 2007 mi spedì il testo di quattro conferenze che aveva tenuto e mi disse che, se lo avessi voluto, avrei potuto realizzarne un libro. Uscì così per Erickson Homo Consumens.

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Sindrome da rivincita?
Lettere

Con l'avvio del nuovo anno anche una nuova rubrica in questo che vuole essere uno spazio di pensiero aperto al contributo di tutte le persone che hanno a cuore il presente ed il futuro della politica trentina e non solo. Un invito, dunque ad utilizzarlo...

 

(27 dicembre 2016) Il detto popolare “non svegliare il can che dorme” bene si attaglia alla pattuglia degli iscritti al PD del Trentino che hanno messo nero su bianco la richiesta ai garanti di intervenire disciplinarmente su esponenti del PD con cariche pubbliche che si sono espressi per il No alla controriforma costituzionale.

Comprensibile la preoccupazione del segretario provinciale Gilmozzi che, non vedendo l’ora di andare oltre la vicenda referendaria per affrontare i nodi strutturali del partito sia in sede locale che nazionale, ha consigliato ai sostenitori del Si di abbassare i toni. Roba da congresso, dichiara Gilmozzi, il dibattito sulle linee strategiche: una verità lapalissiana, specie alla luce dei nodi sempre più ingarbugliati delle vicende regionali e non solo.

Questioni rinviate alle calende greche, a partire da quella dell’assetto del partito: Federato al partito nazionale (una minestra riscaldata) o soggetto autonomo legato a Roma da un patto, come prevederebbe l’impianto federalista dello statuto? Senza questa scelta convinta di radicamento territoriale il partito non ha futuro.

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Una giovane stella del jazz

Un piccolo omaggio al maestro Paolo Conte che ieri ha superato la soglia degli ottant'anni. E un grazie di cuore per queste atmosfere che ci raccontano di un tempo che non c'è più.

https://youtu.be/3Git6zlkVaA

 

Diavolo rosso

Quelle bambine bionde
con quegli anellini alle orecchie
tutte spose che partoriranno
uomini grossi come alberi
che quando cercherai di convincerli
allora lo vedi che sono proprio di legno

Diavolo Rosso dimentica la strada
vieni qui con noi a berti un'aranciata
controluce tutto il tempo se ne va

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