"... avevo scoperto l'abisso della rassegnazione, la virtù del distacco, il piacere del pensare pulito, l'ebbrezza della creazione politica, il fremito dell'apparire delle cose impossibili..." Altiero Spinelli

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Sconfiggere la povertà o la miseria?
scritta sul muro

di Domitilla Melloni *

«Percepiamo gli altri come un’insidia al nostro spazio vitale. E se il nostro spazio è misero, il tasso di aggressività verso di loro diventa ancora più alto».

Questo, leggermente parafrasato, è il passaggio che più mi ha colpito del brano che ho postato ieri su FB. Il libro da cui è tratto (Sicurezza, di Cereghini e Nardelli) è da leggere e non ha solo passi bui, come quello che ho citato. Anzi, è un libro pieno di idee e di segnali indicatori verso vie d’uscita possibili. (Ma niente spoiler).

Quello che mi preme è sottolineare questa relazione fondamentale tra la miseria dello spazio in cui viviamo e la nostra aggressività verso gli altri.

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Operazione Fosbury *
Salto Fosbury

di Federico Zappini

Considerazioni sul voto di domenica scorsa in Trentino riprese da https://pontidivista.wordpress.com/

1 – Niente panico! Il sole è sorto anche questa mattina e – a meno di clamorosi imprevisti, nonostante la giornata insolitamente calda per la fine di ottobre – sorgerà anche domani. La storia non finisce.

2 – Magari fosse un “cigno nero”. Ci permetterebbe di sembrare onestamente sorpresi. Davvero le premesse – e non solo nei mesi successivi al 4 marzo – non erano state colte? Qualcuno immaginava un finale diverso? Solo le proporzioni sono forse più ampie del previsto, ma la caduta era difficilmente evitabile, date le condizioni.

3 – Mi chiedo da chi sia composto quel 15% che ha votato alle Politiche ma non si è preso la stessa briga per le elezioni di massima prossimità per il territorio che abita tutti i giorni. Ho un sospetto sul M5S (quanto possono durare ancora dentro l’ambiguità che li caratterizza?) e sui delusi più marginali (quelli veri, quelli che non incrociamo proprio, mai…).

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Un altro mondo è possibile? Un altro mondo è necessario…
Terre

di Federico Zappini *

Si può pensare seriamente di disinteressarsi di una tornata elettorale che riguarda il territorio che si abita, decidendo di osservarla con totale distacco? E’ possibile sorvolare sulle differenze fra le proposte politiche in campo accettando di rimanere alla superficie del dibattito pubblico? La risposta a entrambe le domande è ovviamente no, a meno che non si voglia tentare – inutilmente – di contraddire l’adagio che recita: “se non ti occupi della politica sarà lei ad occuparsi di te”. Non esiste però un unico modo di avvicinarsi al voto (o al non voto, anch’esso un diritto) e fondamentale è proprio il “come” si può – o si sarebbe potuto, o dovuto – approcciare le elezioni provinciali ormai imminenti.

Annunciate come storiche (da qualcuno per la discontinuità che dovrebbero generare, da altri per i danni che potrebbero arrecare al Trentino) appaiono invece deboli proprio nella capacità di determinare innovazione. Da un lato perché tendono a riproporre il ricorrente – e non del tutto onesto intellettualmente, perché totalmente semplificatorio – scontro tra non populisti e populisti, tra europeisti e antieuropeisti, tra buoni e cattivi. Dall’altro perché il grande assente, pur se richiamato in molti modi, è proprio il futuro. É paradossale che la stessa malattia, la retrotopia – un’utopia dallo sguardo bloccato rivolto al passato – , colpisca i due principali fronti che si sfidano, accomunandoli nell’incapacità di uno sguardo visionario e prospettico, progettuale e non emergenziale.

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Nel caleidoscopio balcanico
Il rendering del Belgrade Waterfront Residence

Nel diario del nono itinerario del “Viaggio nella solitudine della politica” (agosto 2018) l'ennesima conferma che questa regione europea continua a trasmetterci suggestioni generalmente incomprese sulla post-modernità*

 

di Michele Nardelli

Il viaggio che ci porta verso l'Europa di mezzo è estenuante. Le code per lavori di terze o quarte corsie (come se il problema fosse quello di fare spazio piuttosto che di interrogarsi su questi flussi che percorrono l'Europa), il traffico di vacanze esasperate, il rientro di migranti per assecondare radici che col tempo verranno definitivamente tagliate, i confini interni all'Unione Europea – che sulla carta non dovrebbero esserci più – che il vento sovranista vorrebbe ripristinare e quelli che le guerre degli anni '90 hanno sancito insieme all'imbroglio dell'identità nazionale: per arrivare a Kozarska Dubica, al confine fra Croazia e Bosnia Erzegovina, ci impieghiamo quattordici ore.

 

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L'opportunità di non sentirmi sola
Presentazione a Trento

Caro Michele,

ieri ho letto "Sicurezza" con molta familiarità, delle opinioni espresse e delle citazioni pure. Con Bauman mi sento proprio a casa, talmente come straniero "a casa propria" ed in una pluralità di modi.

Quello che non riesco ancora a capire è come fare a leggere la storia che è interdipendente in un complesso e continuo gioco dei poteri e come trovare soluzioni locali alle contraddizioni globali.

 

Grazie dell’opportunità di non sentirmi sola.

Snjezana Duricic

Memoria e visione, quello che oggi mancano
La prima di copertina del libro

«Di fronte alla "sicurezza" usata come clava politica e sociale, la proposta di Michele Nardelli e Mauro Cereghini ha il merito di ricostruire il filo che ci ha portato sino a qui, di non abbassare la politica e l'analisi al tifo degli ultras e di non farci schiacciare dal presente, facendo invece dialogare il passato con il futuro. Memoria e visione: quello che oggi mancano.»
https://www.huffingtonpost.it/…/sicurezza-di-chi_a_235072…/…

Stefano Albergoni, Ambiente Trentino

Un'utile bussola sulla contemporaneità
Sicurezza, al mattino

«Il rifiuto dell'altro, divenuto progetto di vita ad escludendum, non può venire etichettato semplicemente come razzismo. Va compreso nel suo rappresentare l'epilogo della traiettoria ideologica novecentesca e l'assenza di credibili visioni per un futuro collettivo, e va affrontato nel suo nutrirsi nei malesseri reali - disoccupazione, precarietà, fragilità famigliare ed esistenziale - cresciuti dentro le nostre comunità»

Il libro "Sicurezza" degli amici @Mauro Cereghini e Michele Nardelli è, secondo me, un'utile bussola per capire la contemporaneità e intraprendere azioni "strategiche" e non "impulsive".

Ne leggo un pezzetto ogni mattina....

Pierino Martinelli, Fondazione Fontana

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