"... avevo scoperto l'abisso della rassegnazione, la virtù del distacco, il piacere del pensare pulito, l'ebbrezza della creazione politica, il fremito dell'apparire delle cose impossibili..." Altiero Spinelli

Archivio articoli

Nel caleidoscopio balcanico
Il rendering del Belgrade Waterfront Residence

Nel diario del nono itinerario del “Viaggio nella solitudine della politica” (agosto 2018) l'ennesima conferma che questa regione europea continua a trasmetterci suggestioni generalmente incomprese sulla post-modernità*

 

di Michele Nardelli

Il viaggio che ci porta verso l'Europa di mezzo è estenuante. Le code per lavori di terze o quarte corsie (come se il problema fosse quello di fare spazio piuttosto che di interrogarsi su questi flussi che percorrono l'Europa), il traffico di vacanze esasperate, il rientro di migranti per assecondare radici che col tempo verranno definitivamente tagliate, i confini interni all'Unione Europea – che sulla carta non dovrebbero esserci più – che il vento sovranista vorrebbe ripristinare e quelli che le guerre degli anni '90 hanno sancito insieme all'imbroglio dell'identità nazionale: per arrivare a Kozarska Dubica, al confine fra Croazia e Bosnia Erzegovina, ci impieghiamo quattordici ore.

 

» continua...

2 commenti - commenta | leggi i commenti
L'opportunità di non sentirmi sola
Presentazione a Trento

Caro Michele,

ieri ho letto "Sicurezza" con molta familiarità, delle opinioni espresse e delle citazioni pure. Con Bauman mi sento proprio a casa, talmente come straniero "a casa propria" ed in una pluralità di modi.

Quello che non riesco ancora a capire è come fare a leggere la storia che è interdipendente in un complesso e continuo gioco dei poteri e come trovare soluzioni locali alle contraddizioni globali.

 

Grazie dell’opportunità di non sentirmi sola.

Snjezana Duricic

Memoria e visione, quello che oggi mancano
La prima di copertina del libro

«Di fronte alla "sicurezza" usata come clava politica e sociale, la proposta di Michele Nardelli e Mauro Cereghini ha il merito di ricostruire il filo che ci ha portato sino a qui, di non abbassare la politica e l'analisi al tifo degli ultras e di non farci schiacciare dal presente, facendo invece dialogare il passato con il futuro. Memoria e visione: quello che oggi mancano.»
https://www.huffingtonpost.it/…/sicurezza-di-chi_a_235072…/…

Stefano Albergoni, Ambiente Trentino

Un'utile bussola sulla contemporaneità
Sicurezza, al mattino

«Il rifiuto dell'altro, divenuto progetto di vita ad escludendum, non può venire etichettato semplicemente come razzismo. Va compreso nel suo rappresentare l'epilogo della traiettoria ideologica novecentesca e l'assenza di credibili visioni per un futuro collettivo, e va affrontato nel suo nutrirsi nei malesseri reali - disoccupazione, precarietà, fragilità famigliare ed esistenziale - cresciuti dentro le nostre comunità»

Il libro "Sicurezza" degli amici @Mauro Cereghini e Michele Nardelli è, secondo me, un'utile bussola per capire la contemporaneità e intraprendere azioni "strategiche" e non "impulsive".

Ne leggo un pezzetto ogni mattina....

Pierino Martinelli, Fondazione Fontana

Il sogno e il drago
Angelus Novus

Mauro Cereghini, Michele Nardelli

Sicurezza

Edizioni Messaggero, Padova, 2018

 

 

di Micaela Bertoldi

 

 

Una riflessione a due voci, intrecciate l’una nell’altra senza possibilità di distinzione.

Un tema, la sicurezza, sviluppato all’unisono, all’interno di una spinta a restituire alle parole un significato. Gli autori ne hanno indagato la portata e anche gli scivolamenti semantici imposti dalla convenienza dei tempi, dall’uso politico e stereotipato della parola che fa leva sui timori diffusi.

Un tema/problema, quello della sensazione di non sicurezza, che sembra prevalere ai nostri giorni mettendo dietro alle spalle le grandi tensioni umanitarie e le ideologie forti del secolo scorso, miranti a società più giuste, animate da cittadini all’insegna dell’uguaglianza dei diritti.

Colpisce nel capitolo 3, a proposito di passato che non passa, la sottolineatura del peso dell’orgoglio bianco dei sostenitori di Donald Trump, maggioritari negli stessi Stati che nel 1861 videro la Guerra di Secessione, gli Stati di un’America profonda che si opponeva all’abolizione dello schiavismo. Oggi pare che le popolazioni di quei paesi si riconnettano allo stesso clima conservatore e razzista di quel tempo, decisi a non rinunciare all’uso incondizionato delle armi per ‘difesa’ di interessi privati. Armi che stanno generando vittime in continuazione, accrescendo l’insicurezza anziché garantire tranquillità.

» continua...

«Sicurezza», la presentazione di Vita Trentina
La pagina di Vt

«Pubblicato nella collana "Paole allo specchio" per i tipi delle Edizioni Messaggero Padova, il volumento appare agile, ma è invece, come l'ha definito con sintesi efficace Paul Renner, "un librone, un libro pesante". Perché propone un cambio di paradigma, un nuovo umanesimo capace di far propria la cultura del limite e la forza della nonviolenza».

Così scrive il settimanale "Vita Trentina" del libro "Sicurezza" nell'ampia cronaca della presentazione di venerdì scorso a Trento e che dedica agli autori Mauro Cereghini e Michele Nardelli un'intervista dal titolo "Impariamo a riprendere in mano le parole".

Il libro uscito la scorsa settimana - scrive il settimanale diocesiano - "arriva salutare", uno scossone in una società che "ha demandato la sicurezza nelle nostre città alle telecamere".

L'ampio articolo di Vita Trentina

Paura e immigrazione, il contesto e qualche interrogativo.
Barchette

L'intervento di Antonio Rapanà alla bella serata di presentazione del libro “Sicurezza” a Trento

di Antonio Rapanà

(14 luglio 2018) Permettetemi, innanzitutto, di ringraziare Michele e Mauro, per aver offerto a me e a tante altre persone l’opportunità di uscire dall’indignazione individuale, dall’afasia generata dal nostro sgomento, per farne un momento collettivo, sia pure embrionale, di riflessione. Li ringrazio, in particolare, per non averci comunicato pensieri e parole semplicistici e rassicuranti, tipo “a da passà ‘a nuttata”. Michele e Mauro ci sollecitano, piuttosto, a rivedere i ragionamenti, le modalità e le relazioni dell’accogliere.

Come tanti ho avvertito scoramento e spaesamento di fronte alla ferocia e all’aggressività della nuova classe politica e di un’opinione pubblica impoverita ed impaurita. Ho vissuto anch’io la paura e avverto il bisogno che essa sia capita e rispettata; ho imparato, quindi, a capire e rispettare le paure degli altri. Le paure degli stranieri in primo luogo ma, anche, le paure dei miei connazionali. La mia grande paura è che questa fase tormentata e confusa possa inghiottire anche il futuro.

 

» continua...

pagina 1 di 218

123456789101112Succ. »