"... avevo scoperto l'abisso della rassegnazione, la virtù del distacco, il piacere del pensare pulito, l'ebbrezza della creazione politica, il fremito dell'apparire delle cose impossibili..." Altiero Spinelli

Palestina

Israele, la scelta della guerra
Ulivi tagliati

 

di Michele Nardelli

 

(18 marzo 2015) Alla fine, invece, a prevalere è stata la paura. Il richiamo all'aggressività e alla negazione dell'altro che, fin nelle ultime ore della campagna elettorale ed anche durante il voto, hanno condizionato l'orientamento di questo popolo che non sa (e non vuole) uscire dal proprio incubo, portando alla vittoria del Likud. Come se, di questo incubo, ne avvertisse il bisogno per sopravvivere. “L'adrenalina è una droga” mi spiegava qualche anno fa un'insegnante israeliana di Sderot, non lontano da Gaza.

 

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Cena solidale con la Palestina
Beit Jala

L'Associazione Pace per Gerusalemme, ti invita alla Cena Solidale per conoscere e sostenere i progetti in Palestina e Trentino

 

A tutti i soci e gli amici di Pace per Gerusalemme e della Palestina

Vi aspettiamo tutti alla cena solidale, venerdì 30 gennaio...

 

Invitate parenti, amici, conoscenti per sostenere la comunità amica di Beit Jala, le associazioni, la Hope School e la resistenza nonviolenta di at Tuwani.

Gusteremo insieme piatti  trentini (di Lauro) e immagini e suoni dalla Palestina...

 

 

 

Il muro che attraversa la vita
Il muro a Betlemme

 

Giovedì sera! Non si può mancare a Off-side.

Ore 20.00 - Il muro che attraversa la vita, a cura di Pace per Gerusalemme. Testimonianze, video ed esperienze dalla Palestina, con musica dei PeriPatetici

Ore 21.30 "E' guerra", regia di Nadja Grasselli tratto da testi di Karl Kraus con Clara Setti, Marta Marchi, Emanuele Cerra e Nicolò Polesello. Produzione Compagnia Evoè!Teatro 

Il muro che attraversa la vita
Betlemme, il muro

Una serata speciale con le immagini e le testimonianze dei giovani che recentemente hanno fatto l'esperienza di un viaggio–studio in Israele-Palestina e con l'accompagnamento musicale de "I PeriPatetici" ed il fisarmonicista moldavo Tudor Ampava.

Immagini, parole  e musiche che aiuteranno a riflettere sui muri fisici  e mentali, di ieri e di oggi, che rinchiudono e bloccano le persone: il muro di Berlino, caduto 25 anni fa (Alexander Platz); il muro di Palestina che imprigiona e divide,  rubando territorio e libertà; il muro del pregiudizio e della diffidenza nei confronti degli immigrati e dell'altro;  il muro nella relazione educativa (The wall).

Una riflessione che si concluderà con una nota di speranza di cambiamento, sulle note di The wind of change.

La serata è organizzata dall'associazione Pace per Gerusalemme, in collaborazione con Il Gioco degli Specchi e la Cooperativa Città Aperta e con il sostegno della Cassa Rurale di Rovereto.

Coordina la serata Micaela Bertoldi

Angelus Novus
Angelus Novus

Mentre guardo attonito le immagini che provengono da Gaza mi vengono in mente le parole con le quali Walter Benjamin descriveva il proprio tempo.

 

«C'è un quadro di Klee che s'intitola 'Angelus Novus'. Vi si trova un angelo che sembra in atto di allontanarsi da qualcosa su cui fissa lo sguardo. Ha gli occhi spalancati, la bocca aperta, le ali distese. L'angelo della storia deve avere questo aspetto. Ha il viso rivolto al passato. Dove ci appare una catena di eventi, egli vede una sola catastrofe, che accumula senza tregua rovine su rovine e le rovescia ai suoi piedi. Egli vorrebbe ben trattenersi, destare i morti e ricomporre l'infranto. Ma una tempesta spira dal paradiso, che si è impigliata nelle sue ali, ed è così forte che egli non può più chiuderle. Questa tempesta lo spinge irresistibilmente nel futuro, a cui volge le spalle, mentre il cumulo delle rovine sale davanti a lui al cielo. Ciò che chiamiamo il progresso, è questa tempesta».

Da Gaza a Baghdad via Damasco: cosa succede in Medio Oriente?
Palestina

Il Forum Trentino per la Pace e i Diritti Umani e l'Associazione Pace per Gerusalemme onlus propongono

Da Gaza a Baghdad via Damasco: cosa succede in Medio Oriente?

Gaza, Bagdhad, Mossul, Damasco, Homs, ma anche Tripoli e Bengasi: sono alcune delle città in cui solo le bombe, la violenza, la morte parlano. Città accomunate da una vicinanza geografica e da sanguinosi conflitti in corso, seppure con ragioni, cause, responsabilità diverse. Quelle stesse città e regioni ci danno però anche qualche ragione per sperare in un futuro diverso.

L'appuntamento è un'occasione per andare oltre la cronaca, per approfondire quanto sta accadendo, per cercare possibili strade verso trasformazioni positive. Uno spazio aperto ad ogni contributo, superando stereotipi o pregiudizi alla ricerca di una nuova consapevolezza su queste realtà.

Intervengono: Albukheir Breigheche, Safa Dhaher, Adel Jabbar, Ugo Morelli, Michele Nardelli e tutti coloro che vogliono portare il proprio contributo.

Modera Massimiliano Pilati

Sarà inoltre proiettato un intervento video di Andrea Bernardi, corrispondente dalla Striscia di Gaza per Unimondo

Il fallimento dell'Occidente e la questione palestinese
Il muro

di Michele Nardelli

(15 luglio 2014) Quel che sta avvenendo nella “Striscia di Gaza” è una delle tante operazioni militari che abbiamo conosciuto nella storia di un conflitto che dal 1948 in poi hanno segnato la tragedia della “mezzaluna fertile del Mediterraneo” o c'è dell'altro? Il cliché in effetti non è molto diverso dal passato: ogni volta che sembravano crearsi condizioni favorevoli ad una soluzione politica della questione palestinese è accaduto qualcosa che ha fatto saltare tutto in aria.

Nonostante la progressiva rinuncia da parte palestinese di quote significative della Palestina storica, malgrado la mancanza di continuità territoriale (e di sovranità) di uno stato palestinese in fieri che pure ha ottenuto il riconoscimento da parte dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite (unica fonte del diritto internazionale), non solo non si è arrivati ad un accordo di pace ma è proseguita la politica del fatto compiuto attraverso una pratica sempre più aggressiva di insediamenti illegali sostenuti militarmente dallo stato israeliano, imponendo una base di trattativa ogni volta più sfavorevole alle istanze palestinesi.

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