"... avevo scoperto l'abisso della rassegnazione, la virtù del distacco, il piacere del pensare pulito, l'ebbrezza della creazione politica, il fremito dell'apparire delle cose impossibili..." Altiero Spinelli

Partito Democratico

Il valore di ascoltarsi
Partecipazione

di Norma Micheli 

Mentre scrivo, leggo le parole di Nicoletti e lo ringrazio per il tono, la chiarezza e il lavoro svolto. All'assemblea di domenica 28/7 ero assente. Quindi posso essere ascritta subito al gruppo delle interpretazioni. Se ci fossi stata avrei votato a favore delle dimissioni date, anche se ciò avrebbe comportato  votare contro persone che stimo da tempo o che nel PD ho imparato a stimare: parlo di Segretario, Presidente e componenti del Coordinamento.

Avrei votato a favore non perché sono partigiana degli uni o degli altri ma perché credo che la nostra sia stata una sconfitta politica e d'azione profonda, in cui tutti, anch'io, abbiamo svolto la nostra parte, ciascuno secondo il peso del proprio ruolo.

Capisco bene però che mentre si pensa ad accettare le dimissioni è necessario anche concretizzare un'ipotesi di successione. Dunque comprendo bene le ragioni per cui l'Assemblea non ha portato a compimento il percorso.

Il documento del Circolo destra Adige
Terrazzamenti in Destra Adige

Ai componenti la commissione elettorale, alla segreteria provinciale, ai componenti l'assemblea provinciale, ai segretari dei circoli

Martedì sera si è riunito il direttivo del circolo Destra Adige allargato agli amministratori per affrontare l'argomento: formazione lista elettorale.

In premessa e a margine è stato evidenziato il fatto che tutti i giorni Internet, i giornali e i media in generale mostrano un pd, sia locale che nazionale, diviso e intento in continue estenuanti discussioni che si stanno dimostrando devastanti. Oltre che demotivare il nostro elettorato questo alimenta il populismo.

Un partito che deve recuperare concretezza e responsabilità
Val Nambrone
"... Le responsabilità sono nei Circoli demotivati e autoreferenziali; le responsabilità stanno a Trento in una Classe dirigente provinciale che sembra in preda ai tatticismi e agli scontri di barricata; le responsabilità sono negli esponenti politici di spicco che NON possono chiamarsi fuori solo perché sono parlamentari eletti dalla coalizione. Perché, è bene ricordarcelo ancora, Alessandro Olivi era - ed è - il candidato di tutti!...". E' questo uno dei passi del documento del Circolo del PD della val Rendena, in allegato

Documento del Circolo Bassa Valsugana e Tesino
Lagorai

"I risultati delle primarie per la scelta del candidato presidente del centrosinistra autonomista restituiscono un risultato che mostra impietosamente i limiti del Partito Democratico Trentino, che da prima forza di coalizione non è stato in grado di valorizzare e rendere vincente la propria proposta politica. Ai sinceri complimenti che rivolgiamo a Ugo Rossi e al PATT per aver saputo, e non da oggi, lavorare con compattezza e lungimiranza sul territorio, ci troviamo nella necessità di rivolgere alcune considerazioni al nostro partito". Inizia così il documento del Circolo Valsugana Orienatle e Tesino che trovate in allegato.

La dignità del silenzio e lo stile del militante
Un\'immagine della Piana Rotaliana
(24 luglio 2013) S'intitola "Serve cambiare: riprendiamoci la dignità del silenzio, lavoriamo con lo stile del militante e non del competitor". E' il documento del coordinamento del PD della Piana Rotaliana in vista dell'assemblea del PD del Trentino di domenica prossima 28 luglio. Un monito verso la politica gridata, fatta attraverso le pagine dei giornali, che prescinde dalle idee e dai contenuti.

Riflettere sulla sconfitta, per vincere ad ottobre.
Fabiano Lorandi

Documento del Direttivo del Circolo di Rovereto allargato al sindaco, agli amministratori, ai consiglieri comunali, ai consiglieri circoscrizionali.

(17 luglio 2013) L'esito delle primarie del 13 luglio 2013 è stato assolutamente negativo per il PDT. La negatività risulta ancora più evidente, considerato che sono andati a votare 23.737 cittadini, superando di oltre 3.000 unità coloro che l'avevano fatto per le primarie Italia bene comune che sono stati circa 20.000. Per Alessandro Olivi ha votato solo il 40% dell'elettorato del 2 dicembre.

Da parte di tutti è stato espresso, ad Alessandro Olivi, il dispiacere per come sono andate le cose sia a livello politico e personale. E' stato ringraziato per la serietà dell'impegno, il coraggio e la generosità che ha messo in questa partita. Generosità, che non è stata per nulla premiata dall'insieme del partito in cui, in questo momento, vengono prima del progetto politico le ambizioni personali di qualche personaggio.

I luoghi della politica. Per una prospettiva territoriale del PD del Trentino
Innovazione

Pubblichiamo il “contributo di idee” - costruito dopo un percorso condiviso con alcuni incontri aperti e partecipati -  sottoscritto da 40 persone, prevalentemente giovani - impegnate nei Circoli del PD del Trentino, nelle associazioni, nelle Istituzioni - che hanno voluto condividere un’impostazione comune in vista del prossimo congresso.

(gennaio 2014) Confrontandoci insieme abbiamo condiviso la necessità di fare della fase congressuale che ci attende l’occasione per rafforzare il nostro partito, superando quelle frammentazioni che negli ultimi anni ci hanno impedito di costruire un progetto politico affidabile e maturo, vero cardine della coalizione e del governo provinciale. In particolare abbiamo individuato un filo conduttore rispetto al ruolo e al profilo che vogliamo attribuire al nostro partito e ai contenuti di un progetto che dovrà saper interpretare.

1) Un partito strutturato, inclusivo, aperto, che si occupa di contenuti. Un progetto politico, per essere tale, si deve nutrire del confronto costante con la società e saperne dare rappresentanza. Per fare questo c’è bisogno di un partito aperto e strutturato, che sappia indicare - attraverso la sua articolazione territoriale in Circoli e Coordinamenti di Valle - soluzioni alla comunità, grazie ad un rapporto costante con i corpi intermedi, le associazioni, le istituzioni, i cittadini. C’è il bisogno di far emergere una nostra visione comune del Trentino, soprattutto in relazione ai problemi che la politica sarà chiamata ad affrontare nel prossimo futuro: l’economia e il lavoro, l’autonomia e le sue riforme, il rinnovamento della classe politica, la gestione delle risorse collettive, l’innovazione sociale e del welfare ecc.

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