"... avevo scoperto l'abisso della rassegnazione, la virtù del distacco, il piacere del pensare pulito, l'ebbrezza della creazione politica, il fremito dell'apparire delle cose impossibili..." Altiero Spinelli

Regione

Giornata dell'autonomia, tre motivi di preoccupazione
L'Europa delle Regioni

di Michele Nardelli

(5 settembre 2016) Come ogni anno da quando è stata istituita, il 5 settembre si celebra la giornata dell'autonomia. Questa però non è una ricorrenza come tutte le altre, ha qualcosa in più per cui merita un supplemento di attenzione.

In primo luogo, perché sono passati settant'anni da quando venne siglato a Parigi l'accordo De Gasperi – Gruber, una felice intuizione che ci ha permesso di contenere il conflitto in questa terra e di sviluppare inediti livelli di autogoverno. Il secondo motivo è riconducibile al fatto che questo anniversario cade nel pieno del dibattito su una riforma costituzionale che, almeno sul piano del rapporto fra stato centrale e regioni, segna a prescindere dall'esito referendario un vistoso passo indietro nella dislocazione dei poteri verso il basso. La terza ragione di attenzione consiste nell'avvio dell'iter per la revisione dello Statuto di autonomia (il cosiddetto terzo statuto) con la formazione della Convenzione in Alto Adige – Sud Tirolo e della Consulta in Trentino, i cui lavori dovrebbero approdare ad una proposta di nuovo assetto statutario.

Assemblea territoriali#europei
Logo dell\'associazione

Care/i territoriali#europei, 

a margine dell’incontro pubblico organizzato sabato scorso presso la Manifattura tabacchi di Rovereto si è tenuta la nostra Assemblea associativa.

L’Assemblea ha approvato la relazione del Presidente: un sintetico consuntivo dell’attività annuale (2015-2016) corredato da alcune considerazioni di ordine politico ed organizzativo declinate soprattutto guardando al futuro.

L’Assemblea ha preso atto della situazione economica dell’Associazione, che chiude il proprio bilancio in sostanziale pareggio anche grazie alla generosità di alcuni soci, ed ha inoltre stabilito le quote associative per l’anno 2016-2017 fissandole in 50 Euro per i soci ordinari e 100 Euro per i soci fondatori. Eventuali contributivi aggiuntivi rispetto alle quote associative saranno ben accetti e puntualmente rendicontati.

Sul piano squisitamente organizzativo, l’Assemblea si è pronunciata affinché già nel corso della riunione del prossimo lunedì 18 aprile (che si propone come la continuazione dell’Assemblea ordinaria in parola) si proceda con l’elezione del Comitato direttivo (ad oggi mai costituito) nell’ambito del quale dovranno essere individuate almeno le figure del /la tesoriere, del/la responsabile per la comunicazione e del/la responsabile per l'organizzazione.

 

Un Brennero che unisce. Le adesioni
Migranti al Brennero

Quello che segue è un appello firmato da numerosi esponenti del mondo politico, sociale e culturale per dire no al ripristino di barriere contro le persone al confine del Brennero. L'appuntamento è sabato prossimo 20 febbraio 2016, alle ore 11.00 per una catena umana sulla linea del vecchio confine.

Riteniamo che l’annunciata intenzione delle autorità austriache di costruire al Brennero una barriera per separare e registrare i migranti, sia incompatibile non solo con l’idea di un’Europa aperta, ma sia anche inconciliabile con il profondo significato anti-nazionalista che è racchiuso nella nostra autonomia speciale. Come ha scritto qualche tempo fa Étienne Balibar: i confini sono sempre meno geografici e sempre più sembrano ritagliarsi la funzione di “frontiere per l’interiorità”, diventando non solo la linea che divide due Stati, ma il luogo nel quali sono in gioco “le concezioni del mondo” e quindi – anche – “le concezioni dell’uomo”. E se in questo modo i confini diventano il punto “in cui bisogna scegliere” – quali i migranti e chi è di casa, quali i cittadini e chi non ha cittadinanza, dove quelli che i diritti li hanno e dove gli altri che invece, solo, li richiedono – il prossimo sabato 20 febbraio alle ore 11 saremo al passo del Brennero per darci la mano, disposti al di qua e al di là di un confine che non vogliamo diventi una linea d’esclusione.

Per aderire scrivere a Giovanni Agostini giovanni.agostini@consiglio.provincia.tn.it (vedi di seguito l'elenco delle persone aderenti)

Convenzione sull'Alto Adige: idee per il futuro della provincia
Partecipazione

Südtirol mitdenken – Immaginare l’Alto Adige – Pensè l’Südtirol

Invito alla presentazione: 16 gennaio 2016 in Consiglio provinciale

Il processo di partecipazione civica nell'ambito della Convenzione sull'Alto Adige inizia il 16 gennaio 2016 con un incontro di presentazione che avrà luogo nel palazzo del Consiglio provinciale di Bolzano. Il presidente della Provincia Arno Kompatscher, il presidente del Consiglio provinciale Thomas Widmann e ricercatori dell’Accademia Europea di Bolzano - EURAC presenteranno il processo e i suoi obiettivi.

Il Consiglio provinciale ha stabilito l'istituzione di una Convenzione incaricata di elaborare una bozza di rielaborazione dello Statuto di Autonomia per il Trentino-Alto Adige/Südtirol. Responsabile del progetto è il Consiglio della Provincia autonoma di Bolzano, cui spetta l'organizzazione dell'intero processo, accompagnato a livello scientifico dall'Accademia Europea di Bolzano - EURAC.

Regione e Terzo Statuto di Autonomia, la convenzione ed un nuovo ruolo in chiave europea
oltre i confini

(8 gennaio 2016) Si è riaperto nelle ultime settimane il dibattito sul tema cruciale del Terzo statuto di autonomia. Ritengo utile, a questo proposito, riprendere il lavoro che avevamo predisposto insieme al prof. Francesco Palermo nel corso della passata legislatura sul tema della "Convenzione" come criterio partecipativo per definire una nuova cornice istituzionale per la nostra autonomia. Presentato il 31 luglio 2013, il Disegno di Legge Regionale che trovate in allegato rappresenta a mio avviso un importante riferimento metodologico e di orizzonte. Dall'archivio di questo blog la nota informativa di allora.

Il confine. I cento anni del Sudtirolo in Italia
La copertina del libro

Sebastiano Vassalli

Il confine. I cento anni del Sudtirolo in Italia

Rizzoli, 2015

 

di Federico Zappini

Qualche mese fa – appena letto dell’imminente uscita – scrissi alla casa editrice Rizzoli per poter organizzare a Trento una presentazione con Sebastiano Vassalli del suo “Il confine. I cento anni del Sudtirolo in Italia.” (Rizzoli, 2015, 16,50 euro). Non ricevetti risposta. Qualche tempo dopo Vassalli se ne è andato – il 26 luglio scorso – e con lui la possibilità di coinvolgerlo in una chiacchierata attorno alla sua preziosa inchiesta sull’Alto Adige. Il tema rimane però di assoluta attualità. Anche in queste giornate agostane, “riscaldate” ancor più dalle polemiche esplose dopo la decisione degli Schutzen di piantare – nell’anno del Centenario della Prima guerra mondiale – una serie di croci su quello che un tempo fu il confine meridionale dell’Impero austro-ungarico. Qualcuno parlerà di folklore, altri di provocazione politica, altri ancora minimizzeranno in nome di un fascino pangermanista che fa capolino – marginalmente – anche in provincia di Trento.

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L'ultimo atto... una brutta pagina del Consiglio regionale
Migrazioni

(11 settembre 2013) Nei mesi scorsi la sentenza n.133 della Corte Costituzionale aveva ritenuto illegittima una norma della Regione Trentino Alto Adige - Süd Tirol che introduceva  la distinzione tra i cittadini italiani e gli stranieri extracomunitari ai fini dell'erogazione dell'assegno regionale al nucleo famigliare per figli ed equiparati. In altre parole mentre per i cittadini italiani veniva richiesta la semplice residenza, per i cittadini extracomunitari si era prevista "la residenza in Regione da almeno cinque anni".

La Corte ha giudicato tale norma lesiva dell'articolo 3 della Costituzione Italiana ma anche della legislazione nazionale vigente dove si stabilisce che "ai fini delle prestazioni e delle provvidenze, anche economiche, di assistenza sociale, equiparano ai cittadini italiani gli stranieri titolari di carta di soggiorno o di permesso di soggiorno di durata non inferiore a un anno"...

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