"... avevo scoperto l'abisso della rassegnazione, la virtù del distacco, il piacere del pensare pulito, l'ebbrezza della creazione politica, il fremito dell'apparire delle cose impossibili..." Altiero Spinelli

Ricerca politica

Roma e le sue utopie quotidiane
Ecomuseo Casilino

Il terzo itinerario nell'ambito del "Viaggio nella solitudine della politica"

Città dove si percepisce in modo paradigmatico la crisi dei gruppi dirigenti. Luogo di verifica critica delle nuove forme della politica organizzata, verticale, personalistica, aleatoria, liquida. Luogo che ha trasformato la legalità in feticcio ideologico di una politica vuota.

Roma non può essere amministrata senza una visione, affidandosi solo alla lista delle competenze, perché si viene immediatamente “catturati” da reti di relazione, agende politiche, esperienze, sistemi di valori e corpi sociali che si adattano perfettamente alle rappresentanze che esprimono.

Cercheremo di rintracciare, in questo viaggio, le utopie quotidiane che, con radicalità di pensiero e di azione, ridanno corpo a un nuovo patto di cittadinanza tra le comunità territoriali e le associazioni, che rendono vivibile la città, curandone i beni comuni e le relazioni, producono conoscenza e sperimentano la propria capacità di governo.

Silvano Falocco

Campi impraticabili?
campi impraticabili

«Tempi interessanti» (66)

... Se ragionassimo a prescindere dalla sconfitta culturale e politica che ha segnato la fine del Novecento lo schema potrebbe sembrare perfetto. Finisce la boria dell'autosufficienza maggioritaria, il partito di Renzi non può permettersi di rilanciare l'accordo del Nazareno, prende corpo l'idea di un'area di centrosinistra plurale ed europeista, tenendo fuori solo gli impresentabili.

Ma è possibile prescindere da quella sconfitta storica? Si può eludere il nodo cruciale della natura della crisi della politica? Credo di no, e per due ragioni di fondo. In primo luogo perché quello che abbiamo non è il migliore dei mondi possibile. E perché la crisi della politica è di “sguardo”, investe le sue categorie interpretative come i paradigmi del passato...

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Terre alte alpine. Fra abbandono e ritorno. Il secondo itinerario del Viaggio nella solitudine della politica
Paraloup, la scuola del ritorno

Edolo – Val di Susa (2–3–4–5 giugno 2017) La Montagna da periferia a centro. Cambi di sguardo per comunità politiche*

«Oggi le Alpi sono un impasto di innovazione e tradizione, globale e locale, modernismo e nostalgia nel cuore della vecchia Europa”. “Anche se si ferma alla disobbedienza e all’utopia senza costruire veri modelli di società, la voce arrabbiata della montagna filtra come goccia nella crepa del sistema, logorandolo con la spavalderia di chi vede il mondo dall’alto in giù e ha il privilegio di cogliere il pericolo per primo e urlarlo in legittima difesa, perché tutte le acque scendono dalla montagna. Nessuna sale alla sorgente».

Enrico Camanni, Alpi ribelli

Itinerario 2. Terre alte alpine. Fra abbandono e ritorno.

Stiamo parlando del territorio alpino che va dalle Dolomiti alla Provenza. Una moltitudine di storie parallele che hanno accompagnato la vicenda dello sviluppo del nord ovest italiano lungo vallate ciascuna delle quali ha espresso vocazioni e attitudini che ne hanno segnato il territorio.

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L'avventura è incominciata
Paul Klee

Cari amici e care amiche,

l'avventura del “Viaggio nella solitudine della politica” è incominciata. Come avevamo previsto il 21 marzo scorso (primo giorno di primavera) la carovana ha preso il cammino con un prologo lungo le valli trentine che abbiamo titolato “Il Trentino che ci sfugge fra le mani” per indicare come anche questa terra ricca di prerogative autonomistiche, laddove non si coltivino percorsi di ricerca e di sperimentazione sociale originali (e dunque nuove classi dirigenti), evidenzi vistosi ambiti di sofferenza e di criticità. Un prologo “trentino” che sta proseguendo in diversi ambiti territoriali e sociali attraverso una serie di testimoni che nel loro impegno cercano di far vivere quel cambio di paradigma che di questo nostro viaggio rappresenta l'essenza.

Prologo che si è spinto anche nel bellunese nei giorni 23 e 24 aprile, anticipando di qualche giorno il primo vero e proprio itinerario che prende il via il 28 aprile 2017, dedicato alla Regione Dolomiti, attraverso il Trentino, l'Alto Adige – Südtirol, la Provincia di Belluno, l'Alto Friuli e il Carso.

 

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Incontro di preparazione dell'itinerario siciliano
Cannoli e pasticceria siciliana

Sabato prossimo 6 maggio 2017 sarò a Palermo con Francesco ed altri amici per discutere sull'itinerario siciliano che li coinvolgerà nel "Viaggio nella solitudine della politica". Un salto di un giorno in Sicilia non rientra nelle caratteristiche della "lentezza" che pure rappresenta un cambio di paradigma rispetto a questo tempo senza limiti, ma i cannoli e le cassatine vedremo di non farcele mancare.

Incontri preparatori del Viaggio nella solitudine della politica
Trieste, Risiera di San Sabba

Mercoledì 17 maggio 2017, fra Tierste e Pirano sono in programma una serie di incontri in vista di uno degli itinerari del "Viaggio nella solitudine della politica", quello lungo il limes nord orientale fra Italia, Slovenia e Croazia. Si svilupperà da Venezia a Goli Otok (l'isola calva del gulag titino), attraverso Trieste e Rijeka/Fiume e sarà dedicato al tema della memoria e dell'elaborazione del conflitto.

Europa e territori. Della necessità di politiche a geografie variabili.
dal sito https://pontidivista.wordpress.com

di Fedrico Zappini *

(2 maggio 2017) Il Partito Democratico riesce spesso nell’impresa di sfiorare una cosa e di renderla immediatamente inservibile, impossibile da recuperare all’uso. Non sfuggono a questa triste sorte neppure quelle idee, poche per la verità, che potrebbero rivelarsi interessanti, generative.

Ne è testimonianza evidente l’iniziativa – intitolata #tuttoblUE – realizzata a Milano nella giornata del 25 aprile scorso con l’obiettivo di orientare l’attenzione (propria e non solo, sperabilmente) nei confronti delle difficili condizioni in cui versano l’Europa, le sue istituzioni e la sua proiezione nel futuro. Il kit completo offerto ai militanti (maglia, k-way e cartello personalizzabile) al prezzo di 6 euro che strizzava l’occhio – o stringeva proprio la mano – al marketing politico spinto, la grave disattenzione nel “confondere” Liberazione con libertà, il vuoto spinto rispetto a una necessaria proposta di democratizzazione (così la definisce Thomas Piketty in una recente riflessione, edita da La nave di Teseo) dell’Unione Europea sono riusciti a mettere in secondo piano l’interessante intuizione – lo dico senza ironia – di integrare la memoria – cosa buona e giusta – con la capacità di definire nuovi riferimenti costituenti nella costruzione di un senso comune, valoriale e pratico, preferibilmente su scala sovranazionale.

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