"... avevo scoperto l'abisso della rassegnazione, la virtù del distacco, il piacere del pensare pulito, l'ebbrezza della creazione politica, il fremito dell'apparire delle cose impossibili..." Altiero Spinelli

Ricerca politica

Sguardi meticci - Spello 5/7 ottobre 2017
Spello
Abbiamo ancora “la capacità di essere colpiti da qualche cosa di altro da sé, di sentirsi vibrare al ritmo della società e degli eventi storici, delle grandi speranze”?  È la domanda che pone Miguel Benasayag al nostro modo di stare al mondo oggi. E aggiunge: “Non lasciarsi catturare dalla situazione attuale è all’origine di ogni processo patologico”(Miguel Benasayag, Oltre le passioni tristi, Feltrinelli, 2016, p.51 e p.96).

L’evento biennale di Spello è l’ostinato tentativo che, come CNCA, promuoviamo con l’invito a lasciarsi catturare dalle contraddizioni e dalle sfide del tempo che ci viene incontro. Un crocevia di ascolti, di convivialità, di laboratori e plenarie per la comprensione e il cambiamento delle situazioni.

E’ un momento di confronto e riflessione ad ampio respiro, aperto a tutti quelli che a vario titolo hanno voglia di ragionare su temi inerenti società sempre più meticce, in cui si sviluppano disuguaglianze emergenti e crescenti, in cui riorganizzare la partecipazione di uomini e donne che cercano dignità e giustizia.

Il primo passo che salva è quello che va a modificare il nostro modo di vedere gli altri e le questioni nelle quali siamo immersi (senza esserne, possibilmente, sommersi). Proprio per questo ripartiamo da “Sguardi meticci”.

Vi aspettiamo allora a Spello 2017, dal 5 al 7 ottobre.

Un abbraccio

Armando Zappolini, Presidente CNCA

Il programma:

http://www.cnca.it/images/stories/cnca-nazionale/istituzionale/Spello2017_Programma_aggiornato8_AGOSTO.pdf

 

Viaggio nella solitudine della politica: quel che stiamo raccogliendo
Condivisione

Un primissimo bilancio del nostro «Viaggio nella solitudine della politica»

di Michele Nardelli

(settembre 2017) Il “Viaggio nella solitudine della politica” dopo una breve pausa agostana si avvia alla sua quarta tappa lungo l'itinerario che percorre il “limes” del nordest italiano, fra Venezia e Goli Otok, l'isola nuda tristemente celebre per aver ospitato il gulag del regime titino nel secondo dopoguerra.

Nel riprendere ora questo cammino alla ricerca di nuovi paradigmi per leggere il presente ed immaginare il futuro, vorrei provare a condividere con voi un primo bilancio, dal “prologo trentino” agli itinerari che hanno attraversato la “Regione Dolomiti”, le Terre Alte dell'Arco Alpino occidentale, Roma e le sue città.

Purtroppo non siamo ancora riusciti, al di là dei miei diari, a mettere in chiaro sul sito dedicato al viaggio (www.zerosifr.eu) tutto quel che ne abbiamo raccolto negli incontri e nelle conversazioni con le persone e le esperienze collettive con le quali abbiamo scambiato sguardi e pensieri.

Si tratta di un materiale molto ricco che richiede trascrizione, sintesi, verifica con le persone coinvolte e montaggio fra parole e immagini. Un lavoro più complesso del previsto anche perché sottratto ai ritagli di tempo libero di Federico e di Guido che, in forma del tutto volontaria, stanno approntando questo racconto.

Sul limes nord orientale
Trieste, Risiera di San Sabba

Il quarto itinerario del “Viaggio nella solitudine della politica”

Venezia – Goli Otok (Croazia), 13 / 17 settembre 2017

 

(10 settembre 2017) L'itinerario lungo il limes nord orientale del “Viaggio nella solitudine della politica” ha come focus specifico il tema del Novecento e della sua faticosa elaborazione. La densità degli avvenimenti che nel secolo scorso hanno attraversato quel frammento d'Europa che si trovò a rappresentare il segmento meridionale della “cortina di ferro” è tale che lo sguardo ravvicinato su di essi non investe solo la necessità per le popolazioni interessate di farci i conti, ma chiama in causa tutti noi come cittadini di un'Europa che fatica a rivelarsi anche in virtù dell'incapacità di elaborare un passaggio di tempo del quale siamo ancora prigionieri, come se il suo scorrere si fosse fermato. Anche perché nel Novecento si condensano lungo quella faglia pagine di storia che ci parlano di come si è andata formando l'Europa nell'incontro e nei conflitti che dal Mediterraneo risalivano il Mare Adriatico e che dal continente scendevano verso il mare.

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Roma e le sue utopie quotidiane
Ecomuseo casilino

Il terzo itinerario nell'ambito del "Viaggio nella solitudine della politica"

Dopo il prologo trentino e gli itinerari dolomitici e delle terre alte alpine, dal 5 all'8 luglio 2017 si svolgerà nella città di Roma il terzo itinerario nell'ambito del "Viaggio nella solitudine della politica", quattro giorni di incontri, conversazioni, visite... attraverso le esperienze che cercano di inverare quel cambio di paradigma al centro del viaggio proposto da Michele Nardelli.

«Città dove si percepisce in modo paradigmatico la crisi dei gruppi dirigenti. Luogo di verifica critica delle nuove forme della politica organizzata, verticale, personalistica, aleatoria, liquida. Luogo che ha trasformato la legalità in feticcio ideologico di una politica vuota.

Roma e le sue utopie quotidiane
Ecomuseo Casilino

Il terzo itinerario nell'ambito del "Viaggio nella solitudine della politica"

Città dove si percepisce in modo paradigmatico la crisi dei gruppi dirigenti. Luogo di verifica critica delle nuove forme della politica organizzata, verticale, personalistica, aleatoria, liquida. Luogo che ha trasformato la legalità in feticcio ideologico di una politica vuota.

Roma non può essere amministrata senza una visione, affidandosi solo alla lista delle competenze, perché si viene immediatamente “catturati” da reti di relazione, agende politiche, esperienze, sistemi di valori e corpi sociali che si adattano perfettamente alle rappresentanze che esprimono.

Cercheremo di rintracciare, in questo viaggio, le utopie quotidiane che, con radicalità di pensiero e di azione, ridanno corpo a un nuovo patto di cittadinanza tra le comunità territoriali e le associazioni, che rendono vivibile la città, curandone i beni comuni e le relazioni, producono conoscenza e sperimentano la propria capacità di governo.

Silvano Falocco

Campi impraticabili?
campi impraticabili

«Tempi interessanti» (66)

... Se ragionassimo a prescindere dalla sconfitta culturale e politica che ha segnato la fine del Novecento lo schema potrebbe sembrare perfetto. Finisce la boria dell'autosufficienza maggioritaria, il partito di Renzi non può permettersi di rilanciare l'accordo del Nazareno, prende corpo l'idea di un'area di centrosinistra plurale ed europeista, tenendo fuori solo gli impresentabili.

Ma è possibile prescindere da quella sconfitta storica? Si può eludere il nodo cruciale della natura della crisi della politica? Credo di no, e per due ragioni di fondo. In primo luogo perché quello che abbiamo non è il migliore dei mondi possibile. E perché la crisi della politica è di “sguardo”, investe le sue categorie interpretative come i paradigmi del passato...

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Terre alte alpine. Fra abbandono e ritorno. Il secondo itinerario del Viaggio nella solitudine della politica
Paraloup, la scuola del ritorno

Edolo – Val di Susa (2–3–4–5 giugno 2017) La Montagna da periferia a centro. Cambi di sguardo per comunità politiche*

«Oggi le Alpi sono un impasto di innovazione e tradizione, globale e locale, modernismo e nostalgia nel cuore della vecchia Europa”. “Anche se si ferma alla disobbedienza e all’utopia senza costruire veri modelli di società, la voce arrabbiata della montagna filtra come goccia nella crepa del sistema, logorandolo con la spavalderia di chi vede il mondo dall’alto in giù e ha il privilegio di cogliere il pericolo per primo e urlarlo in legittima difesa, perché tutte le acque scendono dalla montagna. Nessuna sale alla sorgente».

Enrico Camanni, Alpi ribelli

Itinerario 2. Terre alte alpine. Fra abbandono e ritorno.

Stiamo parlando del territorio alpino che va dalle Dolomiti alla Provenza. Una moltitudine di storie parallele che hanno accompagnato la vicenda dello sviluppo del nord ovest italiano lungo vallate ciascuna delle quali ha espresso vocazioni e attitudini che ne hanno segnato il territorio.

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