"... avevo scoperto l'abisso della rassegnazione, la virtù del distacco, il piacere del pensare pulito, l'ebbrezza della creazione politica, il fremito dell'apparire delle cose impossibili..." Altiero Spinelli

Cultura

La guerra verticale
La prima di copertina del libro

Diego Leoni

La guerra verticale

Uomini, animali e macchine sul fronte di montagna 1915-1918

Einaudi, 2015

 

«Gran parte della fronte italo-austriaca correva sulle cime, quelle cime (l'Adamello, la Marmolada, le Dolomiti orientali) che, prima della guerra, erano già state teatro della sfida turistico-alpinistica fra le borghesie italiana e austro-tedesca. Immaginata e preparata come una sfida di breve durata, la guerra di montagna inchiodò i suoi attori per più di tre anni su un ambiente ostico e ostile, e mai pensato prima come spazio di insediamento di grandi masse. Per rendere possibile questo, per combattere e sopravvivere lassù, gli eserciti si impadronirono dello spazio alpino, delle sue genti, delle sue piante, dei suoi animali, delle sue risorse: lo attrezzarono, lo scomposero, lo ricomposero, lo artificializzarono, portando in quota, che sempre più si elevava, un numero iperbolico di animali, di armi, di mezzi, di tecnologie, di materiali. Misero in campo nuovi saperi e nuove tecniche; svilupparono all'estremo l'alpinismo; e infine sprofondarono nelle viscere della montagna: per difendersi dalla Natura e per offendere il nemico da sotto. Di tutto questo movimento, di questo sistema, di queste trasformazioni, di quel che avevano elaborato i teorici della guerra di montagna, di quel che vissero e videro i combattenti e ne scrissero, del formarsi sul campo di narrazioni e contronarrazioni, miti e antimiti, racconta il libro».

 

 

Las simples cosas
Chavela Vargas con Frida Kahlo

Chavela Vargas, cantante e musicista messicana, interpreta "Las simples cosas" (che Vinicio Capossela ha cantato in italiano in uno dei suoi ultimi album)

https://www.youtube.com/watch?v=z1xWGgmV9TY&feature=player_detailpage

“Uno si separa insensibilmente
dalle piccole cose
come fan le foglie
che in tempo d’autunno
lasciano nudo il ramo
e infine la tristezza
è la morte lenta
delle semplici cose
queste semplici cose
che cadon dolendo
sul fondo del cuore

Roberta Biagiarelli in «Srebrenica»
Roberta Biagiarelli

Vi segnalo che venerdì 13 novembre sarò a Trento con il mio monologo sul genocidio di Srebrenica, al Teatro Portland, ore 21.

Intorno al 9 luglio 1995 l’armata serbo bosniaca attacca la Zona Protetta di Srebrenica e il territorio circostante. L’offensiva si protrae fino all’11 luglio 1995, giorno in cui le unità serbo bosniache entrano in Srebrenica. Seguono stupri, mutilazioni, esecuzioni di civili, sepolture di vivi. Ma il massacro di 9.000 civili di quella metà di luglio del 1995 è solo l’epilogo di una storia iniziata tre anni prima, una storia di assedio.

Un anno sull'altipiano
Forti e Doneddu

Il Circolo Dessì dei Sardi di Trento, in collaborazione con il Cafè de la Paix. il Circolo dei Sardi di Rovereto e la Libera associazione per la promozione delle arti di Trento, presentano un libero adattamento del romanzo di Emilio Lussu "Un anno sull'altipiano" di Steven Forti (voce narrante) e Carlo Doneddu (chitarra). E, dopo lo spettacolo, sapori di Sardegna. Un ricco menù della tradizione sarda.

Politica, economia e ambiente nel pensiero di Papa Francesco
San Francesco

di Raniero La Valle

(dal https://www.facebook.com/ranierolavalle)


Ci mettiamo nel contesto di quello che sta accadendo per capire in che modo le cose di cui parliamo hanno rilevanza rispetto alla situazione in cui ci troviamo. Cito due contesti per la nostra riunione di stasera.

Il primo contesto: la perdita della Costituzione

Ieri l’Italia ha perduto la sua Costituzione. L’ha perduta, con il voto del Senato del 13 ottobre che ha approvato in prima lettura la nuova Carta Dico che l’ha perduta perché il tema della riforma non era affatto quello di cui unicamente si è parlato, cioè la questione del Senato. Il tema era il rapporto della democrazia con il potere. La modifica che è stata introdotta consiste nella sostituzione della Costituzione del ’47 con una nuova Costituzione. Infatti sostituire tutta la seconda parte della Carta vuol dire che la Costituzione del ‘47 finisce qui. Ci sarà un’altra Costituzione che è ispirata a dei principi ben identificabili e molto precisi. Essi corrispondono alla richiesta che è venuta alla nostra democrazia di modificare i principi, di abolire le conquiste, gli ideali che hanno animato le Costituzioni del dopoguerra: quelle Costituzioni cioè che sono state scritte dopo l’esperienza terribile del fascismo e del nazismo. La nuova Costituzione è fatta per dare più poteri al potere.

Il Rabbi molesto. Sul lato antipatico di Gesù
La copertina

In apertura del 18° Religion Today Film Festival, Questioning God, il dubbio e la fede, alle ore 17.00 di venerdì 9 ottobre 2015, presso la Biblioteca Comunale di Trento, in via Roma 55, sarà presentato "il Rabbi molesto". Dialogherà con l'autore il giornalista Paolo Ghezzi.

La nascita imperfetta delle cose
La prima di copertina del libro

Guido Tonelli

La nascita imperfetta delle cose

La grande corsa alla particella di Dio e la nuova fisica che cambierà il mondo

Rizzoli, 2016

 

Una sensazione di schizofrenia? Mentre leggo il libro di Guido Tonelli, un racconto appassionato attorno alla ricerca del bosone di Higgs, mi sto occupando della cultura del limite.

Le due cose sembrano confliggere fra loro. La fisica delle alte energie, nel suo indagare attorno all'origine dell'universo o, per meglio dire, del multiverso attraverso acceleratori di particelle sempre più potenti e sofisticati. E un pianeta incapace di interrogarsi sulla propria impronta ecologica, pure misurata e certificata, dove si preferisce abbracciare la paura (e l'idea di esclusione) piuttosto di mettere in discussione stili di vita insostenibili. 

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