"... avevo scoperto l'abisso della rassegnazione, la virtù del distacco, il piacere del pensare pulito, l'ebbrezza della creazione politica, il fremito dell'apparire delle cose impossibili..." Altiero Spinelli

Cultura

L’altra Venezia

Predrag Matvejevic

L'altra Venezia

Garzanti, 2003


«Una Venezia fatta di scrittura che diventa materia e sensazione, materia e sensazione che ci restituiscono quelle che riceviamo da Venezia, sensazioni di umido, di acqua, di marcio, di tempo, di bellezza, di passato, di malinconia, di miraggio, di marmo, di sabbia, di fango, di oro, di sfumato, di splendente, di torbido, di Venezia insomma, dell’indicibile Venezia».

Scappare la guerra
Migrazioni

Un reportage dal confine greco macedone di Luigi Ottani e Roberta Biagiarelli

28 gennaio/25 febbraio 2017 orari di apertura: sabato dalle 16.00 alle 19.00 / domenica dalle 10.30 alle 12.30 e dalle 16.00 alle 19.00 - Paggeriarte Piazzale della Rosa Sassuolo 

Sabato 28 gennaio ore 18.00: inaugurazione mostra e presentazione del volume “Dal libro dell’Esodo” (Piemme edizioni)

Interverranno Luigi Ottani, Roberta Biagiarelli e Michele Nardelli (ricercatore sui temi della pace, fondatore Osservatorio Balcani Caucaso)

Venerdì 10 febbraio ore 21.00: “Immigrazione, analfabetismo, semplificazione”.

Interverranno Massimo Tesei (Fondatore di Forlì Città Aperta), Asmae Dachan (giornalista italo-siriana) e Roberta Biagiarelli.

Storie dal mondo nuovo
La prima di copertina del libro

Daniele Rielli

Storie dal mondo nuovo

Adelphi, 2016

 

Il libro di Daniele Rielli “Storie dal mondo nuovo” è un affresco del contemporaneo. Pur nella distanza che avverto verso uno sguardo che teme sin troppo il “politicamente corretto” tanto da apparire cinico, è un saggio sul nostro tempo che vi consiglio di leggere, per l'efficacia dello stile letterario del giovane autore e per la sua capacità di mettere a fuoco alcuni dei luoghi simbolici di una postmodernità che sfugge alle cronache nel suo rincorrere frettoloso e superficiale degli avvenimenti.

7 lezioni sul pensiero globale
La prima di copertina del libro

Edgar Morin

7 lezioni sul pensiero globale

Raffaello Cortina Editore, 2016

 

 

«... La riflessione di Morin prende l'avvio da una constatazione. Il termine umanesimo è stato nei secoli evocato con l'enunciazione del principio universale dell'uguale dignità di ogni essere umano, indipendentemente dalla sua origine etnica, dal suo sesso, dalle sue condizioni sociali... Egli rileva tuttavia che sin dalle sue origini, e ancor più nei suoi sviluppi, c'è un'ambivalenza costitutiva in questo umanesimo moderno. Il riconoscimento della dignità di ogni essere umano si è realizzato in maniera molto limitata e astratta. A lungo le culture di molti esseri umani, anche e soprattutto nei paesi colonizzati dagli europei, sono state considerate immature e ormai superate dalla marcia inarrestabile del progresso. Ciò ha giustificato la marginalizzazione e persino il rifiuto del riconoscimento dei diritti umani ai rappresentanti di tali culture. Da questa visione sono nate prevaricazioni di ogni sorta. Ma per l'umanista planetario Morin non basta la coscienza di questi fatti, come non bastano i mea culpa delle culture occidentali rispetto alle altre culture, sottovalutate o oppresse. La critica e l'autocritica, come sempre per Morin, devono andare alla radice, che consiste nella non capacità di concepire la complessità. Le enormi carenze del principio universalistico dell'umanesimo moderno dipendono da una mancata riflessione su che cosa significhi “essere umano”...».

dalla prefazione di Mauro Ceruti

Paura liquida
La prima di copertina del libro

Zygmunt Bauman

Paura liquida

Laterza, 2008

 

«La paura più terribile è la paura diffusa, sparsa, indistinta, libera, disancorata, fluttuante, priva di un indirizzo o di una causa chiari; la paura che ci perseguita senza una ragione, la minaccia che dovremmo temere e che si intravede ovunque, ma non si mostra mai chiaramente. "Paura" è il nome che diamo alla nostra incertezza, alla nostra ignoranza della minaccia, o di ciò che c'è da fare»

... e nemmeno un rimpianto
Fabrizio De Andrè

 

Sono trascorsi diciotto anni da quel giorno pieno di neve quando, mentre salivo per la val di Non per un incontro con gi studenti di Cles, arrivò alla radio la notizia che non avrei mai voluto ascoltare. Il fatto è che Faber era presente al proprio tempo come solo i poeti sanno essere. Si era presa questa responsabilità, aiutando ciascuno di noi ad alzare lo sguardo, ed ogni volta sapeva stupire. Per questo avverto la sua mancanza, anche se le sue parole ancora mi scaldano il cuore come la prima volta che le ho ascoltate.

 

https://youtu.be/2kNwJX6E7pE

 

 

Bauman, un maestro di vita
Zygmunt Bauman

di Riccardo Mazzeo *

Zygmunt Bauman non era soltanto un pensatore immenso, ma anche, e direi più ancora, un maestro di vita. Personalmente, se nel 1992 non avessi letto Modernità e olocausto, sarei rimasto invischiato in prospettive proustiane e lacaniane fertili, senza dubbio, ma monche, prive di quell’interdipendenza che è condicio sine qua non del nostro essere nel mondo.

Conobbi Bauman, dopo aver letto una quantità di suoi libri, nel 2006 al Festival dell’Economia di Trento. Con la Erickson avevo pubblicato un libro di Keith Tester, Il pensiero di Zygmunt Bauman, che andai a consegnargli sul palco dopo la fine della conferenza. Lui vide la sua faccia sulla copertina del libro, lesse, soprattutto, il nome del suo allievo talentuoso che aveva scritto il testo, e mi diede immediatamente telefono e indirizzo e-mail che diedero la stura alla nostra conversazione durata per tutti questi anni. Poiché l’editore Laterza, avendo tradotto quasi tutti i suoi libri, aveva il diritto di prelazione sulle opere che lui avesse pubblicato per Polity, il suo editore inglese, Bauman nel 2007 mi spedì il testo di quattro conferenze che aveva tenuto e mi disse che, se lo avessi voluto, avrei potuto realizzarne un libro. Uscì così per Erickson Homo Consumens.

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