"... avevo scoperto l'abisso della rassegnazione, la virtù del distacco, il piacere del pensare pulito, l'ebbrezza della creazione politica, il fremito dell'apparire delle cose impossibili..." Altiero Spinelli

Le autonomie europee alla sfida dell'immigrazione. Quali diritti-doveri per i nuovi cittadini glocali?

Marocco, particolare

venerdì, 21 settembre 2012

Il Forum Trentino per la Pace e i Diritti Umani, all'interno della rassegna "Nel limite. La misura del futuro.", presenta

Le autonomie europee alla sfida dell'immigrazione. Quali diritti-doveri per i nuovi cittadini glocali?

La crisi europea offre una grande opportunità per le autonomie locali come Trentino e Alto Adige, ma anche Catalogna, Baviera, Scozia, Paesi Baschi, Corsica. Queste regioni sono protagoniste di un processo di costruzione di una identità propria sempre più fortemente proiettata sullo scenario internazionale. Tale processo crea tuttavia una fortissima tensione attorno al concetto di cittadinanza: aperta all'inclusione degli immigrati come nuovi cittadini delle autonomie europee, o chiusa su una concezione attenta alla difesa della propria identità storica e delle radici etniche e territoriali?

Ne parliamo con Lorenzo Piccoli, Stefano Fait, Piergiorgio Cattani e Michele Nardelli.

L'appuntamento si inserisce nel programma di "Storie di immigrazione. Appunti di cittadinanza."

PS. Mentre posto la promozione di questo evento (e l'indicazione bibliografica di "Omaggio alla Catalogna") Steven Forti scrive per il Corriere del Trentino un pezzo sulla grande manifestazione dello scorso 11 settembre a Barcellona che trovate in allegato. E' bello immaginare che i pensieri s'intreccino.

Ritrovare la propria qualità di cittadini significa sentirsi attori di una storia collettiva, capaci di immaginare se stessi assieme agli altri, tesi a riscoprire valori comuni e principi etici condivisi attraverso i quali edificare la polis...
Enzo Bianchi, L'altro siamo noi, 2010

Chi è lo straniero? E' qualcuno che non appartiene fin dall'inizio al nostro stesso ambito; quando poi vi arriva, vi importa un insieme di particolarità, di qualità, che a lungo andare ne possono trasformare più o meno in profondità il carattere. Lo straniero, l'estraneo, è colui che modifica la nostra familiarità spaziale, la disturba con elementi anomali che ci mettono in difficoltà perché nuovi e a noi sconosciuti. Questo ci provoca "un mucchio di grattacapi", ci costringe a riformare il nostro spazio necessariamente rimisurandolo, ridefinendone i limiti, le soglie, le adiacenze. La separazione tra noi e gli altri ci accompagna da sempre e ci mette quotidianamente di fronte alla necessità di scegliere. Ci possiamo infatti inoltrare su un ponte gettato tra due mondi, oppure andare a sbattere contro un muro che li separa o ancora ritrovarci su una strada che li mette in comunicazione. La dimensione della conoscenza, del dialogo, della comprensione e della mediazione dei conflitti è diventata nel tempo fondamentale strumento per disinnescare derive escludenti e di chiara matrice razzista. I luoghi della condivisione e dell'incontro hanno rappresentato - e tuttora rappresentano - lo spazio più avanzato di sperimentazione nell'accoglienza e nel percorso di convivenza con lo straniero. Partecipare alla costruzione di una nuova idea di cittadinanza significa riscoprire l'importanza dell'incontro e dei luoghi che lo favoriscono; ridare significato a parole come libertà, responsabilità, diritti, doveri, limiti; studiare le culture, le religioni, le lingue, la geografia e la storia; vivere con curiosità le difficoltà dei conflitti che le differenze naturalmente generano. Vorremmo condividere con tanti altri questo inizio di riflessione.

Evento organizzato dal Centro, in collaborazione con Forum Trentino per la Pace e i Diritti Umani, Il Gioco degli Specchi, UISP Sport per tutti, il Centro Millevoci e con il patrocinio della Provincia autonoma di Trento.

L'articolo di Steven Forti

Trento, Palazzo Trentini

 

2 commenti all'articolo - torna indietro

  1. inviato da stefano fait il 22 settembre 2012 17:34
    La miserevole realtà dei fatti è che se domani in Alto Adige si scoprisse un giacimento di terre rare, dopodomani ci sarebbero migliaia di persone di ogni età, estrazione sociale e gruppo linguistico (inclusi gli immigrati/nuovi cittadini) pronti a manifestare per l’indipendenza nei maggiori centri urbani. Altro che anelito libertario!
  2. inviato da stefano fait il 22 settembre 2012 17:28
    "Il discorso di fondo fornito da Convergencia i Unió e da gran parte dei mass media catalani è semplice e semplicistico: Madrid ci ruba i soldi. Un discorso che ad un lettore italiano ricorda il “Roma ladrona” e le dichiarazioni di secessione della Lega di Bossi".
    Posso solo dire una cosa: grande Steven Forti!
    ;o)

    Sì dobbiamo proprio riflettere sul ruolo delle crisi cicliche e del petrolio del Mare del Nord
    nelle spinte secessionistiche scozzesi (e non solo)

    Le tendenze di voto per il partito nazionalista scozzese:
    1929 3,000
    1931 21,000
    1935 30,000
    1945 27,000
    1951 7,000
    1955 12,000
    1959 21,000
    1964 64,000 – 1963: scoperti giacimenti petroliferi nel Mare del Nord
    1966 128,000
    1970 307,000 – 1969-1970: scoperta di due enormi giacimenti petroliferi al largo della costa scozzese
    1974 633.000 – [la prima di due elezioni]
    1974 839,000 – 1973-1974: crisi petrolifera, crisi economica, austerità
    1979 504,000
    1983 497,000
    1987 416,000
    1992 629,000 – sfarinamento dell’Unione Sovietica in varie repubbliche indipendenti e Guerra del Golfo
    1997 621,000 – Hong Kong torna alla Cina
    2001 464,000
    2005 412,000
    2010 491,000 – crisi economica

    Questioni di portafoglio. Nulla di più. E lo stesso vale per Catalogna
    e Alto Adige.
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