"... avevo scoperto l'abisso della rassegnazione, la virtù del distacco, il piacere del pensare pulito, l'ebbrezza della creazione politica, il fremito dell'apparire delle cose impossibili..." Altiero Spinelli

Affari & Politica

Tangentopoli, trent'anni dopo.
Zampine pulite

«Tempi interessanti» (121)

Non amo gli anniversari, carichi come sono sono di retorica e di ritualità. Spesso diventano l'occasione per riscrivere pagine di storia all'insegna dell'aria che tira, come è avvenuto in questi giorni con la diffusa riduzione della stagione di “Mani Pulite” al tintinnar delle manette.

Eppure... se i trent'anni dall'arresto dell'allora presidente del Pio Albergo Trivulzio di Milano Mario Chiesa possono servire a riflettere sul passaggio di tempo che segnò la fine della prima Repubblica e del sistema politico che aveva retto il paese nel secondo dopoguerra, allora potrebbe valer la pena di parlarne e di scriverne. Anche perché il nostro presente è, almeno in una certa misura, figlio di quel tempo. E di quel gattopardismo, quando la caduta degli dei assunse un segno ben diverso da quello che avremmo auspicato.

Non eravamo fra quelli che tiravano monetine. Ci mettemmo tempo, pazienza, pensiero... altro che populismo. Scrivo queste righe solo perché mi fa incazzare una descrizione manichea secondo la quale o eri per un giustizialismo sommario oppure dalla parte del sistema dei partiti che avevano qualche problema di autofinanziamento. ...

 

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Il potere. Società, personaggi, intrecci.
La prima di copertina del libro

Libro bianco

Il potere. Società, personaggi, intrecci.

A cura di Democrazia Proletaria del Trentino

 

Uscito nel 1985, nel pieno di una crisi industriale e occupazionale, questa pubblicazione ha avuto il merito di svelare come il profitto e la rendita (e non la comunità) rappresentassero la bussola dei potenti. Erano gli anni nei quali il territorio veniva regolarmente saccheggiato per operazioni immobiliari che vedevano all'opera il "partito degli affari". Espressione che coniammo non solo per descrivere l'intreccio fra affari e politica, ma anche la trasversalità politica che in nome dello sviluppo lasciava prosperare livelli speculativi prima sconosciuti. Furono gli anni del saccheggio di Trento Nord, dell'Alto Garda, delle valli più vocate al turismo... solo per indicare la natura sociale e territoriale del lavoro di denuncia messo in campo. Un azione di contrasto che porterà a risultati concreti. 

Non sono errori...
I tartassati

«Tempi interessanti» (107)

... L'INPS, le Regioni e le Province Autonome non hanno ancora reso pubblici gli elenchi di chi ha usufruito di sovvenzioni pubbliche in seguito al lockdown. Ma sono convinto che la vicenda dei parlamentari e dei consiglieri regionali che hanno ricevuto aiuti destinati a chi ne avrebbe avuto effettivamente bisogno è ben più vasta dei casi sin qui segnalati. E se il primo diffondersi di nomi eccellenti ha giustamente suscitato indignazione, dovrebbe anche farci riflettere su come è cambiata la politica e sul profilo etico di quanti in questi anni hanno visto nella politica un veicolo per la propria carriera e per i propri interessi individuali...

... No, non c'è nessun errore. E non si rimedia con la beneficenza, forse mai così pelosa. E' proprio l'idea che si ha della cosa pubblica e della politica. Ben lontana dai valori di giustizia sociale, di fraternità, di bene comune (e dunque del cambiamento, posto che quello in cui viviamo non è certo il migliore dei mondi possibile), politica ed istituzioni sono diventate oggetto di una sorta di mutazione antropologica per niente estranea ai processi che sono avvenuti nella nostra società...

A proposito di Valdastico
PiRuBi, una lotta infinita

(Questo articolo è apparso domenica scorsa 16 dicembre sul quotidiano L'Adige)

di Roberto Pinter

L'editoriale del direttore de L'Adige sul tema della Valdastico permette di entrare nel merito, evitando la superficialità che caratterizza molti interventi a favore o contro. Se dovessimo confrontare le ragioni a favore indicate da Fugatti (va fatta, punto a capo) o dalla capogruppo Dalzocchio (che saranno mai un paio di gallerie e di viadotti), con le criticità indicate da Giovanetti si potrebbe tranquillamente archiviare la Valdastico, ma gli interessi in campo sono troppi per essere sottovalutati.

Vorrei allora proporre un ragionamento preliminare nel dibattito sulla Valdastico indicando i rischi da evitare e i problemi da affrontare.

1. Il primo nodo da sciogliere è il rinnovo della concessione autostradale della Serenissima. Il completamento della Valdastico è un obbligo per la società assunto per giustificare il prolungamento della concessione. Senza questo obbligo non sarebbe tornata d'attualità la prosecuzione della Valdastico, né ci sarebbe alcun interesse a dirottare due miliardi di euro su un'opera che non ha alcun ritorno economico. Se si sgomberasse il campo da questo obiettivo strumentale, assumendo ad esempio l'investimento sulla ferrovia come previsto per il rinnovo della concessione della Autobrennero, avremo una discussione libera dal condizionamento dei pesanti interessi della Serenissima.

I potenti del 'dopo' Tangentopoli
La prima di copertina del libro

Solidarietà

I potenti del 'dopo' Tangentopoli

Solidarietà, marzo 1995

 

A tre anni dallo scoppio di Tangentopoli i poteri forti si riorganizzano, fra incapacità di trovare una "soluzione politica" e rimozione. Paradossalmente l'effetto di Mani Pulite sarà ben diverso da quello auspicato da chi aveva guardato con speranza all'azione della magistratura. La seconda Repubblica si presenta come peggiore della prima. In Trentino le cose andranno un po' diversamente per effetto di un impegno legislativo che produrrà precisi vincoli negli appalti pubblici e una stagione politica che, pur fra mille contraddizioni, farà nascere l'anomalia dell'unica regione dell'arco alpino che non sarà preda del leghismo.

Illustrazioni e copertina di Rudi Patauner

Scenari autunnali
Salvini al Vinitaly

«Tempi interessanti» (79)

Amo il buon vino, ma non “Vinitaly”. Ogni volta che ci ho messo piede dopo un po' avevo solo voglia di venir via da questo luogo che sa intensamente di finto, di denaro e di potere. E di tante altre cose volgari. Perché è forse proprio la volgarità, oggi, il genius loci di questa manifestazione.

Non frequento gli expo e, da quel che mi dicono, è ormai ovunque così. E ciò nonostante mi chiedo perché mai la presentazione di un vino non possa sapere solo della terra e del sole che la natura e la maestria sanno trasferire in un bicchiere.

Penso al clima completamente diverso che si respira a Terra Madre, laddove i contadini provenienti da ogni parte del pianeta ti fanno amare la loro unicità e al tempo stesso sentire cittadino del mondo.

Uranio impoverito. Un crimine contro l'umanità.
Kosovo, capannoni colpiti con l'uranio impoverito

Una pagina nera di asservimento e complicità di cui l'Italia (e non solo) si dovrebbe vergognare. Il testo integrale della Relazione conclusiva della Commissione d'inchiesta sull'uranio impoverito.

di Michele Nardelli

Il 7 febbraio 2018 è stata approvata la relazione conclusiva della “Commissione parlamentare d'inchiesta sull'uranio impoverito” istituita dalla Camera dei Deputati il 30 giugno 2015.

Si tratta di un ponderoso documento di 252 pagine, diviso in 6 capitoli, una riflessione conclusiva sul valore che ha avuto questa quarta commissione d'indagine nel mettere in rilievo la tutela ambientale dei poligoni di tiro, la scomparsa di comportamenti e situazioni contrastanti con le normative vigenti, il fare luce nell'oscuro groviglio di normative militari dietro le quali si sono nascosti i rischi e le responsabilità. Il documento è inoltre composto da una serie di allegati relativi ai lavori della Commissione d'inchiesta (malattie neoplastiche nei militari italiani, missioni, audizioni, testimonianze, collaborazioni esterne) e da un'introduzione dedicata ad una delle vicende forse più simboliche, quella relativa al poligono di Capo Teulada, splendido lembo di terra nella parte sud occidentale della Sardegna che dal 1956 è stato trasformato in zona militare attraverso un accordo con la Nato.

 

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