«Il problema che in primo luogo va risolto, e fallendo il quale qualsiasi altro progresso non è che apparenza, è la definitiva abolizione della divisione dell'Europa in stati nazionali sovrani»<br/> Manifesto di Ventotene

Inverno liquido

La montagna oltre la neve. Un interessante articolo nella rivista del Touring Club
Cortina, un particolare dei lavori per la pista da bob (foto Luigi Casanova)

Si stanno avvicinando le Olimpiadi invernali di Milano – Cortina 2026, evento che coinvolge oltre il Veneto e la Lombardia (Regioni che le hanno fortemente volute) anche il Trentino e l'Alto Adige / Südtirol. Erano state presentate all'insegna della sostenibilità e dell'utilizzo delle infrastrutture esistenti, ma nel frattempo i budget sono lievitati in maniera esponenziale, come era già accaduto con le olimpiadi invernali di Torino (2006), come avevamo previsto nel capitolo dedicato alle Olimpiadi invernali in “Inverno liquido” e come descrive Gigi Casanova nei suoi libri e nell'articolo che potete trovare nella home page dedicato al fallimento del Comitato Olimpico Internazionale (CIO) e dell'“Agenda Olimpica 2020 + 5”.

Oltre all'insieme delle contestazioni di Casanova, non si può nascondere che di neve naturale sulle aree sciistiche delle Olimpiadi 2026 ce n'è davvero pochina, a testimoniare l'impatto del cambiamento climatico sugli ecosistemi montani.

Una realtà inequivocabile che emerge anche da un interessante articolo del giornalista Tino Mantarro pubblicato sulla rivista del Touring Club con il titolo “La montagna oltre la neve” che potete trovare in allegato: la quasi totalità degli impianti vive solo grazie all'innevamento artificiale, con un impatto sempre più insostenibile che viene scaricato sulle istituzioni, sulle comunità locali e sugli utenti dello sci. Che impone una svolta radicale nel rapporto con la montagna e le sue risorse.

Buona lettura. (m.n.)

PS. A proposito di impatto ambientale delle Olimpiadi invernali 2026 visionate il servizio del quotidiano la Repubblica https://www.repubblica.it/green-and-blue/2026/01/16/news/olimpiadi_milano-cortina_2026_fotoconfronto_prima_e_dopo_i_lavori-425097539/?ref=RHLM-BG-P23-S3-T1-i254 

Inverno liquido. Presentazione con l'autore
La locandina dell'evento

Venerdì 7 novembre, alle ore 17.30

a Domodossola ragioneremo su neve e futuro a partire dal libro di Maurizio Dematteis e Michele Nardelli

 

"Inverno liquido.

La crisi climatica, le terre alte e la fine della stagione dello sci di massa"

(Derive Approdi, 2023)

 

Sarà presente uno degli autori, Maurizio Dematteis, direttore di Dislivelli

 

La presentazione si terrà presso la Biblioteca Civica Contini di Domodossola, in via Rosmini 20.

 

Grazie all'Associazione Musei d'Ossola e alla Biblioteca Civica Contini e alla Libreria Grossi 

«Inverno liquido». Il calendario aggiornato delle presentazioni. Sono 137 quelle realizzate.
La presentazione del libro a Torino con Vanda Bonardo e Enrico Camanni

«Non ci si salva da soli. Occorre incrociare gli

sguardi, condividere le conoscenze, tessere le

trame di alleanze ampie e plurali, dando vita

a sempre più strutturate comunità di pensiero

e azione. Per essere interpreti di un cambio di

paradigma non più rimandabile. Per pensare

insieme il mondo a venire. Questo libro va

inteso come un numero zero, il primo passo

di un collettivo di scrittura attorno ai nodi del

passaggio epocale che stiamo attraversando».

 

 

Nel gennaio 2023 è uscito il libro di Maurizio Dematteis e Michele Nardelli “Inverno liquido. La crisi climatica, le terre alte e la fine della stagione dello sci di massa” (Derive & Approdi, Roma, 300 pagine, 20 euro), lavoro arricchito dalla prefazione di Aldo Bonomi, editorialista del “Sole 24 ore”, e dalla postfazione di Vanda Bonardo, presidente di Cipra Italia e responsabile della Carovana dei ghiacciai di Legambiente.

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La montagna (non è) muta
La locandina dell'evento

Arci Brentonico, associazione "Vite intrecciate" e Sezione di Brentonico della Società Alpinisti Tridentini (SAT)

presentano la rassegna

 

La Montagna (non è) muta

Voci per un territorio che cambia

 

Domenica 10 agosto 2025, alle ore 18.00 presso il Rifugio FosCe, a San Valentino di Brentonico (TN) 

Presentazione del libro

“Inverno liquido.

La crisi climatica, le terre alte e la fine della stagione dello sci di massa”

 

Lo scrittore Marco Niro in dialogo con l'autore Michele Nardelli

Climate Justice University - Summer School
Il manifestao della Summer school

Nell'ambito della seconda edizione della Summer School del Climate Justice University che si svolgerà a Luminasio (Bologna), dal 23 al 25 maggio 2025,  nel pomeriggio di venerdì 23 maggio a partire dalle ore 15.00 un incontro con Michele Nardelli sul tema "La crisi climatica e le terre alte".

§§§

Nel 2024 abbiamo organizzato la prima edizione della Climate Justice University. “Se vogliamo guardare alla crisi climatica come allo spazio di opportunità per ‘ribaltare i rapporti di forza’ – scrivevamo un anno fa – dobbiamo indagare nuove prospettive e (de)costruire nuovi concetti”. Un anno dopo, tanta acqua – e non è una metafora – è passata sotto i ponti. I nostri territori sono stati più volte travolti dalle conseguenze della crisi climatica, con colate di fango che hanno devastato l’Appennino e inondato le pianure. La crisi climatica è qui e ora, dispiega i suoi effetti, rafforza le diseguaglianze e ne crea di nuove.

 

«Inverno liquido» a Mantova
Paul Klee

La Comunità di Mantova Giovanni Ferrari, il Club Alpino Italiano, il Circolo Laudato sì di Gonzaga, il Comitato Laudato sì - Oglio Po

promuovo la serata di presentazione del libro di Maurizio Dematteis e Michele Nardelli


INVERNO LIQUIDO

La crisi climatica, le terre alte e la fine della stagione dello sci di massa.

(Derive Approdi, 2023)

Introducono

Laura Galassi e Raffaella Molinari

 

Interviene

Michele Nardelli


Venerdì 28 marzo 2025, ore 21.00

Mantova, Piazza Bazzani 1 – Salone di S.Barnaba


L'evento avviene nell'ambito della rassegna Mincio Bene Comune in collaborazione con il Tavolo del Mincio

 

Collettivo di scrittura, uno spazio raro, di cui avere cura.
Paul Klee

Il 20 dicembre scorso si è riunito da remoto il Collettivo di scrittura nato attorno al libro “Inverno liquido”. Pur trattandosi di un incontro piuttosto informale di fine anno è stato comunque denso e partecipato1. Quella che segue è una sintesi di quanto ci siamo detti.


Una comunità di pensiero

Questo cerchiamo di essere. E non è poca cosa. Perché in questo tempo disgraziato, aver dato vita ad uno spazio che si propone di alzare lo sguardo sull'impatto delle crisi sugli ecosistemi, non è in effetti cosa da nulla. L'approccio dei più è quello di rincorrere gli eventi, inevitabile esserne subalterni. Quando invece sappiamo che i cambiamenti profondi, culturali in primis, richiedono tempi distesi. Come scrive Paolo Conte “ci va il tempo che ci va”.

Eppure, dall'osservazione del reale emergono segnali inequivocabili, che l'accanimento terapeutico dei finanziamenti pubblici non riesce a nascondere, come ad esempio la continua moria di imprese nel settore impiantistico o l'inutilità degli impianti per l'innevamento artificiale quando le temperature sono troppo elevate. O, ancora, nel susseguirsi di eventi estremi che seccano le centrali di approvvigionamento idrico o che mettono sott'acqua intere regioni, senza che tutto ciò porti ad interrogarsi sull'insostenibilità del modello di sviluppo che si è imposto nel tempo.

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