«Il problema che in primo luogo va risolto, e fallendo il quale qualsiasi altro progresso non è che apparenza, è la definitiva abolizione della divisione dell'Europa in stati nazionali sovrani»<br/> Manifesto di Ventotene

Ambiente e biodiversità

Controvento. Oltre i modelli intensivi: un nuovo sviluppo della montagna

Legambiente, in collaborazione con la Carovana delle Alpi, Dislivelli, La Foresta, organizza il

X Summit nazionale Bandiere verdi 2026 

"Controvento. Oltre i modelli intensivi: un nuovo sviluppo della montagna"

Torna l'appuntamento con il Summit Nazionale Bandiere Verdi di Legambiente. Giunto alla X edizione, quest'anno l'evento dal titolo "Controvento. Oltre i modelli intensivi: un nuovo sviluppo della montagna" farà tappa sabato 16 maggio in Trentino-Alto - Adige, a Rovereto (provincia autonoma di Trento), presso l'Urban Center, Corso Antonio Rosmini 58, e poi domenica 18 maggio con una due giorni dedicata alla montagna e alla sostenibilità ambientale. Come da tradizione il Summit sarà l'occasione per affermare un’idea alternativa di sviluppo alpino: una montagna capace di generare benessere durevole attraverso comunità coese, economie territoriali, biodiversità, cultura e cura dei paesaggi, trasformando i territori fragili in laboratori di futuro. Saranno, inoltre, premiate le Bandiere Verdi 2026 dell'arco alpino, ossia quelle realtà in prima in linea nella sostenibilità che ben raccontano un nuovo sviluppo della montagna.

Perfido - Porfido
La locandina dell'evento

Le Acli trentine, in collaborazione con l'Osservatorio trentino legalità, Più democrazia in Trentino, Coordinamento Lavoro Porfido 

promuovono un incontro dibattito

 

"Perfido - Porfido"

Sabato 9 maggio 2026, ore 9.30

Sede provinciale ACLI - Trento, via Roma 57

 

 

 

La presenza mafiosa di tipo 'ndrangatista per la prima volta accertata in Trentino dalle risultanze del processo "Perfido".

Davvero eravamo convinti di esserne immuni?

Un ragionamento pubblico sulla base della sentenza definitiva, per restituire alla comunità trentina quanto emerso in sede giudiziaria e stimolare un possibile percorso di riscatto.

Clima ingiusto. Il welfare per un patto eco-sociale
La prima di copertina del libro

Mercoledì 29 aprile 2026, alle ore 18.00, presso la Bookique di Trento,

è prevista la presentazione del libro di Giovanni Carrosio e Vittorio Cogliati Dezza

"Clima ingiusto. Il welfare per un patto eco-sociale" (Donzelli editore)

Gli autori saranno in dialogo con Federico Zappini.

 

La crisi climatica rappresenta una delle sfide più complesse del nostro tempo: il cambiamento climatico non solo genera impatti differenziati sulla popolazione, accrescendo le disuguaglianze, ma le stesse politiche di transizione energetica possono produrre effetti distributivi regressivi, se non adeguatamente progettate.

In questo libro Vittorio Cogliati Dezza e Giovanni Carrosio analizzano la convergenza tra giustizia ambientale e giustizia sociale, alla luce delle molteplici interdipendenze tra benessere delle persone, integrità degli ecosistemi, ricchezza delle relazioni sociali, specificità dei luoghi, decarbonizzazione della produzione e dei consumi. E sottolineano la necessità che le politiche energetiche e climatiche siano strutturali, trasversali e multilivello, a scala nazionale e locale. Solo così potranno integrare obiettivi di sostenibilità ambientale e di riduzione delle disuguaglianze. Politiche ambientali prive di sensibilità sociale rischiano infatti di esacerbare le disparità, mentre interventi sociali che ignorano la dimensione ecologica possono accelerare la crisi climatica.

Dalla diagnosi del problema gli autori passano all’azione, con la proposta di un welfare energetico-climatico: un framework innovativo che non si limita a redistribuire risorse, ma si fa carico del rapporto tra le persone e l’ambiente, ripensando i sistemi di protezione sociale in risposta ai nuovi rischi generati dal cambiamento climatico. Questa prospettiva teorica e operativa mira ad affrontare simultaneamente le sfide della decarbonizzazione e della coesione sociale, ridefinendo il welfare oltre gli ambiti tradizionali (abitazione, salute, occupazione, mobilità) in chiave ecologica e inclusiva. Un welfare per la giustizia ambientale e sociale.

Per uscire dall'era del fossile
Da Altreconomia

Al via la Conferenza internazionale di Santa Marta (Colombia)

di Ferdinando Catugno *

(18 aprile 2026) Santa Marta non è una città qualsiasi dove organizzare la prima conferenza internazionale sull'abbandono delle fonti fossili. Il clima incoraggia le simbologie, questa lotta funziona come una saga, e allora, se il Brasile aveva invitato il mondo alle porte della foresta amazzonica per la Cop30, la Colombia ha scelto la città simbolo delle sue esportazioni di carbone per parlare di come far finire l'era del carbone (e del petrolio, e del gas), in questo incontro internazionale di cui parliamo da mesi e che finalmente comincia il 24 aprile, si chiude il 29, ed è allo stesso tempo fuori contesto e perfettamente inserito nel contesto, quando per contesto intendiamo la più grande crisi energetica della nostra storia fossile. La crisi dello stretto di Hormuz è il red wedding dell'energia.

Quindi ci sono due letture possibili. La prima è che è da pazzi organizzare una conferenza del genere mentre il mondo è occupato a capire se ci saranno una recessione globale, una guerra non-più-regionale o la fine delle democrazie per come le conoscevamo, ma forse – ed è questa la seconda lettura – proprio per questo motivo non c'è momento migliore per ritrovarsi a Santa Marta a parlare di come farla finita con le fonti fossili di energia (e Areale ci sarà).

Di chi è la montagna?
Rifugio alpino

Siamo lieti di invitarvi al convegno 

“Di chi è la montagna? – Wem gehören die Berge?”

che si terrà il 

24 aprile 2026 dalle 9.00 alle 13.00 presso Kolping Haus Bolzano, Largo Adolph Kolping 3.

Il convegno vuole promuovere un dialogo aperto sul vivere e convivere nelle terre alte oggi.

Tre panel riuniranno esperte ed esperti dal mondo della ricerca, dell'attivismo e delle professioni per confrontarsi sulle sfide ambientali, sociali ed economiche della vita in montagna. 

Il programma dettagliato è qui di seguito.

Ci sarà la traduzione simultanea italiano <> tedesco. Al termine vi invitiamo a un rinfresco insieme. 

Il Convegno è promosso dal Gruppo Verde in Consiglio regionale.

Stop alla monocoltura. A tutela di ambiente, salute e comunità locali
Una pagina del quotidiano il T sulla questione

Da Brentonico (Trentino), giunge una chiamata a tutti i territori di montagna e alta collina: fermiamo la monocoltura!

«Oggi la monocoltura avanza a Brentonico, domani può succedere anche altrove!

1000 cittadine e cittadini di Brentonico, sul Monte Baldo, in Trentino, hanno da poco consegnato una petizione al Sindaco per chiedergli di prendere reali e urgenti provvedimenti per contrastare la crescente estensione incontrollata della monocoltura viticola sul territorio comunale. Questa pericolosa situazione però, riguarda tutte le aree in quota, dove, per effetto del cambiamento climatico, la monocoltura intensiva può espandersi senza regole.

Più monocolture in quota
Più pressione sull’acqua
Più rischi per salute, paesaggio e biodiversità

Per questo la nostra petizione si allarga: perché le problematiche sono le stesse, o potrebbero diventarlo presto.

Clicca e firma la petizione: https://www.change.org/stop-monocoltura-in-quota 
Falla tua, portala nel tuo territorio.

Il territorio è un bene comune. Difendiamolo insieme».

Giochi olimpici e montagna. Il fallimento del CIO
Il trampolino di Predazzo

di Luigi Casanova

(15 gennaio 2026) Ai miei due libri sul tema delle prossime olimpiadi, Ombre sulla neve (2022) e Oro Colato (2025) scritto quest’ultimo con Duccio Facchini per le edizioni di Altreconomia, si è aggiunto il libro del giornalista de Il Fatto Quotidiano Giuseppe Pietrobelli, Una montagna di soldi, ed. Publiprint.

Questi lavori stanno fornendo ai tre autori la possibilità di passare valle per valle, anche entrare nelle città di Milano e Verona per illustrare il percorso per lo più sconosciuto dell’evento olimpico invernale Milano Cortina 2026. Un tema sconosciuto abbiamo detto. Perché i grandi media non hanno offerto spazio ai temi delle criticità che ci hanno visto sommersi dall’inizio dei giochi e loro programmazione, il 2019. Escluso sporadiche eccezioni il lavoro delle associazioni ambientaliste e i contenuti forti di queste olimpiadi non trovano traccia di riflessione. In Italia dobbiamo ringraziare, come sempre, Report, ha svolto impegnative inchieste che hanno permesso ai cittadini più sensibili di conoscere la realtà. Mentre all’estero, da tempo, giornali e televisioni, anche pbbliche, dimostrano un interesse continuo, di dettaglio. Parliamo di Svizzera, Svezia, Austria, Germania, Francia, perfino Russia e in questi giorni gli Stati Uniti d’America.

Il mio libro, Oro colato, riassume un lavoro collettivo raccolto dai comitati di base dei territori interessati. Grazie a un diffuso lavoro di raccolta dati e controinformazione di cittadini e comitati locali si può affermare che le Olimpiadi invernali 2026 italiane rappresentino il fallimento del CIO. Passaggio per passaggio trovate conferma di una affermazione tanto drastica nel libro Oro colato.

Vediamo di spiegare i perché di una affermazione tanto drastica.

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