«Il problema che in primo luogo va risolto, e fallendo il quale qualsiasi altro progresso non è che apparenza, è la definitiva abolizione della divisione dell'Europa in stati nazionali sovrani»<br/> Manifesto di Ventotene
Care amiche e cari amici,
siamo così giunti al quinto incontro della Comunità di studio “Cerchiamo ancora”. Non so ancora se una vera e propria comunità si stia formando, di certo posso dire che il confronto fra i partecipanti viene preso sul serio (ma non troppo ed è bene così), è sempre stimolante anche quando gli spunti da cui partiamo appaiono controversi (come è stato nell'ultimo incontro attorno al capoverso “Fratelli maggiori”), l'intreccio fra passato e presente non manca, nemmeno le opinioni diverse mancano, senza che questo generi contrapposizione alcuna. Le due ore e mezza che ci siamo sin qui dati per i nostri incontri volano via in un battibaleno e, a me pare, piacevolmente.
Vengo dunque al prossimo incontro, che abbiamo previsto per sabato 21 febbraio, sempre a partire dalle ore 10.00 alle 12.30 del mattino. Che avrà come campo di discussione il paragrafo “Irriducibilmente individui”.
Niente a che fare con l'individualismo, quanto piuttosto con quello che Hannah Arendt indicava come “il pensare da sé”, la necessità di uno sguardo esigente e non banale sul proprio tempo, cercandone i segni in ciò che osserviamo ogni giorno e al quale spesso non diamo significato. Una postura che poi corrisponde all'autonomia (di pensiero, innanzitutto) e dunque all'assunzione di responsabilità che non può che essere individuale.
Comunità di studio «Cerchiamo ancora»
Sabato 24 gennaio 2026, ore 10.00 – 12.30
Trento, Bookique – Via Torre d'Augusto
Care e cari,
non si può dire che gli incontri di questa nostra piccola “comunità di studio” non generino discussione. Sarà che il testo di riferimento di queste nostre prime conversazioni è tutto fuorché scontato, ma è un dato che il tempo delle nostre conversazioni scorre rapido e con una partecipazione intensa e coinvolgente.
E così nel terzo incontro (il secondo nel merito del testo proposto1), il paragrafo intitolato “L'inganno del futuro”, com'era prevedibile, ha occupato gran parte della mattinata che avevamo a disposizione. E questo nonostante tutte le persone nei loro interventi si siano autoregolate in maniera rispettosa.
Ne è uscito un confronto molto ricco e altrettanto interlocutorio che ha investito l'idea che abbiamo del tempo, la necessità di rifuggire dall'incombenza del presente, il rapporto fra utopia e concretezza, l'eterogenesi dei fini che ha segnato lo spazio otto-novecentesco, “la banalità del male e il criminale che alberga dentro di noi”, il valore di un pensiero anticipatorio, l'incapacità di far tesoro della storia, l'interrogativo sul come essere “buoni antenati” o, in altre parole, quel che lasceremo dietro di noi e, non da ultimo, il vissuto delle proprie esperienze personali.
A scuola di complessità ibridando i saperi del nuovo umanesimo
di Mauro Ceruti *
Non c’è alcun dubbio che la scuola viva una crisi profonda. «La scuola prepara i ragazzi a vivere in un mondo che non esiste», ebbe a dire a suo tempo Albert Camus, e questo vale a maggior ragione oggi, sebbene in forme molto diverse.
Sono proprio le nuove generazioni «iperconnesse» a percepire e segnalare, con le loro inquietudini e i loro disagi, la “sconnessione” del sistema scolastico con la realtà dei problemi sociali e vitali del nostro tempo. Un malessere che fagocita gli studenti e, per osmosi, anche gli insegnanti, ostacolati sempre più nei loro compiti di ascolto educativo da una pletora insensata di adempimenti burocratici.
La diffusione straordinaria di nuovi veicoli di comunicazione e di informazione, sempre più versatili e veloci, tende ad annullare ogni mediazione fra il locale e il globale e mette ogni persona a contatto immediato con numerosissime informazioni, diversi linguaggi e molteplici culture. Ma ciò accade per lo più in modo frammentario, senza alcun filtro interpretativo e senza alcuna prospettiva educativa in grado di interconnettere le molteplici esperienze e il percorso formativo complessivo di ogni singola persona.
Temi e metodi di pace per l'innovazione didattica
Corso di formazione rivolto ai docenti della Provincia autonoma di Trento
Liceo da Vinci, Trento
ottobre - novembre 2022
Lo scoppio della guerra russo-ucraina è venuto ad interpellare le coscienze democratiche in più forme e maniere: dalla maturazione della consapevolezza che occorre ripensare e ridiscutere i temi della guerra e della pace guardando alle mutate fattezze dello scenario contemporaneo, attraversato da tensioni geopolitiche in parte inedite, al rinnovato richiamo di responsabilità dal quale si sono trovate investite le istituzioni democratiche, sollecitate a contribuire ad un’effettiva educazione alla pace. Tali appelli raggiungono anche il mondo scolastico, configurandosi ad un tempo come sfida didattica: innovare le forme dell’insegnamento per attivare apprendimenti capaci di formare futuri cittadini del mondo, consapevolmente e responsabilmente promotori di pace. Una sfida che non viene solo a riguardare il recentemente introdotto insegnamento trasversale di educazione civica e alla cittadinanza, configurandosi come ad esso previa e più fondamentale, interessando la scuola nel suo complesso e tutti gli insegnamenti disciplinari a livello curricolare.
World Social Agenda 2021-22
Next generation Agenda 2030
Formazione docenti
Il percorso formativo World Social Agenda 2021-22 rientra nel progetto "Next generation Agenda 2030" finanziato dalla Regione Veneto nell'ambito dell'iniziativa "Interventi per l’ampliamento dell’offerta formativa negli Istituti scolastici statali e paritari di ogni ordine e grado e nelle scuole di formazione professionale del Veneto"(DGR 734 del 08/06/2021), ideato e realizzato in collaborazione con l'associazione Amici dei Popoli Padova.
Il percorso è dedicato al tema della pace (obiettivo 16 dell'Agenda 2030 "Pace, rientra nell'ambito giustizia e istituzioni solide")
Il terzo appuntamento formativo sarà lunedì 25 ottobre 2021, alle ore 16.30, avrà come titolo "Futuro presente. Nuovi sguardi e relazioni per abitare il proprio tempo" e vedrà come formatore Michele Nardelli.
Una proposta di Ugo Morelli e Federico Zappini
Dici che non ci sono parole per descrivere questo tempo, dici che non esiste.
Ma ricordati. Fai uno sforzo per ricordare. O altrimenti inventa.
Monique Wittig
Di fronte allo spaesamento, alla paura e alla città deserta e silenziosa, forse possiamo cogliere un’inedita opportunità di pensare e agire. Di fronte a quello che si propone come un salto di schema di portata epocale tale possibilità si trasforma in obbligo, in impegno collettivo necessario e non rimandabile.
Non basta più imparare dagli eventi, a posteriori. Useremmo — come ci risulta più semplice, all’apparenza più lineare — le conoscenze disponibili e ripeteremmo le esperienze, attendendo solo di tornare ad agire come prima. Ricostruiremmo le nostre città terremotate dov’erano, com’erano. Sbagliando.
Imparare ad imparare vuol dire imparare a riflettere su come usiamo la conoscenza; su perché siamo orientati alla passività e all’indifferenza; su perché il confronto ci trova pigri e passivi; sul recupero del piacere e la bellezza di essere vivi tra vivi in una società che sceglie e crea se stessa. Una rivoluzione di approccio che può condurci in salvo, non per ridare forma a ciò che abbiamo vissuto ma a un presente e a un futuro dalle caratteristiche inedite e generative.
Il Dipartimento Culture e Società dell'Università di Palermo pruomuove nei giorni 11 e 12 dicembre 2019 una due giorni di incontri dal titolo "Le professioni della cultura" rivolto ai corsi di laurea triennali in Servizio sociale, Laurea magistrale in Servizio sociale e politiche sociali, Laurea magistrale in Cooperazione, sviluppo e migrazioni.
Programma
11 dicembre 2019 h 15.30-18.30
Università di Palermo, Dipartimento Culture e Società
Viale delle Scienze, Edificio 15, Gipsoteca, 8° piano
Tavola Rotonda
Ricucire gli strappi: la relazione come cura e progetto.
Orizzonti per una didattica inclusiva
Modera: Roberta T. Di Rosa
Introducono: Serena Marcenò, Maria Chiara Monti, Michele Nardelli, Rita Affatigato, Francesco Picciotto.
Invitati a partecipare:
Amnesty International, ASPROC, ASSF, APA ONG, BAYTY BAYTIK, Centro Astalli, Centro Diaconale Valdese,Centro Penc, CESIE, CISS, Cooperativa Arcolaio, Cooperativa Libera…mente, CLEDU, COPE, COSPE, CSC Danilo Dolci, ENGIM, Emergency, ESIS, Fondazione Assistenti Sociali, Friday For Future, II Pellegrino della Terra, Kala Onlus, Laici Comboniani, Legambiente, Molti Volti, Ordine Assistenti Sociali Sicilia, Osservatorio sulle Migrazioni Centro Arrupe, People Help The People, Sartoria Sociale, Send, Tulime ...