«Il problema che in primo luogo va risolto, e fallendo il quale qualsiasi altro progresso non è che apparenza, è la definitiva abolizione della divisione dell'Europa in stati nazionali sovrani»<br/> Manifesto di Ventotene
lunedì, 19 gennaio 2026 ore 17:30
Care e cari,
in questi tre anni seguiti all'uscita di “Inverno liquido” abbiamo cercato di ottemperare all'impegno di far nascere e dare continuità ad un lavoro di elaborazione e di scrittura collettiva attorno all'impatto delle crisi sugli ecosistemi.
Uno scenario piuttosto ampio di temi che richiedeva necessariamente il concorso di conoscenze, pensieri, esperienze e buone pratiche che abbiamo cercato di perseguire con un Collettivo di scrittura che ha visto l'adesione di persone che vivono, operano e riflettono in situazioni fra loro molto diverse, quand'anche accomunate dall'incombere di una policrisi forse senza precedenti.
Le persone che, condividendo questa proposta, hanno partecipato alle varie occasioni di incontro – in presenza o da remoto – sono state grosso modo una trentina. Molte di più quelle che si sono attivate per la promozione di “Inverno liquido” in occasione delle 136 presentazioni realizzate, ma questo era da mettere in conto.
Da remoto
sabato, 24 gennaio 2026 ore 10:00
Comunità di studio «Cerchiamo ancora»
Sabato 24 gennaio 2026, ore 10.00 – 12.30
Trento, Bookique – Via Torre d'Augusto
Care e cari,
non si può dire che gli incontri di questa nostra piccola “comunità di studio” non generino discussione. Sarà che il testo di riferimento di queste nostre prime conversazioni è tutto fuorché scontato, ma è un dato che il tempo delle nostre conversazioni scorre rapido e con una partecipazione intensa e coinvolgente.
E così nel terzo incontro (il secondo nel merito del testo proposto1), il paragrafo intitolato “L'inganno del futuro”, com'era prevedibile, ha occupato gran parte della mattinata che avevamo a disposizione. E questo nonostante tutte le persone nei loro interventi si siano autoregolate in maniera rispettosa.
Ne è uscito un confronto molto ricco e altrettanto interlocutorio che ha investito l'idea che abbiamo del tempo, la necessità di rifuggire dall'incombenza del presente, il rapporto fra utopia e concretezza, l'eterogenesi dei fini che ha segnato lo spazio otto-novecentesco, “la banalità del male e il criminale che alberga dentro di noi”, il valore di un pensiero anticipatorio, l'incapacità di far tesoro della storia, l'interrogativo sul come essere “buoni antenati” o, in altre parole, quel che lasceremo dietro di noi e, non da ultimo, il vissuto delle proprie esperienze personali.
Trento, Bookique, Via Torre d'Augusto