«Il problema che in primo luogo va risolto, e fallendo il quale qualsiasi altro progresso non è che apparenza, è la definitiva abolizione della divisione dell'Europa in stati nazionali sovrani»<br/> Manifesto di Ventotene
A cura di Alessandro Mengoli
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Alla luce del sole.
L'energia come bene comune
DeriveApprodi, 2026
La storia del genere umano si intreccia con quella dell’energia: da quando Prometeo ruba il fuoco agli dei per consegnarlo agli umani, dal giogo degli animali e degli schiavi, dall'utilizzo delle materie fossili (carbone, petrolio e gas naturale) per dispiegare le “magnifiche sorti” di quello che Andrea Zanzotto avrebbe chiamato “progresso scorsoio”, fino al delirio della tecnica che si impossessa del sapere scientifico per superare ogni limite, creando così le condizioni per la nostra estinzione. Potrebbe essere questa la parabola raccontata in questo libro, alla quale però gli autori non si vogliono rassegnare.
All’intreccio di crisi (riscaldamento globale, guerre, pandemie, aggressività verso l’ambiente, estrattività verso le risorse dei territori, perdita delle biodiversità...) che si presenta in forme inedite per la rapidità del suo susseguirsi e intensità, ad indicarne un andamento esponenziale per altro già previsto dagli scienziati del Club di Roma nel 1972, le risposte continuano ad essere inadeguate se non irresponsabili, incapaci di andare alla radice dei fondamenti sui quali si è costruita l'idea di modernità, ovvero il dominio dell'uomo sulla natura.
Il Collettivo di scrittura s'incontra venerdì 11 settembre 2026 alle ore 17.00
Care e cari, siamo ormai in dirittura di arrivo per l'uscita dei primi due libri realizzati nell'ambito del nostro Collettivo.
Nella seconda metà di questo mese esce per la Casa editrice DeriveApprodi “Alla luce del sole. L'energia come bene comune”, a cura di Alessandro Mengoli. Un possente volume di 432 pagine su un tema di straordinaria attualità come quello dell'energia nel drammatico intrecciarsi di crisi (belliche, climatiche, ambientali, sanitarie, alimentari, migratorie...). Un lavoro collettivo al quale hanno partecipato una quindicina di persone, esperti e testimoni a vario titolo attorno ad una questione – quella energetica – attraverso la quale potremmo leggere e ripensare la storia del genere umano «da quando Prometeo ruba il fuoco agli dei per consegnarlo agli umani, al giogo degli animali e degli schiavi, all'utilizzo delle materie fossili (legno, carbone, petrolio e gas naturale) per dispiegare le “magnifiche sorti” di quello che Andrea Zanzotto avrebbe chiamato “progresso scorsoio”, fino al delirio della tecnica che si impossessa del sapere scientifico per superare ogni limite, creando così le condizioni per la nostra estinzione».
Nell'ambito della XXI edizione del Festival dell'Economia
(Trento, 20 – 26 maggio 2026)
Giovedì 21 maggio 2026, ore 14.30
Trento, Sala di Rappresentanza – Palazzo Geremia
Un confronto sul tema
Borghi, spopolamento e nuovi stili di vita
partecipano
Aldo Bonomi, Fondatore e coordinatore, Consorzio AASTER
Maria Carmela Colaiacovo, Presidente, Gruppo Il Sole 24 ORE
Luisa Corazza, Università del Molise
Paola Dezza, Il Sole 24 Ore
Stefano Bruno Galli, Università di Milano
Michele Nardelli, Scrittore
L'incontro del 6 marzo scorso.
Il prossimo appuntamento del 3 aprile 2026, ore 17.30
Incontro interessante e partecipato, quello del 6 marzo scorso. Erano presenti: Roberto Barbiero, Thomas Benedikter, Virgilio Besazza, Lorenzo Berlendis, Gigi Casanova, Diego Cason, Flavia Cellerino, Marino Cofler, Maurizio Dematteis, Nicoletta Dentico, Alessandro Mengoli, Vittorio Molinari, Michele Nardelli, Neri Pollastri, Rita Salvatore, Domenico Sartori, Luca Serenthà.
La proposta di incontrarci il primo venerdì del mese sta risultando efficace, offrendoci sia l'opportunità di affrontare, seppure in estrema sintesi, un argomento che ha a che fare con la ragione sociale del Collettivo (l'impatto delle crisi sugli ecosistemi) e al tempo stesso di aggiornare i partecipanti sulle cose che stiamo facendo.
Nell'ultimo incontro l'argomento trattato grazie ad una introduzione di Nicoletta Dentico avrebbe potuto avere per titolo “Long Covid”. Non solo per effetto di una pandemia che, pur declassificata, continua a mietere vittime anche attraverso l'insorgere di patologie collaterali, ma per ciò che sta determinando tanto sul piano di una forte accelerazione della finanziarizzazione della sanità come su quello di una sua militarizzazione. Tradotto, significa che la sanità per un verso è sempre più gestita in termini di oligopolio e di privatizzazione delle proprietà intellettuali, per un altro imponendo una verticalità che (nei tempi e nei modi) ne impedisce l'accesso a discapito dei soggetti più deboli. Un ambito – quello della salute – che ben rispecchia quel che avviene sul piano generale, stravolgendo in chiave neoliberista (e neocoloniale) un già claudicante ordinamento internazionale.
Care e cari,
in questi tre anni seguiti all'uscita di “Inverno liquido” abbiamo cercato di ottemperare all'impegno di far nascere e dare continuità ad un lavoro di elaborazione e di scrittura collettiva attorno all'impatto delle crisi sugli ecosistemi.
Uno scenario piuttosto ampio di temi che richiedeva necessariamente il concorso di conoscenze, pensieri, esperienze e buone pratiche che abbiamo cercato di perseguire con un Collettivo di scrittura che ha visto l'adesione di persone che vivono, operano e riflettono in situazioni fra loro molto diverse, quand'anche accomunate dall'incombere di una policrisi forse senza precedenti.
Le persone che, condividendo questa proposta, hanno partecipato alle varie occasioni di incontro – in presenza o da remoto – sono state grosso modo una trentina. Molte di più quelle che si sono attivate per la promozione di “Inverno liquido” in occasione delle 136 presentazioni realizzate, ma questo era da mettere in conto.
«Non ci si salva da soli. Occorre incrociare gli
sguardi, condividere le conoscenze, tessere le
trame di alleanze ampie e plurali, dando vita
a sempre più strutturate comunità di pensiero
e azione. Per essere interpreti di un cambio di
paradigma non più rimandabile. Per pensare
insieme il mondo a venire. Questo libro va
inteso come un numero zero, il primo passo
di un collettivo di scrittura attorno ai nodi del
passaggio epocale che stiamo attraversando».
Nel gennaio 2023 è uscito il libro di Maurizio Dematteis e Michele Nardelli “Inverno liquido. La crisi climatica, le terre alte e la fine della stagione dello sci di massa” (Derive & Approdi), lavoro arricchito dalla prefazione di Aldo Bonomi, editorialista del “Sole 24 ore”, e dalla postfazione di Vanda Bonardo, presidente di Cipra Italia e responsabile della Carovana dei ghiacciai di Legambiente.
Care e cari,
come sapete nell'ambito del Collettivo di scrittura nato attorno al libro “Inverno liquido” da qualche tempo sto lavorando insieme ad alcuni di voi ad una nuova pubblicazione che ha come oggetto le “Nuove geografie ecosistemiche”.
Abbiamo fatto un paio di incontri da remoto, ne abbiamo discusso lo scorso anno nell'incontro in presenza del Collettivo a Puy de Champanesio, abbiamo realizzato un anno fa l'incontro a Dosoledo (BL) sulla “Regione che non c'è” ovvero sulla Regione Dolomiti per descrivere come il tema possa avere implicazioni territoriali molto significative, nel mese di aprile ho avuto il piacere di esporre il tema nell'ambito della Scuola di formazione politica Danilo Dolci di Roma, sempre in aprile abbiamo promosso con Slow Food del Trentino Alto Adige/Südtirol al Muse di Trento la presentazione del libro di Franco Farinelli “Il paesaggio che ci riguarda” dove ho potuto dialogare con l'autore proprio attorno ai temi delle nuove geografie. Grazie a Massimo De Marchi, il 30 giugno scorso abbiamo realizzato la visita al Museo di Geografia dell'Università di Padova e sempre Massimo ci ha fornito i materiali dell'ultimo congresso di geografia tenutosi recentemente a Torino nonché l'interessante catalogo della collana dedicata alle geografie della casa editrice Franco Angeli (vedi in fondo alla pagina il link di accesso).