«Il problema che in primo luogo va risolto, e fallendo il quale qualsiasi altro progresso non è che apparenza, è la definitiva abolizione della divisione dell'Europa in stati nazionali sovrani»<br/> Manifesto di Ventotene

Dopo 12 giorni, una parte dei quali in coma, Gabriella è uscita dalla terapia intensiva e ora è accolta nel reparto neurologico dell'Ospedale Santa Maria del Carmine a Rovereto.
Quando il cuore si ferma anche solo per pochi minuti, gli esiti avrebbero potuto essere drammaticamente diversi. Invece non è andata così: il massaggio cardiaco, la terapia intensiva, il coma farmacologico, il cuore che ancora da solo non ce la fa, l'incertezza sui danni cerebrali nel primo elettroencefalogramma, il risveglio dalla sedazione ma ancora tenuta in vita dalle macchine, il primo sorriso nel riconoscere le persone che le stavano accanto, la progressiva riduzione della sedazione e gli esiti negativi (ovvero positivi) del monitoraggio cerebrale, l'insufficienza respiratoria e il bisogno di una terapia antibiotica per l'insorgere di un focolaio polmonare, il recupero della parola... e infine la (quasi) autosufficienza nel respiro.
Come si può capire, in pochi giorni Gabriella ha avuto una ripresa che ha stupito un po' tutti, compresi i sanitari che l'hanno presa in cura. E di questo è necessario dare atto ai reparti di terapia intensiva di Trento e di Rovereto, riconoscendo il lavoro di chi – malgrado lo scricchiolare della sanità anche in Trentino – con professionalità ed empatia ha contribuito a questa, così la posso definire, rinascita.
Nei giorni in cui le sono stato vicino (insieme alle sue amiche del cuore) ho raccontato a Gabriella – che fosse cosciente o meno – dei messaggi che sono arrivati a centinaia e anche delle persone che hanno rivolto una preghiera per la sua ripresa. Credo che anche questa vicinanza l'abbia aiutata a superare la fase più critica. E poi la sua energia e la gioia di vivere, che a ragion del vero negli ultimi tempi era stata messa a dura prova.
Anche i nuovi accertamenti a cui Gabriella è stata sottoposta in reparto (ultima la risonanza magnetica alla parte cerebrale) ha escluso danni dovuti all'embolia polmonare e all'arresto cardiaco. Ora è iniziata la fase di riabilitazione, che avrà i suoi tempi prevedibilmente non brevi, anche perché la muscolatura è ridotta ai minimi termini.
Gabri è cosciente e abbastanza consapevole di quel che le è accaduto, interloquisce positivamente con il personale dell'ospedale e con chi le fa visita (e anche in qualche breve telefonata, anche se non non è ancora del tutto in grado di farlo da sola), ovviamente è affaticata ma si permette anche qualche battuta ironica sul suo futuro. Insomma Gabriella sta ritornando alla vita, anche se qualcosa cambierà. Ma questo riguarda anche chi scrive, perché i prossimi mesi di accompagnamento richiederanno (già richiedono) nuove priorità. E anche perché ho pressoché esaurito la mia scorta di adrenalina.
Intanto grazie a tutte e tutti per i messaggi e la vicinanza che ci avete dimostrato.
2 commenti all'articolo - torna indietro