«Il problema che in primo luogo va risolto, e fallendo il quale qualsiasi altro progresso non è che apparenza, è la definitiva abolizione della divisione dell'Europa in stati nazionali sovrani»<br/> Manifesto di Ventotene
di Francesco Prezzi
"Il concetto di entropia è stato introdotto in fisica per rendere ragione di un gran numero di fenomeni che sembrano manifestare una qualche direzionalità e che la meccanica classica non riusciva a spiegare. Si osserva che il calore fluisce sempre da un corpo verso l'ambiente più freddo, e mai in senso contrario. Una bottiglia di profumo in un angolo di una stanza spande il suo odore dappertutto, ma non si è mai assistito al graduale riempimento di una bottiglia vuota posta in una stanza invasa dal profumo. Si può distruggere una parete di mattoni facendo esplodere nei pressi un po' di dinamite, ma nessuno ha mai proposto di costruire una parete per deflagrazione di un mucchio di mattoni." (Enciclopedia Einaudi vol. 6 voce Entropia).
Questo passo di Yehuda Elkana e Yemima Ben-Menahem riassume in sintesi un processo irreversibile, che non può essere descritto attraverso la meccanica classica newtoniana ripetitiva e reversibile, ma attraverso la termodinamica. La termodinamica è la scienza che studia le trasformazioni di energia in lavoro e i processi di dissipazione della stessa, il passaggio dall'ordine al disordine e i moti molecolari, ecc. Tutti i sistemi sono sistemi termodinamici, secondo la formulazione del chimico-fisico Ilya Prigogine, premio Nobel del 1977, che ha formulato "la teoria delle strutture dissipative o Termodinamica di non equilibrio". Possiamo tradurre la parola entropia con "evoluzione verso il disordine" o "con dissipazione dell'energia e della materia".
1. Che cosa c'entra questo principio della fisica con il prof. Mario Monti, esperto in tecnica bancaria?
La risposta è molto semplice: la crisi che stiamo vivendo è il prodotto di un'enorme massa finanziaria che raggiunge dodici volte l'economia reale. L'economia reale scambia merci contro denaro o contro un suo equivalente. L'economia finanziaria si sta impadronendo dell'economia reale e degli Stati.
di Ugo Morelli
Come vi sentireste se, attraversando il deserto con una limitata scorta d'acqua, la vostra guida, per ottenere il vostro consenso e per compiacervi, vi proponesse di soddisfare la voglia che avete di lavarvi, usando l'acqua a volontà per fare docce rinfrescanti? La nostra condizione riguardo al paesaggio, all'ambiente e al territorio non è neppure quella dei viandanti del deserto. Loro hanno l'aspettativa di trovare prima o poi un'oasi; noi no.
Dobbiamo tesosizzare e valorizzare senza distruggerli i patrimoni che abbiamo, fonti della nostra storia, della nostra vivibilità, della nostra identità e della nostra economia. Ci sarebbe da chiedersi allora come mai spuntano qua e là pifferai magici che propongono nuove forme di cementificazione, naturalmente aggettivate come "sostenibili", utilizzando un po' sciacallescamente la crisi come pretesto per ricominciare la grande abbuffata. A chi si comporta così, ci chiediamo, verrà mai in mente che le imprese che si occupano di edilizia potrebbero riconvertirsi e rinnovarsi, occupandosi finalmente di valorizzazione e ripristino dei patrimoni civili, industriali e viari che esse stesse hanno costruito nei modi tradizionali e superati?
(22 marzo 2013) Questo intervento è uscito oggi, in occasione della giornata mondiale per il diritto all'acqua, sul quotidiano L'Adige. In allegato l'ordine del giorno approvato dal Consiglio Provinciale su proposta di Michele Nardelli sullo scorporo del ramo acqua da Dolomiti Energia e per la costituzione di un nuovo soggetto interamente pubblico per la gestione del servizio idrico in Trentino.
di Alessandro Andreatta e Andrea Miorandi
L'accesso all'acqua è uno dei diritti fondamentali dell'uomo. Lo ha stabilito nel 2010 una risoluzione dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite. È dunque uno dei diritti umani più recenti, frutto di una sensibilità comune che si è imposta - faticosamente - solo in questi ultimi anni. Eppure ancor oggi nel mondo circa 884 milioni di persone vivono senza acqua potabile, ogni anno 5 milioni di uomini, donne e bambini muoiono di sete e il 12% della popolazione usa l'85% delle risorse idriche del pianeta.
Sono le cifre di una catastrofe quotidiana che la Giornata mondiale dell'acqua, promossa dall'Onu il 22 marzo di ogni anno, ha il merito di riportare per lo meno all'attenzione internazionale, ma che nessuna dichiarazione formale, per quanto solenne, è ancora riuscita a scalfire. Per passare dal piano delle buone intenzioni a quello molto più concreto delle soluzioni operative, occorre concepire - e praticare, difendere - il diritto all'acqua come diritto sociale. Solo così d'altronde si possono porre le basi per una vita degna di essere vissuta. Una questione nella quale si intrecciano giustizia sociale, solidarietà e partecipazione e che rispecchia perfettamente il concetto di democrazia iscritto, con felice lungimiranza, nella stessa Costituzione italiana.
(5 marzo 2013) "...Se si sale un po' in alto, la plaga agricola appare come un quadro di Paul Klee ove, fra traslazioni e rotazioni, spiccano in una combinazione di grande suggestione, le campiture dei vigneti e dei meleti, contraddistinte da texture e colorazioni molto variate, in funzione dell'alternarsi delle colture e delle essenze. Si leggono ancora in maniera molto netta i grandi segni territoriali, quali i paleoalvei e le trasformazioni che via via si sono sedimentate. Non vi è dubbio che un ambito paesaggistico, connotato in maniera così ricca e precisa, va conservato perché rappresenta l'elemento ordinatore e la vera struttura del tratto della valle a partire, come già detto, da Rovereto fino a Trento..."
Il documento del gruppo di lavoro che si è costituito per valorizzare e salvaguardare una fra le più importanti aree agricole della Valle dell'Adige.
Un patto tra amministrazione, territorio e cittadini per un futuro sostenibile.
La Giunta Provinciale ha approvato il Documento finale del PA.S.SO, il patto per lo sviluppo sostenibile del Trentino
(14 gennaio 2013) Europa; comunicazione, educazione e cultura; tutela e valorizzazione della biodiversità; mobilità sostenibile, energia e lotta al cambiamento climatico; agricoltura e stili di vita: sono queste le cinque priorità per lo sviluppo sostenibile del Trentino che costituiscono i pilastri di Passo, il documento approvato oggi dalla Giunta provinciale su proposta del presidente Alberto Pacher. Partendo da una ricognizione della situazione attuale del territorio, Pa.S.So - che indica in sigla proprio il "Patto per lo sviluppo sostenibile del Trentino" - fornisce indicazioni e impegni chiari sulle strategie dello sviluppo sostenibile a livello provinciale, da qui al 2020 e oltre.
(6 febbraio 2013) Per molti secoli le popolazioni rurali hanno affidato la spiegazione delle calamità naturali e delle carestie, che ciclicamente si abbattevano sulle comunità, all'influenza esercitata da strane figure femminili situate ai margini della società e bollate con lo stigma della strega. Anche ai poteri politici del tempo faceva comodo indicare capri espiatori dagli effetti garantiti e tali da suscitare la comune riprovazione.
L'antropologa inglese Mary Douglas ricostruisce, in un suo noto saggio dal titolo Rischio e colpa, i meccanismi sottostanti ai dispositivi simbolici di attribuzione di colpa, il cosiddetto «effetto blaming». In ogni circostanza negativa, essa sosteneva, le società pre-scientifiche si difendevano istintivamente dall'ignoto, da ciò che non si conosceva o non si era in grado di sottoporre al «tribunale della ragione», mediante l'invenzione di cause e concause di cui sarebbero stati portatori individui particolari o istituzioni sgradite.
Mercoledì 9 gennaio alle 17.30, nell'Aula magna del Museo delle Scienze, la conferenza "QUANDO HOMO SAPIENS INVENTÒ IL PAESAGGIO", organizzata dal museo assieme a STEP - Scuola per il governo del territorio e del paesaggio - proporrà un dialogo tra Telmo Pievani, curatore della mostra e Ugo Morelli, presidente del Comitato Scientifico di Step. Introduzione di Gianluca Cepollaro (Step) e conclusioni di Michele Lanzinger, direttore del Museo delle Scienze.