«Il problema che in primo luogo va risolto, e fallendo il quale qualsiasi altro progresso non è che apparenza, è la definitiva abolizione della divisione dell'Europa in stati nazionali sovrani»<br/> Manifesto di Ventotene

Ambiente e biodiversità

Non abbiamo alcun pianeta di scorta
insostenibili2

di Francesco Gesualdi *

Se non bastassero i fiumi in secca e le piogge che non cadono da mesi a farci capire che il pianeta sta collassando sotto il peso dei nostri eccessi, la conferma ci viene dall’overshootday, letteralmente “il giorno del sorprasso”, l’indicatore che ci segnala il giorno dell’anno in cui entriamo in deficit sul piano delle risorse. Una tendenza che si aggrava di anno in anno, considerato che da quando abbiamo cominciato a monitorare il fenomeno non facciamo altro che arretrare fino ad essere arrivati, quest’anno, al 2 di agosto.

Stiamo parlando dell’impronta ecologica che misura la quantità di terra fertile di cui abbiamo bisogno per sostenere i nostri consumi. E se d’istinto siamo portati a pensare che la terra fertile ci serve solo per il cibo, in realtà i consumi che affondano le loro radici nella terra fertile sono molto più ampi. Basti pensare all’abbigliamento che utilizza cotone, alla mobilia che utilizza legname, alle costruzioni che occupano suolo, ai medicinali che usano piante officinali. Ma l’aspetto sorprendente è che ci serve terra fertile anche per andare in automobile o per accendere una lampadina. Troppo spesso dimentichiamo che quando infiliamo la chiave nel cruscotto, insieme al rombo del motore emettiamo anidride carbonica, una sostanza di cui non ci diamo pensiero solo perché madre natura è così generosa da togliercela di mezzo grazie all’attività delle piante. Ma dobbiamo ricordarci che il 60% dell’impronta ecologica dell’umanità è determinato dall’assorbimento di anidride carbonica.

Il valore economico del paesaggio
Alto Garda

Qualità della vita e turismo di qualità

Incontro pubblico promosso dal Comitato Salvaguardia Olivaia

con

Costanza Pratesi, responsabile sostenibilità ambientale e relazioni esterne del FAI - Fondo Ambiente Italiano

Chiara Parisi, naturalista con specializzazione in gestione e conservazione del patrimonio naturale

Modera

Walter Nicoletti, giornalista

Mose, un disastro continuo da 8 miliardi
Mose

In un'inchiesta de L'Espresso emerge quello che molti avevano previsto: la realizzazione del Mose a Venezia si rivela un disastro sotto diversi aspetti. La spesa complessiva continua a lievitare ed è destinata a superare gli 8 miliardi di euro, i costi di gestione saranno quattro volte superiori a quelli previsti inizialmente e già oggi si evidenziano rischi dovuti alla corrosione dell'acciaio che potrebbero avere conseguenze pesanti sul delicato equilibrio della laguna. Intanto l'inaugurazione è stata spostata al 2021 e il Commissaro straordinario Magistro dà le dimissioni e se ne va rilasciando una dichiarazione quanto meno inquietante: «Quello che ho visto a Venezia non l’avevo mai visto in vita mia. Una spudoratezza totale».

Vai all'inchiesta http://espresso.repubblica.it/attualita/2017/04/13/news/la-diga-cede-1.299572?ref=RHRR-BE

La montagna nascosta
Alpeggio

Sabato 26 novembre alle ore 11.00, a Salorno (palazzo An der Lan), prenderà il via la quarta edizione del progetto "A nord di Trento, a sud di Bolzano", con la mostra intitolata La montagna nascosta / Verborgene Berglandschaften.

Le immagini dei 4 fotografi invitati a dare il proprio contributo all’indagine (Luca Chistè, Heinrich Wegmann, Ivo Corrà, Francesca Padovan) e i video di Michele Trentini, si concentrano su altrettanti temi di ricerca: il limite tra antropico e naturale, il senso dell’abitare e del “frequentare” questi spazi, la forza morfologica del territorio, il lavoro d’alpeggio.

Lo sviluppo sostenibile per cambiare la politica
La ginestra del Vesuvio

Scegliendo di rispettare i 17 «goals» ONU si rivoluzionano le scelte economiche a casa

da L'Avvenire del 9 novembre 2016

Invitato di recente dal Pontificio Consiglio della Cultura a presentare i progetti di ricerca dell'Istituto Italiano di Tecnologia per ridurre le disuguaglianze globali, a partire da quella alimentare, il direttore scientifico dell'Iit, Roberto Cingolani, ha elaborato – da fisico quale è – un'interpretazione termodinamica dei fenomeni migratori.

Partendo naturalmente dai numeri. In base al primo, la popolazione mondiale consuma circa 17 terawatt di potenza energetica, con una sperequazione enorme a livello geografico: la fetta della torta per i cittadini americani è infatti di 11,4 kilowatt a testa. In Europa e Giappone si scende a 6 kw, a 2 in Cina, se ne consumano circa 0,2 pro capite in India e ancor meno nel resto del mondo (e soprattutto in Africa).

 

Il diritto al cibo dall'ONU all'EXPO
Surriscaldamento

Nell'ambito del percorso formativo dell'Università della terza età, mercoledì 2 novembre 2016, con inizio alle ore 15.30, presso il Centro per la cultura di Merano (Via Cavour 1) si svolge l'incontro dal titolo "Il diritto al cibo dall'ONU all'EXPO. Il tema della lotta alla fame ed all'insicurezza alimentare nel diritto e nell'agire della comunità internazionale, dal secondo dopoguerra fino ai nostri giorni". Relatore sarà Michele Nardelli.

Autostrada o no, la PiRuBi non s'ha da fare
A31 a Piovene

«Tempi interessanti» (51)

... Che cosa ci vuole a dire che questo collegamento, autostradale o no, non ci interessa in quanto portatore di un modello di sviluppo che non vogliamo? Una scelta politica a tutto tondo, per dire che questa scelta va contro l'idea che abbiamo del Trentino.

Credo che, in fondo, il problema sia tutto qui. Se continuiamo a ragionare secondo il paradigma della crescita, secondo il quale più merci e denaro sono in circolazione più aumenta il benessere, rimarremo prigionieri di un pensiero che ci ha portati all'insostenibilità. E la sostenibilità non è un lusso che non ci possiamo permettere ma la condizione per poter guardare negli occhi le generazioni a venire...