"... avevo scoperto l'abisso della rassegnazione, la virtù del distacco, il piacere del pensare pulito, l'ebbrezza della creazione politica, il fremito dell'apparire delle cose impossibili..." Altiero Spinelli

Libri

Il monito della ninfea. Finalmente la presentazione a Trento
Valle di Fiemme

Era già stata programmata per il 27 febbraio. Poi la pandemia ha stravolto le nostre esistenze. Ora sabato 20 giugno alle ore 17.30 ci riproviamo, questa volta all'aperto così da garantire il distanziamento dei partecipanti ma soprattutto per riprenderci gli spazi di convivialità della città. Per questo lo faremo in strada, precisamente nell'area pedonale di via San Martino nei pressi della Libreria "due punti", che promuove l'evento. E con ancora più forti argomenti, considerato che questo libro – uscito due settimane prima dello scoppio della pandemia – si rivela nelle molte testimonianze dei lettori un'utile chiave di lettura del nostro tempo.

In dialogo con gli autori, Diego Cason e Michele Nardelli, ci saranno la vicepresidente della SAT Elena Guella, il professor Ugo Morelli e l'antropologo Annibale Salsa. E le molte altre persone che vorranno partecipare, finalmente di persona, all'incontro.

«Il monito della ninfea»: la lezione della tempesta Vaia
da www.buongiornonatura.it

di Alessandro Graziadei *

(4 giugno 2020) “La percezione dell’estrema vulnerabilità (e dei mezzi limitati per fronteggiare la potenza della natura) è probabilmente il più forte e duraturo lascito che Vaia ci ha messo sulle spalle. Una lezione, almeno per chi intende imparare”. Il libro di Diego Cason e Michele Nardelli “Il monito della ninfea” parte dalla tempesta che ha sconvolto le Dolomiti nel 2018 per parlarci della “cultura del limite” e lo fa con uno sguardo lungo che va ben oltre l’emergenza.

Nella sera e nella notte di lunedì 29 ottobre, in molti luoghi delle Dolomiti, a distruggere tutto è stata una tempesta che porta il nome di una signora tedesca: Vaia Jakobs. È lei che ha ricevuto la possibilità di dare il proprio nome alla bassa pressione che ha attraversato l’Europa nel 2018 e che l’Istituto Meteo dell’Università di Berlino vende dal 1950 per finanziarsi. Nonostante l’allerta meteo, pochi potevano immaginare che la signora Vaia Jakobs sarebbe stata ricordata per i venti tra i 120 e i 190 km/h e i rovesci da 700 millimetri di pioggia in 72 ore, che hanno investito 494 comuni, lasciando in eredità 8 morti (2 in Trentino) e più di 42.500 ettari di bosco schiantato (circa 8,6 milioni di metri cubi di legname). Al netto di altri disastri, visto che Vaia è stato un evento che ha inaugurato la “possibilità continua” di fenomeni tipici delle aree tropicali anche nelle Dolomiti, per rimettere tutto a posto forse non basteranno cent’anni. Solo in Trentino i danni causati da Vaia ad edifici privati e alle infrastrutture pubbliche sono stati quantificati in 360 milioni di euro, mentre altri 12 milioni e mezzo serviranno per ripristinare la viabilità forestale.

Riconnettere conoscenze e nuovi saperi
Il lago di Alleghe dopo Vaia

Note a commento del volume “Il monito della ninfea” di Diego Cason e Michele Nardelli

di Micaela Bertoldi

E che dire delle ninfee, le splendide foglie con fiori delicati che arredavano gli stagni di Jean Monet, dopo aver ascoltato la voce di Remo Bodei (ex ergo)?

Non si può che ammutolire, sentendo la profezia certa, del raddoppio delle estensioni della copertura dei tratti lacustri, visto che ogni foglia raddoppia la superficie in una notte. Tanta bellezza può apportare danno irreparabile se in un blitz dovesse scomparire proprio lo stagno, il lago. La fatale bellezza nasconde il tranello della forza che può distruggere, l’attrazione allucinata a volte impedisce di scoprire i risvolti potenzialmente negativi. L’altro lato della massima pulcritudine compare ad un tratto come un baratro.

Apprezziamo il grande Monet, intento a dispensare emozioni, con lo sguardo affascinato e concentrato sul momento che gli appare denso di meraviglia. E può capitare anche a noi di rincorrere la luce e la bellezza dei suoi riflessi, spesso ignari che nella società attuale sono creati ad arte per illudere e farci assopire nel quieto (?) tran tran del benessere raggiunto, lo stile di vita irrinunciabile. Quello stile di vita che fa apparire necessario procedere nell’accaparramento di ogni cosa, di ogni spazio anche se lo si sottrae ad altri esseri viventi.

Il monito della ninfea, un video su Youtube
Un'immagine del video

Diego Cason parla del suo ultimo libro "Il monito della ninfea" scritto con Michele Nardelli. Si tratta di un lavoro sulla tempesta Vaia, sui suoi effetti e sul ruolo dell'uomo nel determinare gli scompensi climatici che causano fenomeni devastanti quali appunto la tempesta che si è abbattuta sulla regione dolomitica a fine ottobre del 2018. 

Nel video su youtube che puoi vedere qui: https://youtu.be/WzQkB3l30xI

 

Il monito della ninfea su fb
La locandina

Intervista in diretta steaming sulla pagina facebook della SAT ad uno degli autori del libro "Il monito della ninfea", Michele Nardelli, da parte della responsabile dell'ufficio stampa della SAT Elena Beltrami.

Lo scorso 27 febbraio avremmo dovuto presentare a Trento, presso la Casa della SAT, il libro "Il monito della ninfea. Vaia, la montagna, il limite". Analogamente a molte altre presentazioni già programmate l'insorgere della pandemia ci ha costretti a cancellare questo appuntamento. Ora stiamo riprogrammando gli appuntamenti a partire dalla seconda metà di giugno in ambiti aperti. 

Intanto la SAT ci ha proposto di fare una presentazione in diretta streaming sulla sua pagina facebook, programmata per giovedì 28 giugno alle ore 17.00. Sarà una sorta di anteprima della presentazione vera e propria che contiamo di realizzare a Trento, se non ci saranno nuovi impedimenti, nella seconda metà di giugno (annotatevi in agenda il 20 giugno, poi saremo più precisi).

"Il monito della ninfea" su Radio Popolare
Radio Popolare, la redazione

Nei giorni scorsi “Il monito della ninfea” (Bertelli Editori, 2020) è stato presentato sulle frequenze di Radio Popolare, storica radio indipendente che direttamente o grazie a Popolare Network raggiunge centinaia di miglia di persone in Italia e in Europa, con un intervista della giornalista Ira Rubini ad uno degli autori, Michele Nardelli.

Un libro uscito proprio qualche giorno prima che scoppiasse la pandemia Covid – 19, dedicato alla tempesta Vaia che nell'ottobre 2018 ha spazzato via 42.525 ettari di boschi e foreste dell'area dolomitica ma che parla del nostro tempo, dell'insostenibilità di un modello di sviluppo che ci ha portati oltre il limite e della quale misuriamo ogni giorno le conseguenze.

Potete ascoltare l'intervista su https://www.radiopopolare.it/podcast/note-dellautore-di-ven-15-05/ 

 

Tornare sui propri passi, facendo proprio il monito della ninfea
La prima di copertina del libro

«Tornare sui propri passi. Boschi ridotti a una massa inestricabile di tronchi e rami, caduti spesso in luoghi inaccessibili. Comunità già fragili nelle quali emergono sentimenti di impotenza e vulnerabilità. La tempesta Vaia, l’evento di maggiore impatto sugli ecosistemi forestali mai avvenuto in Italia, è come il “Monito della Ninfea” – titolo del bel libro di Diego Cason e Michele Nardelli – che rischia di non essere capito, perché i valori soglia hanno questo difetto: il giorno prima di una catastrofe il pericolo non viene percepito, il giorno successivo è già tardi».

Sulla sua pagina facebook così scrive oggi l'amico Silvano Falocco a proposito del nostro libro "Il monito della ninfea. Vaia, la montagna, il limite" (Bertelli Editori, 2020). Vale per la tempesta Vaia o per gli eventi estremi che ormai sono diventati normalità, per l'invasione delle locuste come per il Coronavirus. E noi, forti della nostra signoria sulla natura, a rincorrere gli avvenimenti che a quel punto diventano emergenze.

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