"... avevo scoperto l'abisso della rassegnazione, la virtù del distacco, il piacere del pensare pulito, l'ebbrezza della creazione politica, il fremito dell'apparire delle cose impossibili..." Altiero Spinelli

Libri

«Il monito della ninfea», un viaggio dentro il limite
Effetti Vaia. Val Cadino (Trentino)

di Emilio Molinari *

Un vento a 150 km/h, lo schianto di un bombardamento e l'inimmaginabile. 42500 ettari di bosco, cancellati. Cancellata la storia di luoghi. Una cultura millenaria come quella della montagna e delle sue comunità, già spopolate o stravolte dalla modernità e dagli stili di vita consumistici, perde un pezzo, ma lo perdiamo tutti. Questo sta scritto nel libro “Il monito della ninfea” di Michele Nardelli e Diego Cason.

Perdiamo ossigeno, perdiamo lavoro di cura del territorio, perdiamo bellezza, perdiamo piaceri tutti nostri, che non si comprano in un centro commerciale, come camminare soli in un bosco, mentre il tuo cervello è libero di far volare i tuoi pensieri, perdiamo profumi, leggende, canzoni.

Sul disastro della tempesta Vaia, gli autori ci danno dati e cifre, mischiando ambiente, economia e dolorosi sentimenti. Scandagliano il disastro per andare oltre, ne descrivono le interconnessioni con il mondo globalizzato, con il clima e il riscaldamento dei mari, con i disastri precedenti e quelli che si annunciano, evidenziano quel vento, nella metafora del famoso “battito delle ali di una farfalla” che qui si vede, si materializza, si ripercuote a migliaia di chilometri, sui mercati globalizzati del legno il cui prezzo precipita e qualcuno si arricchisce a dismisura e altri si impoveriscono.

 

Il monito della ninfea. La presentazione online
Un momento della prima presentazione a Belluno

Qualche giorno fa, grazie alla libreria Due punti di Trento, abbiamo realizzato in video conferenza la presentazione del libro di Diego Cason e Michele Nardelli "Il monito della ninfea". Per chi non avesse potuto seguirla è possibile rivederla cliccando il link seguente:

https://drive.google.com/drive/folders/1oyMyR7xO0tS4PjvDlet5O7z0o47lkBAF?usp=sharing 

In attesa di realizzare le presentazioni dal vivo, come avevamo iniziato a fare a febbraio prima che la pandemia ci bloccasse tutti gli incontri programmati, questa è una possibilità concreta che potremmo su richiesta ripetere allargando l'informazione per la connessione.

Peraltro le presentazioni di questo libro, e il titolo "Il monito della ninfea" lo spiega, rappresentano altrettante occasioni di confronto su quanti sta accadendo intorno a noi.

«... resta pur sempre valido il monito espresso dall'immagine della ninfea che raddoppia quotidianamente le sue dimensioni, di modo che, il giorno che precede la copertura dell'intera superficie dello stagno la metà ne resta ancora scoperta, per cui quasi nessuno, alla vista di tanto spazio libero, è portato intimamente a credere all'imminenza della catastrofe».

Una chiave di lettura della nostra insostenibilità
Val Visdende (particolare)

di Michele Nardelli

(giugno 2020) Avevamo appena iniziato le prime presentazioni del libro “Il monito della ninfea” quando a febbraio lo scoppio della pandemia Covid-19 ci ha costretti a cancellare una dopo l'altra le numerose presentazioni che avevamo in calendario.

Un libro non è niente di fronte alla morte di migliaia di persone, oltre tutto in un contesto dal quale non sappiamo quando e come si uscirà. Malgrado ciò la legge del mercato impone la fine del lockdown, nella speranza di una regressione della pandemia ma imboccando di fatto la strada dell'immunità di gregge.

Eppure proprio quel libro, quel monito della ninfea1 cui è ispirato il suo titolo, rappresenta una chiave di lettura del nostro tempo. Non solo una buona occasione per parlare della tragedia che nell'ottobre del 2018 ha spazzato via 42.535 ettari di foreste dolomitiche, ma di quel che accade intorno a noi, dell'insorgere di una peste moderna che, come per il surriscaldamento del pianeta, il cambiamento climatico, lo sciogliersi dei ghiacci, la frequenza degli eventi estremi, l'invasione delle locuste ed altro ancora, affrontiamo come emergenza senza comprendere che è l'esito della nostra insostenibilità. E dunque per riflettere, scorgere i nessi, imparare dagli avvenimenti.

«Dove ci appare una catena di eventi, egli vede una sola catastrofe» scrive profeticamente Walter Benjamin nel suo frammento filosofico dedicato all'Angelus Novus di Paul Klee. Era il 1921, la prima guerra mondiale aveva seminato di morte il pianeta ma il peggio doveva ancora arrivare. Vedeva la tempesta, «quel che chiamiamo il progresso».

«Il monito della ninfea» presentazione in teleconferenza
La copertina del libro

Dato che le persone non possono andare alla libreria, sarà la libreria ad andare dalle persone. Un modo per essere tutti insieme, anche se a distanza, e di parlare di libri.

La due punti va on-line:
Zoom su due punti Il monito della ninfea. Vaia, la montagna, il limite
sabato 11 aprile, ore 17

Collegamento Zoom con gli autori
https://zoom.us/j/685953521?pwd=Q3Z2ODQ2TXRtUlBXNTBHTFB6TzdFZz09

Meeting ID: 685 953 521
Password: 008314

Gli autori Michele Nardelli e Diego Cason dialogano con Ugo Morelli e Gianfranco Bettin

«È un libro singolare e necessario, questo: un'analisi esatta e puntigliosa di cause ed effetti di quelle ore di tregenda … il libro è anche un affascinante quadro delle culture che si scontrano sulla scena del mondo attuale, la dissipativa, estrattiva, arrogante e incurante che è all'origine della crisi ambientale e climatica e del dissesto degli ecosistemi, e la ricca, complessa, articolata stratificata e decentrata cultura fatta di saperi radicati nei luoghi, di pratiche sviluppate per tentativi e osservazioni lungo millenni, che dell'equilibrio con la “casa” comune ... ha fatto sempre il proprio centro (il proprio cuore e il proprio cervello)».

Il monito della ninfea. La prima presentazione on-line su Zoom
Claude Monet, Ninfee

Dato che le persone non possono andare alla libreria, sarà la libreria ad andare dalle persone. Un modo per essere tutti insieme, anche se a distanza, e di parlare di libri.

La due punti va on-line

Zoom su due punti Il monito della ninfea. Vaia, la montagna, il limite
sabato 11 aprile 2020, ore 17.00


Collegamento Zoom con gli autori
https://zoom.us/j/685953521?pwd=Q3Z2ODQ2TXRtUlBXNTBHTFB6TzdFZz09

Meeting ID: 685 953 521
Password: 008314

Gli autori Diego Cason e Michele Nardelli dialogano con Ugo Morelli e Gianfranco Bettin

«È un libro singolare e necessario, questo: un'analisi esatta e puntigliosa di cause ed effetti di quelle ore di tregenda … il libro è anche un affascinante quadro delle culture che si scontrano sulla scena del mondo attuale, la dissipativa, estrattiva, arrogante e incurante che è all'origine della crisi ambientale e climatica e del dissesto degli ecosistemi, e la ricca, complessa, articolata stratificata e decentrata cultura fatta di saperi radicati nei luoghi, di pratiche sviluppate per tentativi e osservazioni lungo millenni, che dell'equilibrio con la “casa” comune ... ha fatto sempre il proprio centro (il proprio cuore e il proprio cervello)».

 

Una catena di eventi, una sola catastrofe
L'Angelus Novus

di Michele Nardelli

La portata di quanto sta accadendo è tale che le nostre piccole cose assumono un significato del tutto relativo. Eppure vivo con sofferenza l'aver dovuto sospendere le presentazioni del libro “Il monito della ninfea” previste nel mese di marzo e, prevedibilmente, anche nel mese di aprile, quand'anche siano ancora, almeno per scaramanzia, segnate a matita nella mia agenda.

Perché sarebbero state una buona occasione per parlare non solo della tempesta che nell'ottobre del 2018 ha spazzato via 42.535 ettari di bosco e di foreste dolomitiche ma di quel che accade intorno a noi, dell'insorgere di una peste moderna che, come per il surriscaldamento del pianeta, il cambiamento climatico, lo sciogliersi dei ghiacci, la frequenza degli eventi estremi, l'invasione delle locuste, è l'esito della nostra insostenibilità. E per connettere gli avvenimenti.

 

Il Veneto come metafora
Venezia, acqua alta e graffiti

Riprendo dal n.72 della rivista mensile Gli Asini (diretto da Goffredo Fofi) questo intervento di Gianfranco Bettin sul Veneto di oggi, una parte del quale dedicato al nostro "Il monito della ninfea" (del quale Bettin ha curato la prefazione).

di Gianfranco Bettin

(febbraio 2020) Meraviglia e guasto, bellezza e degrado, distribuiti in misura eccezionale, fanno del Veneto, come già la Sicilia di Sciascia, una buona metafora del nostro paese e, in un certo senso, del nostro tempo. In un punto preciso, poi, incrocia esattamente la metafora di Sciascia, laddove la “linea della palma” che risale il Belpaese insieme alla mafia incontra la linea degli “schei” che lo discende, o che va su e giù.

Meravigliosa regione di nevi e basiliche, di litorali e borghi storici e rocce colorate, di città d’arte e fiumi magnifici, è impossibile non amarla – ne abbiamo parlato, in un libretto di qualche tempo fa, con le sue grandi voci del secondo Novecento (“Il Veneto che amiamo. F.Bandini. L.Meneghello, M.Rigoni Stern, A.Zanzotto”, edizioni dell’asino; a queste e ad altre voci, Nicola De Cilia ha di recente dedicato il suo “Saturnini, malinconici, un po’ deliranti. Incontri in terra veneta”, Ronzani editore). Altrettanto, è impossibile non vederne le derive politiche e culturali – quelle stesse voci ne parlavano, le denunciavano, a volte con dura forza indignata.

pagina 8 di 17

123456789101112Succ. »