"... avevo scoperto l'abisso della rassegnazione, la virtù del distacco, il piacere del pensare pulito, l'ebbrezza della creazione politica, il fremito dell'apparire delle cose impossibili..." Altiero Spinelli
Quello che segue è il discorso tenuto dal presidente dell'Uruguay Pepe Mujica in occasione del G20 in Brasile il 21 Giugno 2012
di Pepe Mujica
"Un grazie particolare al popolo del Brasile, ed alla sua Signora Presidentessa, Dilma Rousseff. Grazie anche alla sincerità con la quale, sicuramente, si sono espressi tutti gli oratori che mi hanno preceduto. Come governanti, tutti manifestiamo la profonda volontà di favorire gli accordi che questa nostra povera umanità sia capace di sottoscrivere.
Permettetemi, però, di pormi alcune domande a voce alta. Per tutto il giorno si è parlato di sviluppo sostenibile e di affrancare, dalla povertà in cui vivono, immense masse di esseri umani. Ma cosa ci frulla per la testa? Pensiamo all’attuale modello di sviluppo e di consumo delle società ricche? Mi domando: che cosa succederebbe al nostro pianeta se anche gli indù avessero lo stesso numero di auto per famiglia che hanno i tedeschi? Quanto ossigeno ci resterebbe per respirare?
(10 dicembre 2014) Proprio alla vigilia della giornata che le Nazioni Unite hanno dedicato ai diritti umani il Senato degli Stati Uniti ha reso pubblico il rapporto sull'uso della tortura da parte della CIA. Il rapporto afferma che la CIA ha torturato persone sospettate di appartenere ad al Qaeda con metodi illegali, abusi che non sono serviti "a nulla", "inefficaci" e "più brutali" di quanto l'Agenzia stessa abbia ammesso.
Tra i prigionieri, uno su cinque era tenuto in stato di detenzione per sbaglio, "per un errore di identità o a causa di cattive informazioni di intelligence". Lo stesso presidente Barack Obama ha dichiarato "I duri metodi utilizzati dalla Cia sono contrari e incompatibili con i valori del nostro Paese". L'Agenzia ha "danneggiato significativamente l'immagine dell'America e la sua posizione nel mondo e hanno reso più difficile perseguire i nostri interessi con alleati e partner". "Continuerò" ad usare la mia autorità di presidente per assicurare che non faremo mai più ricorso a questi metodi".
di Estanislao Zuleta
Estanislao Zuleta (nato nel 1935 a Medellín - morto nel 1990 a Cali) è stato un filosofo , scrittore e professore combiano. Più che per i suoi scritti, Zuleta è ricordato dai suoi convegni che sono stati accuratamente registrati dai suoi colleghi e allievi e pubblicati più volte durante la sua vita e dopo la sua morte.
Pienso que lo más urgente cuando se trata de combatir la guerra es no hacerse ilusiones sobre el carácter y las posibilidades de este combate. Sobre todo no oponerle a la guerra, como han hecho hasta ahora casi todas las tendencias pacifistas, un reino del amor y la abundancia, de la igualdad y la homogeneidad, una entropía social. En realidad la idealización del conjunto social a nombre de Dios, de la razón o de cualquier cosa conduce siempre al terror; y como decía Dostoievski, su fórmula completa es “Liberté, egalité, fraternité. .. de la mort”. Para combatir la guerra con una posibilidad remota, pero real de éxito, es necesario comenzar por reconocer que el conflicto y la hostilidad son fenómenos tan constitutivos del vínculo social, como la interdependencia misma, y que la noción de una sociedad armónica es una contradicción en los términos. La erradicación de los conflictos y su disolución en una cálida convivencia no es una meta alcanzable, ni deseable, ni en la vida personal - en el amor y la amistad - ni en la vida colectiva. Es preciso, por el contrario, construir un espacio social y legal en el cual los conflictos puedan manifestarse y desarrollarse, sin que la oposición al otro conduzca a la supresión del otro, matándolo, reduciéndolo a la impotencia o silenciándolo.
di Ugo Morelli *
(5 dicembre 2014) Uscendo dal cinema Astra dove, grazie alla solita qualità delle scelte, ho visto Due giorni e una notte dei fratelli Dardenne, mi chiedo: ma come abbiamo fatto ad accettare un potere dominante che ritiene pazzia il sogno di un mondo migliore?
La vita individuale e sociale dilaniata dalla crisi del lavoro e un legame sociale distrutto dalla precarietà lavorativa sono rappresentate in modo magistrale e tremendo nel film. Si attende fino alla fine che vi sia uno spazio di consolazione, ma invano. E giustamente, viene da aggiungere.
I dati sulla disoccupazione, soprattutto quella giovanile, sono implacabili e la speranza ha lasciato il posto da tempo alla rassegnazione. Solo chi cerca il consenso come unica distinzione del governo della nostra realtà può fare finta di niente, sostenendo che le cose vanno bene. E i numeri non dicono tutto.
Bocciata la nascita dei nuovi comuni di Borgo Chiese e Altanaunia. Avrebbero unificato rispettivamente i comuni di Brione, Condino, Cimego e Castel Condino (Borgo Chiese) e Cavareno, Romeno, Malosco Sarnonico e Ronzone (Altaanaunia). Ne viene un motivo di riflessione.
di Michele Nardelli
(15 dicembre 2014) L'esito dei referendum per l'accorpamento dei Comuni ci dice molte cose. Chi ha pensato all'accorpamento come l'alternativa alle Comunità di Valle (il Patt, un pezzo rilevante del PD, il centrodestra e la Lega storicamente avversi alle Comunità, ma anche chi li ha sostenuti su questa strada) si è sbagliato di grosso.
L'aver in buona sostanza recentemente sterilizzato la legge di riforma dell'assetto istituzionale trentino (la LP 3/2006), tornando indietro rispetto ad una delle scelte più importanti delle ultime legislature per ridisegnare il rapporto fra la PAT e il territorio, è stato un grave errore.
Nei giorni scorsi Lorenzo Dellai ha proposto di dar vita ad un cantiere politico per rilanciare il Trentino come terra di sperimentazione originale, lanciando l'idea di un appuntamento per il prossimo 6 dicembre. Alessio Manica, capogruppo PD in Consiglio Provinciale, con questo intervento apparso oggi sul Trentino, riprende la proposta e rilancia.
di Alessio Manica
(26 novembre 2014) Ha ragione Lorenzo Dellai quando parla della necessità di aprire una riflessione ampia sul futuro del Trentino. Ne parliamo in tanti, e sicuramente da parecchio tempo, ormai da anni e a questo punto credo proprio sia giunto il momento di passare ai fatti, aprendo una riflessione ampia e partecipata sul futuro del Trentino e dell’Autonomia, dalla quale derivare un progetto politico e di governo capace di aggregare trasversalmente chi ha cuore il futuro nostro e del nostro territorio.
Non possiamo negare che se un’anomalia trentina c’è stata, con riferimento alla lunga stagione in cui la nostra Provincia è riuscita ad essere laboratorio politico ed amministrativo innovativo, questa si è un po’ persa negli ultimi anni. Va recuperato quello slancio politico e culturale necessario a valorizzare la nostra specialità.
Inaugurata ieri a Trieste la mostra di opere che narra la tragedia della prima guerra del Novecento vista dalla parte delle vittime. Sarà a Trento dal 28 marzo al 25 luglio 2015.
(30 novembre 2014) Ieri pomeriggio a Trieste è stata inaugurata la mostra "L’Europa in guerra. Tracce del secolo breve" curata da Piero Del Giudice e promossa da una rete di importanti realtà istituzionali e museali (Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, Provincia di Trieste, Provincia Autonoma di Trento, Fondazione Museo storico del Trentino, Umjetnička Galerija Bosnie i Hercegovine - Galleria Nazionale d’Arte, Sarajevo, Kinoteka Bosnie i Hercegovine - Cineteca Nazionale di Sarajevo).
Questa mostra nasce da un'idea di triangolazione fra Trento, Trieste e Sarajevo per raccontare un Novecento attraverso le espressioni artistiche sulla prima guerra mondiale e sull'assedio della città bosniaca. Come presidente del Forum trentino per la Pace e i Diritti Umani mi ero fatto portavoce di questa proposta come un diverso modo di celebrare il centenario sia presso la PAT che presso la Regione Friuli Venezia Giulia, trovando ascolto ma anche silenzi a dir poco imbarazzanti.